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A pensarci bene / La Russia ci attacca! ma è solo una fake

A pensarci bene /
La Russia ci attacca! ma è solo una fake

di Antonio Micciulli*
(tratto dalla pagina Facebook con il consenso dell’autore)

Ieri mattina agli italiani è stato raccontato che la Russia starebbe preparando attacchi con droni contro Italia, Francia e Spagna.
Una storia che ha tutti gli ingredienti per incendiare l’opinione pubblica: Mosca, navi mercantili, container pieni di droni, il Mediterraneo, la parola “escalation”.
Ma quando si comincia a scavare, la storia traballa.
Partiamo come sempre dai fatti.
La notizia nasce da El Mundo. Non da un comunicato CIA o da un rapporto dell’intelligence statunitense reso pubblico e neppure dalla NATO.
Nasce da un articolo di giornale.
El Mundo sostiene che l’intelligence statunitense avrebbe raccolto informazioni su una possibile operazione russa e le avrebbe condivise con i governi europei.
Per i dettagli più concreti (i droni Gerbera, le navi, i container, il lancio dal mare) il giornale cita una fonte anonima vicina al ministero della Difesa lituano.
Nel giro di poche ore, tutto questo diventa “la CIA avverte”, “la Russia prepara attacchi”, “Mosca vuole colpire l’Europa”.
John Ratcliffe (direttore della CIA) è andato a Mosca il 25 agosto.
La CBS ha riferito che durante quel viaggio Ratcliffe avrebbe avvertito Mosca di non attaccare i Paesi NATO.
Sempre la CBS aveva anche riferito il 7 agosto di valutazioni dell’intelligence statunitense su possibili azioni russe ibride o difficilmente attribuibili.
Da questi elementi è stata costruita una narrazione molto specifica: droni, navi, Mediterraneo, Italia-Francia-Spagna.
Derivano tutti da una serie di articoli che si citano l’un l’altro, senza fonti.
In pratica, la moltiplicazione delle ripetizioni è diventata la moltiplicazione delle prove.
L’ANSA riporta che l’Italia non ha ricevuto alcun alert relativo a questi presunti attacchi, né attraverso i canali operativi, né quelli di intelligence, diplomatici o militari.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto dice che l’allarme riportato da El Mundo non trova conferma e aggiunge che, in tempi già “difficili” e “nervosi”, non serve altra “benzina sul fuoco”.
E allora perché il titolo è “la Russia prepara attacchi contro Italia, Francia e Spagna” ? (RaiNews, Sky Tg24, Tgcom24, Corriere della sera)
Perché è infinitamente più forte.
“Una fonte anonima riferisce di un possibile scenario che le autorità italiane non confermano” non terrorizza nessuno.
I giornalisti seri dovrebbero intervenire per difendere il lettore.
Perché i cittadini non devono essere costretti a scegliere tra “credere alla CIA” o “credere alla Russia”, ma essere informati su fatti che è possibile verificare.
Dalla fragilità di questa notizia ovviamente non segue che ogni minaccia sia inventata.
La possibilità di attività ibride, sabotaggi, cyberattacchi o provocazioni è un tema reale.
Ma è criminale trasformare un’ipotesi in una certezza alzando il volume.
Il pubblico non può e non deve diventare un bambino da spaventare.
Deve potersi informare sulla base dei fatti, non sulla base di una fotografia emotiva costruita dal sistema mediatico.
Perché quando si comincia a usare la paura come sostituto della prova, la democrazia perde i pezzi.
Non importa se è necessaria per giustificare più armi, più sanzioni, più spesa militare, più sicurezza, più controllo o semplicemente una determinata linea politica.
Chi beneficia della trasformazione di un’ipotesi d’intelligence in una notizia allarmistica?
E soprattutto chi ha interesse a far percepire l’Europa come permanentemente sull’orlo di un attacco?
Perché esiste una differenza enorme fra informare il Paese che esiste un rischio e costruire nell’opinione pubblica la sensazione che l’attacco sia dietro l’angolo.
Se ad oggi non sappiamo nulla di questo presunto attacco, allora la frase corretta è semplicemente questa:
“Non lo sappiamo”.
Cover: Attacco aereo, foto CUBE con licenza Wikimedia Commons
Antonio Micciulli*
Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Nato nel 1976. Inizia a lavorare giovanissimo: è ancora minorenne quando bussa alle porte delle grandi aziende del settore videoludico per mettere insieme i capitali necessari a realizzare la sua idea, un mensile specializzato sulla falsariga delle grandi riviste nazionali che segue da tempo. Poco dopo si trasferisce da Cosenza a Roma per collaborare proprio con una di queste riviste. Nel ’96 comincia a collaborare per la neonata rivista di cinema Set, realizzando servizi di copertina e interviste per il periodico, lavorando contemporaneamente per Radio Italia network come autore e conduttore del programma Babylon, striscia quotidiana di venti minuti dedicata al mondo del cinema. Lascia infine il lavoro come giornalista per poter scrivere la sua prima sceneggiatura: Piccolo manuale di tattica e strategia militare. Negli anni successivi amplia la sua attività avvicinandosi al web, realizzando opere come la pluripremiata miniserie Innumerevoli Ombre e la celebre Figures in Action, serie cult con milioni di visualizzazioni. Tra i suoi contributi più recenti figura il film Santa Guerra (2022), per il quale Micciulli ha firmato soggetto e sceneggiatura ed ha ricoperto anche il ruolo di produttore.
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