Giorno: 6 Settembre 2019

Open Day Solidale: il 13 settembre i Notai di Ferrara prestano consulenza gratuita in materia di lasciti testamentari

Da: Notariato Ferrara

A Ferrara, nella sala Zanotti della Residenza Municipale (piazza Municipio 2) dalle ore 15:30 alle 18:30

Non occorre essere personaggi famosi o milionari per dare il proprio sostegno alle buone cause. È sempre più frequente che le persone “comuni” decidano, attraverso un piccolo gesto, di lasciare un segno anche quando non ci saranno più. Come farlo senza intaccare i diritti dei propri familiari all’eredità?

Per diffondere la cultura del lascito solidale, il Consiglio Nazionale del Notariato e il Comitato Testamento Solidale promuovono, venerdì 13 settembre 2019, in occasione della Giornata Internazionale dei Lasciti Solidali, incontri informativi in tutta Italia sui lasciti testamentari e sui lasciti solidali.

A Ferrara l’incontro organizzato dal Consiglio Notarile, in collaborazione con il Comune di Ferrara, si terrà nella la Sala Zanotti della Residenza Municipale, dalle ore 15:30 alle 18:30. Nel corso del pomeriggio, i partecipanti potranno avere un colloquio personale con i Notai partecipanti, acquisendo informazioni utili a partire dai propri casi specifici. Gli incontri saranno scadenzati sulla base dell’ordine di arrivo.

Secondo lo studio GFK Italia per il Comitato Testamento Solidale 4 italiani su 10 dichiarano di sapere cos’è il testamento solidale, ma rispetto agli altri Paesi europei – dove il lascito è più diffuso – c’è ancora un gap culturale da colmare. Oggi sono oltre 1 milione gli over 50 che hanno già fatto, o sono orientati a fare, un “lascito solidale”. Una platea che sembra destinata ad estendersi – coinvolgendo anche i giovani sempre più attenti alle tematiche del sociale – a oltre i 3 milioni registrando una crescita del 15% di questa forma di beneficenza.
Ed è proprio con l’obiettivo di sviluppare anche in Italia – così come accade già da diversi anni nei Paesi anglosassoni -la cultura del lascito solidale, che dal 2012Il Consiglio Nazionale del Notariato ha offerto il proprio contributo tecnico e patrocinio alle iniziative promosse dal Comitato “Testamento Solidale”.
E’ importante pianificare la propria successione per disporre dei propri beni in sicurezza e lo si può fare anche per aiutare gli altri anche quando non ci saremo più. “Fare un lascito, infatti, non significa ledere i diritti intangibili dei propri eredi. Chi intende compiere un gesto di altissimo valore umano può scegliere di destinare anche solo una minima parte della quota disponibile del proprio patrimonio in favore di enti no profit o, in ogni caso, con fini di solidarietà senza ledere la quota di legittima che la legge italiana prevede per i familiari più stretti. Il notaio rappresenta un punto di riferimento, per saperne di più e affinché vengano rispettate le volontà del testatore.

Il Testamento Solidale in pillole
Cos’è il Testamento Solidale?
Fare “testamento solidale”, significa ricordare nel proprio testamento, in qualità di erede (eredità) o di legatario (legato), una o più associazioni, organizzazioni, enti. È un gesto semplice e non vincolante, che può essere ripensato, modificato in qualsiasi momento, senza che vengano in alcun modo lesi i diritti successori dei propri cari e familiari che sono tutelati dalla legge italiana con il riconoscimento della quota di legittima, ovvero la parte di eredità di cui si può disporre liberamente individuando come beneficiari soggetti diversi dai legittimari, come le onlus. Non sono necessari ingenti patrimoni, perché per sostenere il lavoro quotidiano di associazioni impegnate nelle più importanti cause umanitarie e scientifiche, anche un piccolo contributo può fare la differenza.
Chi usufruisce di un Testamento Solidale?
Per avere valore, il testatore deve esplicitare il nome della persona fisica o giuridica, incluse le organizzazioni non profit, che beneficeranno del lascito.
Cosa si può lasciare?
Il testatore può decidere di devolvere una parte del proprio patrimonio sotto forma di denaro, azioni, titoli d’investimento; un bene immobile (casa, appartamento, terreni); un bene mobile (macchina, arredi, gioielli, opere d’arte).
Affinché il lascito sia valido, è necessario indicare chiaramente l’organizzazione beneficiaria nel proprio testamento.
Perché è importante rivolgersi al Notaio?
La figura del notaio è un punto di riferimento irrinunciabile per chiunque voglia approfondire la propria conoscenza sul testamento solidale e sul come procedere nel modo corretto a garanzia della puntuale attuazione delle proprie disposizioni testamentarie, comprese quelle ispirate da sentimenti di solidarietà sociale.
Fare testamento, con l’aiuto del notaio, vuol dire avere la certezza che sia rispettata la propria volontà, permettendo di disporre, secondo legge, dei propri beni o di parte di essi in maniera chiara e inequivocabile.
Cos’è il Comitato Testamento Solidale?
Il Comitato “Testamento Solidale” (www.testamentosolidale.org) è il primo Comitato italiano che promuove una campagna di informazione congiunta sui lasciti solidali, a cui hanno aderito 22 tra le più importanti organizzazioni non profit: ActionAid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus, Amnesty International, Amref, CBM, Greenpeace, Intersos, Istituto Pasteur Italia Fondazione Cenci Bolognetti, Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Telethon, Fondazione Umberto Veronesi, Progetto Arca, Telefono Azzurro, Unicef, Università Campus Bio-Medico di Roma, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Vida.
Il Notariato fa parte di “Testamento Solidale” dal 2012, con l’obiettivo di sviluppare per la prima volta in Italia – così come accade già da diversi anni nei Paesi anglosassoni – la cultura del lascito solidale.

Per saperne di più:
www.notariato.it
www.testamentosolidale.org

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito internet www.consiglionotarileferrara.it e la pagina Facebook Notai dell’Emilia-Romagna, telefonare al numero 0532.200196 o inviare una e-mail all’indirizzo consiglioferrara@notariato.it.

Inaugurazione del Santuario della “Madonna della Pioppa”

Da: Ufficio Stampa Comune di Bondeno

Sarà celebrata Sabato 7 Settembre la riapertura Ufficiale del santuario, dopo la ricostruzione post Sisma.
Fabio Bergamini: «Luogo simbolo del pellegrinaggio religioso»
 
Bondeno (Ferrara), 06-09-2019.
La data è fissata ed è stato concesso anche il patrocinio del Comune di Bondeno: l’inaugurazione del Santuario della Madonna della Pioppa è ormai stata fissata. Sabato 7 settembre, cittadini, fedeli, semplici visitatori potranno tornare a rendere omaggio all’effige sacra della Beata Vergine della Pioppa. Al termine dei lavori che hanno consentito la ricostruzione del santuario, dopo il terremoto del 2012. «Un anno fa – ricorda il sindaco Fabio Bergamini – visitammo il cantiere, appena aperto, che si proponeva di completare in tempi rapidi la piccola chiesa di Ospitale. Con  grande soddisfazione, il prossimo 7 settembre, potremo celebrare qui la prima funzione religiosa, in un santuario che rappresenta la meta di un turismo devozionale in grado di portare pellegrini da ogni parte d’Europa». Fato e tradizione si incontrano in questo santuario. Nel quale l’effige della Madonna della Pioppa subì un tentativo di furto, pochi mesi prima del terremoto, che portò anche a danni evidenti all’immagine sacra, che fu restaurata dal maestro Alberto Mauro Sorpilli e dalla moglie Rossella, grazie al contributo di un privato cittadino. «Ora, con il completamento della chiesa – sottolinea il sindaco – avremo la possibilità di celebrare degnamente, nel corso del 2012, il 150° anniversario dell’incoronazione della B.V. di Loreto, conosciuta da tutti come “della Pioppa”». L’immagine sacra custodita nel santuario (datata attorno al 1600 dallo storico Guarini) è legata da un filo inscindibile al luogo che la ospita. Soltanto il caso, dopo il tentativo di furto, impedì che si trovasse al suo interno nel giorno del sisma. Un terremoto che provocò profonde lesioni alle pareti della chiesa, come ammesso un anno fa dall’architetto Massimo Partigiani (autore del progetto architettonico) e dall’ingegner Alessandra Campagnoli (che ha curato il progetto delle strutture) entrambi incaricati dalla Curia. Un profilo metallico lega ora di fatto tutta la chiesa, per impedire cedimenti e ribaltamenti in presenza di sollecitazioni orizzontali dovute ad un nuovo sisma. Per ricollegarsi, invece, alla struttura lignea esistente, è stata collocata nella parte superiore dell’edificio religioso un’ulteriore trave, questa volta in legno. Il sistema di cordoli realizzato a completamento della struttura – è stato fatto capire dai tecnici – eviterà lo sbilanciamento dell’abside. L’opera di verifica e controllo della Sovrintendenza è stata elemento di garanzia per assicurare che la ricostruzione sia avvenuta mantenendo i capisaldi dell’opera nel suo insieme, in un’ottica pienamente conservativa a tutela di un bene di tal pregio. La cerimonia verrà aperta attorno alle ore 15,30, con un suggestivo concerto di campanealle, mentre alle 16,30 del 7 settembre è previsto il sorvolo degli aerei nel cielo sopra il santuario, cui seguirà l’intervento delle autorità. Alle 17,30, verrà celebrata la prima funzione religiosa nella chiesa restaurata, officiata dall’Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Giancarlo Perego.
 

Sabato 7 settembre riparte la stagione cinematografica della sala Boldini

Da: Arci Ferrara

Dopo la pausa estiva il Cinema Boldini inaugura la nuova stagione con il thriller spagnolo di Rodrigo Sorogoyen – Il Regno.
Il film è finalista al premio Lux e si è aggiudicato 7 Premi Goya. Protagonista Manuel Gomez Vidal, un vicesegretario regionale prossimo al salto verso la politica nazionale. Con i compagni di partito gestisce un consolidato sistema di potere che mescola corruzione, favoritismi e benefit di lusso. Quando il giro di corruzione viene a galla e cominciano gli interrogatori, Manuel è lasciato solo sia dai capi di Madrid, sia dagli ex amici. Espulso dal “regno”, braccato dalla stampa e indicato come principale responsabile dello scandalo, non esita a tentare ogni strada pur di salvare la reputazione e la sua stessa vita.
Il Regno verrà proiettato sabato 7 e domenica 8 settembre alle 18.00 e alle 21.00 e martedì 10 settembre alle ore 21.00.
 
Lunedì 9 settembre alle ore 21.00 prenderà il via anche la nuova stagione del Cinema ritrovato al Cinema grazie alla collaborazione e ai restauri della Cineteca di Bologna.
Sarà il restauro in 4k della copia di Easy Rider di Dennis Hopper ad illuminare lo schermo del Boldini. La proiezione sarà come sempre in versione originale sottotitolata.
Il film verrà poi replicato lunedì 16 settembre sempre alle ore 21.00.
 
Anche per l’autunno confermati gli appuntamenti di metà settimana con le proiezioni in versione originale sottotitolata.
 
Mercoledì 11 settembre alle ore 21.00 verrà proiettato il film di Xavier Dolan La mia vita con John F. Donovan.  
 
Martedì 12 settembre alle ore 21.00 in programmazione Charlie Says, il film diretto da Mary Harron pone uno sguardo sul Charles Manson attraverso l’analisi degli infami delitti perpetrati dalla Manson Family visti attraverso gli occhi di Karlene Faith, ricercatrice che ha lavorato con tre donne, entrate a far parte della setta dopo aver subito il lavaggio del cervello. Condannate alla pena di morte per il coinvolgimento nei crimini durante i quali furono assassinate nove persone, compresa l’attrice Sharon Tate, la loro pena fu in seguito convertita in ergastolo.
 
Mercoledì 18 settembre alle ore 21.00 Christo – Walking On Water – Il film che racconta l’intero processo che ha portato allo sviluppo dell’opera d’arte e di ingegneria The Floating Piers realizzata nel giugno 2016 sul Lago d’Iseo.
 
Martedì 24 settembre in proiezione il film di Luca Ragazzi e Gustav Hofer – Dicktatorship – Fallo e basta!. Il film, puntando ironicamente il dito contro la misoginia imperante, finisce per svelare gli atteggiamenti violentemente omofobi di una società grottesca quanto una commedia all’italiana degli anni ’60.
La proiezione è organizzata in collaborazione con FICE Emilia Romagna. Sarà presente in sala il regista Luca Ragazzi.
 
A chiudere le proiezioni speciali mercoledì 25 settembre alle ore 21.00 il film documentario dell’artista attivista cinese Ai Weiwei – Human Flow. Il documentario riunisce insieme filmati e interviste realizzati in oltre 22 Paesi interessati dal fenomeno dei flussi migratori. La proiezione è inserita all’interno del programma del Festival dei Diritti di Ferrara e sarà ad ingresso gratuito.
 
Da sabato sarà possibile acquistare presso il cinema i nuovi abbonamenti (abbonmaneto intero 5 ingressi 30 euro, abbonamento ridotto soci arci 20 euro, abbonamento under 30 15 euro).
 
Tra le anticipazione per il mese di ottobre e novembre segnaliamo i nuovi corsi di cinema con Roy Menarini, la proiezione del film At The Matinée, la proiezione della versione uncut di Apocalypse Now.
 
Per rimanere aggiornati sulla programmazione del Cinema Boldini è possibile iscriversi alla newsletter sui siti – www.cinemaboldini.it e www.arciferrara.org.

Street art per raccontare il Consorzio e la bonifica

Da: Consorzio di bonifica pianura di Ferrara

Anche il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara ha voluto essere parte attiva all’interno del Buskers Festival di Ferrara, mettendo a disposizione uno spazio per permettere l’espressione della creatività dei writers. Come in una sorta di legame tra l’arte antica che si sta restaurando a Palazzo Naselli Crispi e il futuro espresso dalla street art, il Consorzio ha così chiesto ai writers di esprimersi nella parte in legno che copre la parte inferiore del cantiere, sovrastata dal grande telone artistico. E’ così che i ragazzi si sono ispirati all’acqua, creando opere tutte da scoprire.

Un’idea che dimostra ancora una volta l’attualità del Consorzio e che ha permesso di legare il linguaggio giovanile a quello tecnico e storico dell’ente, sempre più aperto alle nuove generazioni e sempre più protagonista in tutti i tipi di espressione artistica, dal quadro di De Chirico ‘Le muse inquietanti’ in cui compaiono le ciminiere dell’impianto idrovoro di Codigoro, al far parte del museo M9 fino ad arrivare ai murales di questi giorni.

“Abbiamo voluto metter loro a completa disposizione quello spazio per esprimere la loro creatività e fantasia con disegni e colori valorizzando questa vena artistica – dice Franco dalle Vacche, presidente del Consorzio di Bonifica di Ferrara – è un modo tangibile che proietta il Consorzio nel futuro, lo fa conoscere alle nuove generazioni utilizzando il loro linguaggio e, nel contempo, valorizza la cosiddetta il «writing» urbano responsabile, con graffiti certificati e autorizzati”. L’opera rimarrà per un anno, fino al termine del cantiere e successivamente conservata ed esposta.

“Ho trovato molto interessante il tema della bonifica che ho voluto fosse opera di Simone Carraro, illustratore veneto che da due anni fa opere d’arte urbana – spiega l’art director Cesare Bettini, dell’imolese associazione ‘Noi giovani’ – abbiamo rappresentato la narrazione dalla palude preistorica con gli animali, fino ad arrivare all’antropocene, la nuova era che stiamo vivendo, caratterizzata dall’opera dell’uomo capace di trasformare i contesti naturali mondiali. La bonifica è una delle attività più incisive. Nel murales ne spieghiamo i passaggi fondamentali in una sorta di enciclopedia didascalica e immagini, parlando ai giovani nella loro lingua ed utilizzando la grande potenza espressiva per comunicare a tutti”.

“E’ stato un lavoro molto divertente che mi ha permesso di inserire anche gli animali dell’ecosistema ferrarese ma anche uno schema che illustra un modo semplice di bonificare – ha aggiunto Simone Carraro, artista originario di Sambughè (Tv) – è la prima volta che mi capita di creare un’opera per un cantiere mentre, invece, mi sono già trovato a che fare con il tema della bonifica. A Comacchio, infatti esiste un’altra mia opera che si collega con questa e il mio obiettivo è creare una serie di murales lungo tutta la riviera, collegati tra loro”

Nell’anno dell’agricoltura, intitolazione del piazzale del volontariato alla memoria di Ugo Cavagion

Da: Ufficio del sindaco del Comune di Bondeno

Fabio Bergamini: «persona innovativa e geniale, che sapeva unire la manualità all’ingegno, partendo dalle piccole cose: un esempio per la comunità»
 
Bondeno(Ferrara), 05-09-’19.
«Nell’anno dell’agricoltura, era assolutamente doveroso ricordare un nostro concittadino che seppe innovare il settore primario con i suoi brevetti in ambito meccanico. Un uomo che ha dedicato la sua vita al lavoro e alla comunità di Stellata. La quale, richiedendo l’intitolazione della piazza, ha voluto tributare la propria gratitudine a Ugo Cavagion». Poche parole, per esprimere un messaggio importante. Il sindaco Fabio Bergamini ha voluto anticipare con questo pensiero l’inaugurazione del piazzale del volontariato, dedicato abitualmente alle attività del paese (come il mercatino e la sagra) alla figura di Ugo Cavagion. Imprenditore classe ’25 e scomparso sei anni fa, capace di innovare con il suo ingegno il lavoro in ambito agricolo. Come bene esposto da un altro imprenditore, Giuseppe Negrini, membro della Pro Loco presieduta da Maurizio Pecorari, che aveva proposto lo scorso marzo all’Amministrazione la possibilità di riconoscere il ruolo di Cavagion nella “sua Stellata”. Alla cerimonia di giovedì sera erano presenti i familiari e le sorelle dell’imprenditore, oltre ad una nutrita schiera di industriali, al vicesindaco Simone Saletti, ed all’assessore Marco Vinceni. Oltre al comandante della stazione dei carabinieri di Burana, Stefano Cardinali, a Loris Cattabriga (Arc Stellata ’97) ed a molti volontari delle associazioni di Stellata. «Ugo Cavagion cominciò a lavorare come stagnino in via Argine Lupo – racconta Giuseppe Negrini – e, quando acquistò il primo locale di quella che sarebbe diventata la sua impresa, nel centro di Stellata, lavorò anche al cantiere del nuovo ponte sul Po. Le sue innovazioni in ambito agricolo – continua Negrini – gli valsero premi alla Fiera di Verona, in Spagna e persino il titolo di Cavaliere del Lavoro. Come Pro Loco – conclude – non ci fermeremo qui e pensiamo di dare vita un domani ad un piccolo museo delle sue opere meccaniche in ambito agricolo, con le quali ha innovato il settore e creato numerosi posti di lavoro».  Da giovedì sera, una targa capeggia nel piazzale che d’ora in poi porterà il nome di “Ugo Cavagion”.

Facciamoci del male

Difficile resistere alla tentazione di citare Nanni Moretti: “Continuiamo così, facciamoci del male”. D’accordo, esperti come Gianfranco Pasquino citando la lezione di Isaiah Berlin ricordano che nella vita mai ci capita il meglio, più spesso si deve scegliere il meno peggio.
Ma siamo proprio sicuri che il governo Conte bis lo sia davvero? E’ certo che questa sia la soluzione che realisticamente passa il convento, per arginare la deriva populista e sovranista di Salvini?
A chi ha seguito la maratona tv di Enrico Mentana martedì 3 settembre in attesa del responso degli iscritti al M5s sulla piattaforma Rousseau sull’ipotesi del nuovo governo, un primo segnale di allarme deve essere suonato.
Oltre un’ora dopo lo stop al voto digitale (le 18) nulla si sapeva ancora sul risultato. A un certo punto il portinaio del palazzo milanese sede della Casaleggio-associati che gestisce il sito, ha fatto uscire in strada giornalisti e cineoperatori dall’androne dello stabile e ha chiuso il portone d’ingresso perché ha finito il turno di lavoro.
Persino Mentana in studio, al quale non manca certo la parola, ha allargato le braccia.
E’ stata l’immagine plastica di un Paese intero – istituzioni, Quirinale, Palazzo Chigi, Parlamento e opinione pubblica – lasciato per strada in attesa di sapere se il popolo pentastellato avesse dato il placet ai loro stessi rappresentanti – tutti, insieme agli altri, a loro volta volta eletti – impegnati nel frattempo in colloqui e trattative per mettere insieme una maggioranza.
Sessanta milioni di italiani sospesi in un purgatorio virtuale, aspettando cosa ne pensassero 79mila e rotti cittadini.
Di lì a poco, il capo politico della ‘volonté générale’ timbrata Rousseau, Luigi Di Maio, in conferenza stampa a Roma ha commentato euforico questa operazione come una prova di democrazia unica al mondo.
Se nessuno ci ha finora copiato in tutto il globo, una ragione ci deve pur essere!
Ma cerchiamo pure di andare oltre.
E’ opinione diffusa che Matteo Salvini, aprendo la crisi del governo giallo-verde, ne sia stato la prima vittima secondo l’adagio: chi troppo vuole nulla stringe.
Più o meno la stessa sorte toccata all’altro Matteo, Renzi.
Bene ha fatto, almeno in questo, il giurista Giuseppe Conte a voler parlamentarizzare la crisi col suo discorso-mazzata al Senato il 20 agosto scorso, nel quale ha menato fendenti all’uno e all’altro dei due vicepresidenti del Consiglio.
Alla faccia del vicepremier dei suoi due vicepremier, qualcuno ha sussurrato, anche se il conto di Conte non torna pensando a ciò che ha pur condiviso e firmato nei precedenti 14 mesi di governo (l’anno che doveva essere “bellissimo”).
Dopo la mossa ingorda del Truce Padano (come lo chiama Giuliano Ferrara), Salvini non ne ha più imbroccata una, quasi avesse perso il tocco magico che ha sorretto ogni sua uscita baldante in precedenza. Ha aperto la crisi senza che nemmeno uno dei suoi ministri desse le dimissioni, sfiduciando di fatto anche i suoi. Ha poi tentato la mossa della disperazione sul taglio dei parlamentari azzardando un ultimo abbraccio a Di Maio, senza rendersi conto della castroneria: se si approva la riforma costituzionale in due e due quattro (altra fesseria) e si rimanda il tutto alla prossima legislatura (2024!), significa che l’intero Parlamento in carica è completamente fuori dalla Costituzione nel frattempo cambiata. Ha dato dei poltronai a chi stava tramando per una maggioranza diversa solo per paura delle elezioni, mentre aveva appena offerto la carica di premier a Di Maio pur di salvare la pelle.
Da ministro ha indicato le urne come unica soluzione alla crisi da lui aperta, saltando completamente le prerogative di presidente della Repubblica e Parlamento.
In più, la strategia pettoruta della gestione migranti stava cominciando a mostrare la corda, con un’ossessiva e sprezzante severità verso le ong, chiaramente fuori dei confini del diritto internazionale, mentre nel frattempo continua la fila dei barchini che, indisturbati, sbarcano sulle coste italiane.
Una serie di svarioni che i sondaggi stavano già misurando in cali vistosi di consensi alla Lega. Tanto che se si fosse andati davvero alla conta delle urne c’è chi dice che la destra avrebbe certamente vinto le elezioni, ma probabilmente con il necessario soccorso di Forza Italia.
Se così fosse stato, gente come Taiani in maggioranza, fino all’altro ieri presidente del Parlamento europeo, davvero non avrebbe battuto ciglio sul banco di prova di una Legge di bilancio esplicitamente sbattuta contro il muso dei burocrati di Bruxelles, allegramente a suon di deficit e debito come se piovesse?
E sulla gestione migranti? Inutile girarci attorno, una soluzione non c’è. Ha fallito la strategia Renzi (sbarchi umanitari in cambio di flessibilità sui conti pubblici), non è piaciuta la linea Minniti (lontano dagli occhi – leggasi campi libici – lontano dal cuore) e sta mostrando tutti i limiti pure quella del Truce Padano.
Perché allora la sinistra si appresta a riprendere in mano la patata rovente, in condominio coi pentastellati, senza che su questo, a quanto pare, ci sia uno straccio di soluzione? Se si sposa la linea umanitaria di papa Bergoglio, occorre sapere che persino il pontefice è in forte difficoltà, con un popolo di dio, almeno buona parte, che pare non scomporsi più di tanto di fronte a crocifissi e rosari branditi nel segno della difesa dell’identità.
Perciò la domanda è la seguente: siamo sicuri che con il governo Conte bis si sia esorcizzato il pericolo Salvini?
Va bene che dietro la mossa, indubbiamente furba, ci sia il plauso di Usa, Ue, Vaticano e vescovi, ma si è valutato che mentre il Pd si rende responsabilmente garante della stabilità nazionale, e non solo, si restituisce a Salvini il suo terreno più congeniale: la piazza?
E se dopo l’esultanza per la furbata messa a segno dovessero esplodere da subito le contraddizioni fra chi fino a ieri si è mandato a quel paese in mondo visione, con misure economiche che fanno serpeggiare ipotesi di patrimoniale (lo spostamento auspicato dagli esperti del carico fiscale da lavoro e capitale ai patrimoni e rendite), vera e propria benzina nel serbatoio populista, davvero si pensa che questo governo abbia come traguardo la fine della legislatura, cioè il tempo necessario per fare arrivare Salvini afono al prossimo turno elettorale?
E se il traguardo finale fosse ben più ravvicinato, basterà una legge tutta proporzionale per disinnescare la mina della destra-destra? Per di più con l’arma spuntata dei democratici contro gli antidemocratici, quando i primi, in testa il Pd, negli ultimi anni è arrivato al governo senza passare per il consenso popolare.
Qualcuno azzarda la teoria: tanto Salvini al governo ha sgonfiato in un solo anno i 5 Stelle, tanto potrà farlo il Pd a Palazzo Chigi piuttosto che dai banchi dell’opposizione.
Siamo proprio sicuri?

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