Io Vendo: Lucky Aitebesunun
Io Vendo: Lucky Aitebesunun
Lontani da casa, uniti dal destino
La mia vita in Italia mi rende felice, perché ho la fortuna di avere accanto mia moglie e i miei figli. Cerco ogni giorno di dare loro il meglio, affinché possano avere una vita serena e meno travagliata della mia.
Un giorno ho deciso di intraprendere il lungo viaggio con la speranza di avere una vita migliore in Europa. Tutti verrebbero qui se ne avessero la possibilità, perché nel nostro Paese non ci sentiamo liberi. In Europa, invece, si può uscire a qualsiasi ora senza temere per la propria sicurezza. Tuttavia, anche se i video e le foto pubblicate sui social da chi era già arrivato facevano sembrare tutto una passeggiata, il viaggio è stato molto complicato. Prima di arrivare in Italia ho passato sei mesi in Libia, lavorando e aspettando il momento giusto per continuare la traversata. Bisognava avere pazienza perché il percorso è pieno di rischi, come per esempio il mare mosso. Molti, invece di attendere condizioni favorevoli, avevano fretta di raggiungere l’Europa e sono annegati.
Nel 2018, tre anni dopo il mio arrivo a Reggio Emilia, passeggiando per strada ho visto un volto familiare: era una ragazza originaria del mio stesso paese in Nigeria. Aveva bisogno di aiuto, perché non aveva una dimora e viveva per strada. Non ho esitato un secondo e le ho trovato un appartamento nelle vicinanze. Questa ragazza ora è mia moglie, e io non smetterò mai di credere che sia stato Dio ad unirci. Dopo qualche tempo, abbiamo deciso di trasferirci in Francia. Abbiamo trascorso sei anni a Marsiglia, dove sono nati i nostri due bambini: il più grande ha sei anni, la piccola tre. In Francia, però – a differenza dell’Italia – con un permesso di soggiorno per richiesta asilo non è consentito lavorare, almeno per i primi sei mesi. Riuscivo a trovare solo impieghi precari e, una volta scaduto il permesso di soggiorno, la polizia ci ha cacciato dall’appartamento. Così abbiamo deciso di tornare in Italia, questa volta a Bolzano, dove viviamo ancora oggi.
Ciò che spero per il mio futuro? Vorrei un lavoro stabile e sicuro, dare a mio figlio la possibilità di giocare a calcio – sperando che possa arrivare a un buon livello – e a mia figlia l’opportunità di studiare. Inoltre, vorrei ottenere un permesso di soggiorno che mi permetta di tornare in Nigeria per rivedere i miei genitori e gli altri parenti. Il mio percorso non è stato facile. Ma sono forte, fisicamente e mentalmente, e sono pronto a fare qualsiasi lavoro. Per me, per mia moglie e per i miei bambini.
È stato Dio a farmi incontrare mia moglie.
Voglio dare il meglio ai miei due figli e offrire a loro una vita felice.
Lucky Aitebesunun
Cover: Lucky Aitebesunun – foto Giulia Fuchs
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