14 Ottobre 2020

BUFALE & BUGIE Condannati a morte in Corea del Nord, ma senza prove e verifica delle fonti

Ivan Fiorillo

Tempo di lettura: 3 minuti

Riassumere in poche righe le innumerevoli fandonie, in un primo momento sbattute in prima pagina, poi smentite dalle evidenze emerse, a cui i tradizionali canali informativi ci hanno abituato, relativamente alla Corea del Nord, non sembra affatto possibile. Ma questo non preclude ai nostri media lo scivolamento in periodici casi di recidiva. Naturalmente, non è nostra intenzione entrare in merito a questioni che esulino dalla segnalazione di notizie non verificate, come esprimere giudizi sul regime governativo presente in Corea del Nord: diffondere notizie senza citare prove e fonti non serve alla causa della verità.

Esiste un sito sudcoreano, il Daily Nk – specializzato nella diffusione di “notizie veloci e accurate sulla Corea del Nord”, e più spesso di vere e proprie notizie non verificate [vedi qui] – , che fonda la propria missione giornalistica su un bias cognitivo esplicitato dal suo stesso presidente: obiettivo della testata non è l’informazione oggettiva nei riguardi di un Paese sovrano, ma il tentativo di promuovere un cambiamento all’interno di “uno dei regimi più repressivi della Storia”. Tale framing guida l’interpretazione delle comunicazioni fornite, come è accaduto l’11 settembre scorso. L’articolo in questione annuncia l’uccisione, da parte del Governo, di cinque funzionari del Ministero dell’Economia, ma solo nel corpo del testo si chiarisce la natura ipotetica dell’avvenimento. La ricostruzione presentata dal sito non mostra alcuna prova, bensì si appoggia solamente ad affermazioni pronunciate da fonti anonime – proprio come nella maggior parte delle bufale di tutti questi anni – . La colpa da scontare sarebbe stata l’espressione di alcuni dubbi nei riguardi delle politiche economiche di Stato; Kim Jong-Un, venuto a conoscenza del fatto, avrebbe così ordinato l’esecuzione, determinando un impellente trasferimento delle famiglie coinvolte in un campo per dissidenti politici. Nonostante l’assenza di fatti verificati, anche stavolta l’eco mediatica non si è fatta attendere: il 16 settembre l’astrologa Caterina Galloni titolava su Blitz Quotidiano “Corea del Nord, giustiziati 5 funzionari: avevano criticato Kim Jong-Un”, mentendo appunto sull’entità dell’accaduto. La vera notizia è che la sparatoria sarebbe avvenuta secondo una fonte, non che è avvenuta e basta. Una precisazione, questa, che necessariamente deve occupare il primo posto all’interno di un titolo, per non far incorrere chi legge nel già citato framing effect: se anche il testo dell’articolo specifica la natura speculativa della notizia, chi legge è comunque portato a dar più peso a ciò che ha già appreso dal titolo.

Cosa impedisce a una testata l’onestà intellettuale di presentare i fatti per come realmente sono? Certamente gli opposti interessi politici. Degli USA in primis: uno dei maggiori finanziatori del Daily Nk è il National Endowment for Democracy, ente statunitense creato per “supportare la libertà in giro per il mondo”. Solo nel 2019, ha ricevuto in dono 400.000 dollari, ma la somma è da aggiungere ai finanziamenti complessivi [vedi qui] destinati all’intervento in Corea del Nord. E nulla più dell’opacità giornalistica ostacola una seria ricerca della verità su un Paese tanto sconosciuto, ma ancora tanto oscuro come la Corea del Nord.

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Ivan Fiorillo

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