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Volontariato in FEsta a Ferrara:
il piacere egoistico dell’altruismo

Volontariato in FEsta a Ferrara: il piacere egoistico dell’altruismo

 

Sabato 10 ottobre in Piazza Ariostea si svolgerà la quarta edizione di Volontariato in FEsta, a cura del Centro Servizi per il Volontariato Terre Estensi. Ci saranno gli stand informativi delle associazioni del Terzo Settore, e la mattina sarà dedicata all’incontro con gli studenti, con giochi e attività di interazione, che proseguiranno per tutta la giornata (nel sito di CSV il programma completo).

Quest’anno anche Periscopio sarà presente alla festa con una sua postazione.

La redazione di Periscopio ha dialogato con Silvia Peretto, Silvia Dambrosio e Elisa Barattini di CSV sul senso della festa e sul significato di un impegno percepito da molti come controcorrente.

Il senso della festa  

Il senso rinnovato della festa, giunta al quarto appuntamento, merita di essere mostrato partendo dal desiderio di valorizzare il Terzo Settore, la cittadinanza attiva e il tessuto associativo della città. L’obiettivo è portare sempre più alla luce luoghi ed esperienze di solidarietà che spesso faticano ad emergere, ma che operano ogni giorno per rendere la nostra comunità più accogliente, solidale e inclusiva.

In questi anni il CSV ha lavorato alla mappatura di “punti luce”, ovvero i luoghi simbolo della solidarietà: centri aggregativi, associazioni, parrocchie e gruppi spontanei che hanno aderito alla proposta mettendo a disposizione spazi, iniziative, competenze e voglia di collaborare. Si delinea una Città della Solidarietà che vuole essere un punto di riferimento concreto per tutti i cittadini.

La “festa” altro non è che il compendio celebrativo, concentrato in un unico luogo, della rete tra le associazioni che CSV crea e alimenta ogni giorno.

 

La festa, aggiungono le operatrici dello staff CSV, serve ad ogni associazione per farsi conoscere, ma anche per conoscere le altre, scambiarsi esperienze e fare sinergie.

 

Quanto all’incontro con gli studenti delle superiori, la cartina al tornasole dell’utilità di questo scambio la si ricava, dicono, dal fatto che molti studenti che sono venuti in “visita” alla festa l’anno precedente vogliono dare una mano ad allestire gli stand per l’anno successivo.

 

 

 

𝐒𝐀𝐁𝐀𝐓𝐎 𝟏𝟎 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 2026
📍𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐀𝐫𝐢𝐨𝐬𝐭𝐞𝐚 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐚
🕚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟔.𝟑𝟎
🪢𝑈𝑛𝑎 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑡𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑖 𝑒 𝑝𝑖𝑐𝑐𝑖𝑛𝑖 ▪️ 𝑇𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑔𝑎𝑧𝑒𝑏𝑜, 𝑠𝑓𝑖𝑑𝑒 𝑒 𝑔𝑖𝑜𝑐ℎ𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑒𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑙𝑒 𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ ▪️
𝗜𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗶𝘁𝗶 anche tu 𝗮𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗼! [Qui]   ▶️ 𝙇’𝙚𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙚̀ 𝙂𝙍𝘼𝙏𝙐𝙄𝙏𝙊 𝙚 𝙖𝙥𝙚𝙧𝙩𝙤 𝙖 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙞!

Il significato di un impegno

“Senza l’apporto di alcune associazioni, alcuni bisogni di assistenza e di cura andrebbero inevasi. Questo rende gli enti del Terzo Settore spesso complementari rispetto alle istituzioni, che non riescono ad arrivare dappertutto”.

All’osservazione di Silvia, Silvia e Elisa, che declina in parole semplici il concetto noto come “sussidiarietà”, aggiungiamo che il Terzo Settore riempie uno spazio che sta tra le istituzioni e i privati profit. Spesso, infatti, un bisogno non coperto dall’ente pubblico viene soddisfatto da un privato, che chiede soldi in cambio. Tutto il settore del no profit viene incontro ai cittadini offrendo supporto e sostegno, a volte con caratteristiche professionali, al minor costo possibile (puoi consultare la Carta dei Servizi QUI).

Aldilà dell’aspetto “ufficiale” dell’assistenza, che per quanto concerne CSV verte molto sulla consulenza di tipo burocratico e amministrativo (iscrizione al Registro Unico del Terzo Settore o RUNTS, partecipazione ai bandi, ecc…), abbiamo provato a scavare nelle motivazioni che portano le persone a cimentarsi come volontari. “Non è vero che i ragazzi sono tutti cinici e disinteressati”: così Peretto, Dambrosio e Barattini. Che proseguono:

“In realtà spesso vivono il disagio di trovarsi dentro istituzioni, comprese quelle scolastiche, nelle quali regnano sovrani concetti come “competizione” e “successo”.  Ai ragazzi interessano molto anche le fragilità e le sconfitte, perchè le vivono personalmente. Per cui, quando incrociano persone e associazioni nelle quali la fragilità viene accolta senza giudicare e senza paternalismi, anche ragazzi etichettati come negativi o addirittura sospesi per ragioni disciplinari dalla scuola ritrovano entusiasmo e riescono ad esprimere i propri talenti”.

Interessante è anche come viene vissuta l’esperienza dalle persone che ricevono assistenza da un operatore no profit: “la persona assistita capisce che chi le presta aiuto non lo sta facendo perché è il suo lavoro, o perché ha ricevuto un ordine di servizio: lo sta facendo perché ha scelto liberamente e senza corrispettivo di farlo. Questo la fa sentire realmente al centro dell’attenzione in quanto individuo“. Ancora:

“Dedicarsi agli altri in maniera libera, svincolata dal concetto di tempo di lavoro – magari farlo proprio mentre si è perso un lavoro e se ne cerca un altro – cambia la prospettiva: rendersi conto che il tuo agire libero fa stare bene una comunità di persone, fa stare bene anche te. È una sorta di piacere egoistico che deriva da un’attività altruistica”.

Appuntamento il 10 ottobre per tutta la giornata in Piazza Ariostea!  

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Redazione di Periscopio


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