27 Dicembre 2018

Consigli di letture sotto l’albero

Simonetta Sandri

Tempo di lettura: 4 minuti

Vacanze di Natale: tempo di regali, tempo di letture sotto l’albero al tepore di un camino o al calduccio di una coperta colorata. Sorseggiando magari una bella tisana calda…

Qualche consiglio di lettura, da regalare o da regalarsi.

Michelle Obama, Becoming, la mia storia, Garzanti, 2018, 498 p.

La biografia sincera e coinvolgente dell’ex-first lady Michelle Robinson Obama, dal piccolo appartamento nel South Side di Chicago circondato dall’affetto dei genitori Fraser e Marian e del fratello Craig, passando per le aule di Princeton, fino alle grandi sale della Casa Bianca. Sempre accanto a quello studente di giurisprudenza, amante dei libri e della filosofia, di nome Barack che entrando nell’ufficio legale dove lavorava le aveva sconvolto tutti i piani.

Roberto Cotroneo, Niente di personale, La nave di Teseo, 2018, 376 p.

Un inno a un tempo andato e perduto, un viaggio nella memoria, la fotografia di quello che siamo diventati, di un mondo culturale che se ne è andato e scomparso, una “grande bellezza” cha lascia spazio a macerie di grandi intellettuali che furono, di una nazione che non è più. Tra un’autobiografia che riporta alla nonna Fortunata o al padre Giuseppe e la cronaca, si risveglia la nostalgia del lettore per tante storie nella storia e molti ricordi che si perdono.

 

Chandra Livia Candiani, Il silenzio è cosa viva. L’arte della meditazione, Einaudi, 2018, 133 p.

Meditare è prima di tutto stare fermi, sedersi e seguire umilmente e con estrema pazienza il proprio respiro, accoglierlo in silenzio, conoscere ma non pensare. Meditare non significa vuoto ma capire il caos della nostra mente, la ristrettezza del nostro cuore, stare dentro noi stessi e connetterci con il mondo. In ogni momento, consapevolmente. Sapendo che nel dolore, ospite scomodo, irruento e tempestoso, c’è la soluzione al dolore.

Francis Halle, Ci vuole un albero per salvare la città, Ponte alle Grazie, 2018, 115 p.

Il più grande botanico francese e uno dei maggiori esperti di foreste primarie ci guida nel comprendere non esista tecnologia più complessa e perfetta di un albero, che, da solo, può salvare una città. Esso, infatti, rinfresca le estati con la sua ombra, aumenta l’umidità dell’aria abbassando la temperatura, assorbe anidride carbonica e polveri sottili. Da qui la necessità di comprenderli, amarli, rispettarli, pensarli come amici, guardiani e cittadini del mondo.

 

Riccardo Bozzi, La foresta, illustrato da Violeta Lopiz e Valerio Vidali, Terre di mezzo, 2018

Un prezioso libro rilegato, con stampe a rilievo e doppia carta che lascia intravvedere le belle illustrazioni a colori nitidi e intensi. La storia è una metafora della vita (“all’inizio non è che un boschetto di giovani pini, generalmente privo di pericoli e piuttosto divertente da percorrere”), lo si comprende sfogliando le pagine dove si alternano squarci di bosco, occhi e volti che ricordano Munari. I giovani esploratori giocano tra palme e scimmie, man mano che la foresta misteriosa si infittisce, mentre si passa dalla luce al buio. E noi ci troviamo al centro.

Pascal Fauliot, Racconti dei saggi buddhisti, L’ippocampo, 2017, 237 p.

La tradizione orale delle gesta dei saggi buddhisti, raccolta in un prezioso volumetto rilegato in tela con bellissimi e delicati motivi iconografici incisi. Il potere delle parole, la natura di Buddha, i maestri. Su tutti, un insegnamento: Tutti i fenomeni scaturiscono dallo Spirito. In sostanza, non vi è alcuna dualità, alcuna distinzione fra il puro e l’impuro, il Vuoto e le forme, se stessi e gli altri. Tutti gli esseri sono soltanto gocce d’acqua dell’Oceano originario.

 

AA.VV., Fiabe faroesi, Iperborea, 2018, 153 p.

Un viaggio nella tradizione popolare delle isole Faroe, le isole verdi del Nord Atlantico, antiche fiabe venute dal freddo tramandate, trascritte nell’Ottocento e pubblicate per la prima volta in Italia. Eccoci allora immersi in storie di orchesse che catturano i bambini, di troll che rapiscono principesse, di folletti, streghe, demoni, orfani e incompresi. Avventure funambolesche che intrecciano humour, astuzia, sangue e poesia. E un po’ di tremore.

 



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

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L’autore

Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Da sempre appassionata di scrittura e letteratura, ha pubblicato su riviste italiane e straniere, è autrice del romanzo, “Il Francobollo dell’Avenida Flores”, ambientato fra Città del Messico, Parigi e Scozia e traduttrice dal francese, per Curcio Editore, di La Bella e la Bestia, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Ha collaborato con BioEcoGeo, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, Mosca Oggi, eniday.com e coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma. Scrive su Meer (ex Wall Street International Magazine).
Simonetta Sandri

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