A pensarci bene / Giorgia Meloni presa a sberle dall’Europa
A pensarci bene /
Giorgia Meloni presa a sberle dall’Europa
di Antonio Micciulli*
(tratto dalla sua pagina Facebook )
Gioggia Meloni credeva di poter spiegare a tutti come funziona Schengen.
La Germania ha deciso di accettare la sfida.
Perché il sovranismo italiano non capisce (fra le tante cose) che i Paesi europei sono protagonisti, non comprimari.
E hanno i moduli. Quelli che Salvini non può fermare con un tweet.
Il governo Merz ricomincerà a trasferire in Italia alcuni richiedenti asilo per i quali (secondo le regole europee) è l’Italia lo Stato responsabile.
Primo trasferimento previsto: 19 agosto, una ragazza somala di 22 anni.
Non un’invasione, ma una cosa molto peggiore per il governo Meloni: un precedente.
Per anni la destra italiana ha chiesto all’Europa di applicare le regole, quando le regole servivano a fermare qualcuno.
Adesso che le stesse regole presentano il conto all’Italia, improvvisamente sono diventate “vincoli burocratici”, “vecchi meccanismi”, “procedure da rivedere”.
Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano, diceva Giovannone.
Il sistema europeo stabilisce quale Stato debba essere responsabile di una domanda d’asilo.
Non significa semplicemente: “il primo Paese che tocchi ti prende per sempre”.
Ci sono criteri, eccezioni, procedure.
Ma il principio generale è semplice: qualcuno deve essere responsabile.
Ma il principio generale è semplice: qualcuno deve essere responsabile.
Perché se ogni richiedente potesse scegliere liberamente il Paese in cui presentare domanda dopo aver attraversato mezza Europa, avremmo ventisette sistemi paralleli.
L’Eurovision dell’immigrazione.
L’Italia ha accettato queste regole. Poi nel dicembre 2022 ha detto: “Adesso però non li riprendiamo.”
La sospensione italiana dei trasferimenti Dublino risale al 5 dicembre 2022 ed era stata motivata dall’indisponibilità di strutture di accoglienza. La questione è finita anche davanti alla giustizia europea.
Perché il sistema di accoglienza italiano fa acqua da tutte le parti, è continuamente sotto attacco della destra ed è sottofinanziato apposta per farlo crollare.
Nel frattempo l’Europa è andata avanti.
L’Unione ha questa caratteristica stranissima di continuare ad esistere anche quando sui social italiani si smette di parlarne.
Dal 12 giugno 2026 è entrato in applicazione il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo.
Nuove procedure.
Nuove regole sulla responsabilità.
Nuovi meccanismi di solidarietà.
E adesso la Germania ha detto: “Perfetto. Cominciamo.”
Perché l’Europa non funziona soltanto quando si tratta di chiedere agli altri di fare la loro parte.
Funziona anche quando tocca a noi.
Questo è il pezzo che manda in tilt il sistema operativo dei sovranisti.
Il sovranista italiano vuole un’Europa abbastanza forte da impedire agli immigrati di arrivare in Italia, ma abbastanza debole da non poter impedire all’Italia di fare quello che vuole.
Un’Europa che controlli gli altri, ma non noi.
L’Unione Europea secondo Gioggia ha ventisei doganieri e un’eccezione italiana.
È Netflix, ma con il catalogo localizzato solo per il Belpaese.
La destra italiana ha una visione della politica basata su una convinzione infantile:
se fai una cosa con abbastanza sicurezza, gli altri eviteranno di contestare.
Invece nella realtà gli altri pensano che hai fatto una cosa. E poi rispondono. Come hanno fatto Spagna e Germania.
Così, improvvisamente, il governo Meloni ha scoperto che la politica estera non è un monologo, ma una conversazione.
“L’Italia è tornata centrale in Europa.”
“Meloni è rispettata.”
“Ha cambiato il paradigma.”
Poi in una sola settimana ha preso sberle da spagnoli e tedeschi.
Mentre il resto del Consiglio dei ministri cercava il paradigma sotto il tavolo.
Continuano a confondere la forza con la capacità di fare casino. Dire “faccio quello che voglio” non significa nulla.
Sei semplicemente quello che al ristorante urla mentre gli altri stanno mangiando.
La forza di uno Stato non consiste nel battere i pugni sul tavolo. Consiste nel sapere cosa succede quando li batti.
Il tavolo non è nostro e non lo sarà mai. Così funziona un’Unione.
Ci sono ventisette persone sedute. Se gridi, rispondono.
E non hanno nemmeno dovuto “inventarsi” una risposta: hanno preso il regolamento, aperto il fascicolo e controllato i documenti.
“Secondo questo, tocca all’Italia.”
Niente complotti.
Niente Bilderberg.
Niente Soros che telefona dal bunker di Bruxelles.
“A questo punto resta una sola soluzione: abolire l’Europa!”
Ma soltanto dopo aver incassato i fondi, aver chiesto ai partner di farsi carico dei migranti e aver preteso dagli altri governi il rispetto esclusivamente degli interessi italiani.
Il governo che ha costruito l’intera narrazione politica sull’idea “ognuno si tenga i suoi” scopre che l’Unione Europea ha sentito.
“Va bene. Cominciamo dall’Italia.”
Antonio Micciulli*
Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Nato nel 1976. Inizia a lavorare giovanissimo: è ancora minorenne quando bussa alle porte delle grandi aziende del settore videoludico per mettere insieme i capitali necessari a realizzare la sua idea, un mensile specializzato sulla falsariga delle grandi riviste nazionali che segue da tempo. Poco dopo si trasferisce da Cosenza a Roma per collaborare proprio con una di queste riviste. Nel ’96 comincia a collaborare per la neonata rivista di cinema Set, realizzando servizi di copertina e interviste per il periodico, lavorando contemporaneamente per Radio Italia network come autore e conduttore del programma Babylon, striscia quotidiana di venti minuti dedicata al mondo del cinema. Lascia infine il lavoro come giornalista per poter scrivere la sua prima sceneggiatura: Piccolo manuale di tattica e strategia militare. Negli anni successivi amplia la sua attività avvicinandosi al web, realizzando opere come la pluripremiata miniserie Innumerevoli Ombre e la celebre Figures in Action, serie cult con milioni di visualizzazioni. Tra i suoi contributi più recenti figura il film Santa Guerra (2022), per il quale Micciulli ha firmato soggetto e sceneggiatura ed ha ricoperto anche il ruolo di produttore.
Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Nato nel 1976. Inizia a lavorare giovanissimo: è ancora minorenne quando bussa alle porte delle grandi aziende del settore videoludico per mettere insieme i capitali necessari a realizzare la sua idea, un mensile specializzato sulla falsariga delle grandi riviste nazionali che segue da tempo. Poco dopo si trasferisce da Cosenza a Roma per collaborare proprio con una di queste riviste. Nel ’96 comincia a collaborare per la neonata rivista di cinema Set, realizzando servizi di copertina e interviste per il periodico, lavorando contemporaneamente per Radio Italia network come autore e conduttore del programma Babylon, striscia quotidiana di venti minuti dedicata al mondo del cinema. Lascia infine il lavoro come giornalista per poter scrivere la sua prima sceneggiatura: Piccolo manuale di tattica e strategia militare. Negli anni successivi amplia la sua attività avvicinandosi al web, realizzando opere come la pluripremiata miniserie Innumerevoli Ombre e la celebre Figures in Action, serie cult con milioni di visualizzazioni. Tra i suoi contributi più recenti figura il film Santa Guerra (2022), per il quale Micciulli ha firmato soggetto e sceneggiatura ed ha ricoperto anche il ruolo di produttore.
Cover: Spazio Schengen -Foto di certifico.com

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