Un “Central Bosc” calato dall’alto:
ma se potessi votare lo chiamerei “Pendenza”
Un “Central Bosc” calato dall’alto:
ma se potessi votare lo chiamerei “Pendenza”
Mentre a Ferrara, nella zona compresa fra via Caldirolo e via Frutteti, stanno per essere completati i lavori per la realizzazione del progetto “Central Bosc” (che nome orrendo! Sembra un misto fra Central Park e Zentra al Bosc), il vicesindaco Alessandro Balboni (Fratelli d’Italia) dichiara che il Comune di Ferrara “vuole condividere con la cittadinanza la scelta del nome definitivo“.
Gli articoli dei giornali titolano “Parte il processo partecipato per l’intitolazione del nuovo parco nella zona est di Ferrara”.
“Condivisione” e “partecipazione” sono le parole chiave che ci vengono propinate, ma quale condivisione e quale partecipazione ci possono essere se i nomi sono stati già scelti dall’alto?
In pratica, il Comune chiede di votare (solo online) qualche nome già selezionato di personaggi ferraresi importanti: Folco Quilici, Francesco Alunno, Michele Allasia, Camillo Berlinghieri, Pietro Bragaglia, Nazarena Casini detta Nena (un regista, un grammatico, un aviatore, un pittore, un ginnasta e la traghettatrice del Po).
Non ho niente di importante da dire qui su questi nomi e potrei proporne il triplo, ma la condivisione è un’altra cosa, come pure la partecipazione.
Se dobbiamo scegliere fra sei nomi scelti dall’alto non si tratta di una condivisione, ma di un’operazione di facciata che già indirizza la scelta finale; di partecipativo non c’è un bel niente, perché la partecipazione prevede sia la possibilità di indicare alternative, che quella di far partecipare tutti (compresi quelli che non hanno Internet, o non vogliono votare compilando un modulo di Google).
È comunque buffo che questa amministrazione di Destra ,quando c’è da dare un nome ad un bosco, peschi le parole “condivisione” e “partecipazione” da un vocabolario che non gli appartiene, mentre quando sono in ballo altre scelte importanti non siano previsti i termini: dialogo, confronto, informazione, accesso agli atti.
Se questa “pseudocondivisione” fosse una cosa seria, sarei il primo a proporre una persona seria: Daniele Lugli, ma questa purtroppo è solo una farsa.

Nonostante ciò io, nel mio piccolo ma con grande rispetto per il personaggio di cui sto per fare il nome, provo ad adattarmi alla logica comunale e avanzo la proposta di intitolare il parco a un altro Bragaglia: quel Giovanni Bragaglia che tutti chiamavamo “Pendenza“: una persona comune, semplice, buona, speciale, per certi versi eccezionale.
Una persona che molti di noi hanno conosciuto in piazza, allo stadio a vedere la Spal, in giro per la città in sella alla sua bicicletta unica e irripetibile.
Un uomo d’altri tempi, quelli in cui le persone credevano ancora in un futuro migliore, fatto di esseri umani che sapevano riconoscere e accogliere gli esseri umani.
So che questa proposta non sarà assolutamente valutata, ma mi piace pensare che, in un futuro diverso, anche una persona normalmente speciale possa essere ricordata attraverso l’intitolazione di un parco pubblico.
Concludo ricordando, con tutta l’umiltà possibile, il percorso che abbiamo fatto con i bambini e le bambine alla scuola Bruno Ciari di Cocomaro di Cona, quando loro hanno deciso il nome del parco di via Golena a Cocomaro di Focomorto intitolandolo il “Parco del Cocomero”. Realizzando un processo che, a me piace pensare, fosse un po’ più condiviso e partecipato di quello messo in atto da questa Amministrazione Comunale.
P.S. Non chiedere chi erano i Beatles, che tanto lo sanno tutti… chiedi chi era Pendenza.
Cover: Il progetto del Central Bosc nella zona Est della città di Ferrara.
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