Parole e figure / Cose perse
Uscito in libreria a fine marzo con Kite edizioni, “Cose perse” scritto da Paolo Valsecchi e illustrato dallo spagnolo Guridi, racconta di come la perdita, che viviamo quasi tutti solamente come un lutto da evitare, a volte crei lo spazio per ‘qualcosa di nuovo’.
Ci hanno insegnato che non dobbiamo perdere, mai, a nessun costo e per nessuna ragione, ma se questo alcune volte può essere vero, altre invece è proprio perdendo qualcosa o qualcuno, che si può creare lo spazio per qualcosa di nuovo e inaspettato per la nostra vita. Bisogna andare allora oltre il pensiero unico e aprire altri e inediti orizzonti per la nostra immaginazione, intimamente, profondamente.
L’albo che ci troviamo a sfogliare contiene un dialogo dell’assurdo dal sapore beckettiano, in cui un uomo parla e un altro gli risponde. Sfondo bianco, tratti semplici, una sorta di imbuto arancione che diventa microfono e allo stesso tempo megafono e cappello. I temi di questo illustrato originale? Smarrimento, occasione, legami. E, soprattutto, ascolto.
Le cose perdute diventano pretesto, motore e metafora per la definizione del sé. La perdita può rappresentare mancanza e rimpianto, ma anche inaspettatamente occasione per scoprire che ci si può ritrovare proprio là dove si pensava di essersi smarriti.
Se si è persi, serve ascolto, se non si trova più la strada, si guardi alla meta. La bussola è smarrita? Basta guardare le stelle. La loro luce sarà sufficiente a mostrare la via, il loro riflesso cristallino sulle acque di un lago daranno le indicazioni necessarie.
Per chi non ha più occhiali arriverà ci sarà qualcuno a guidarlo, perdere tempo a volte serve e fa bene. Bello, bellissimo perdere la testa, può essere magico. Ma mai dire o pensare di avere perso la speranza. Mentre perdere la pazienza a volte è necessario (e pure divertente). La ragione no, però, quella no, non va persa davvero, se si perdono il filo del discorso o anche alcune parole, forse non erano poi tanto importanti.
Perdi la voce? Parla con gli occhi (o con le mani). Perdi il sonno? Qualcosa ti preoccupa, ma allora apri gli occhi e sogna. Perso il treno? Ne arriverà un altro.
Perché non ti sei mai perso, sei solo cambiato. Perché ogni perdita può essere anche un’opportunità inattesa. Una nuova occasione. Una nuova visione.
Guarda sempre e solo ciò che resta, ciò che di nuovo è arrivato, ne resterai stupito.
Paolo Valsecchi vive e lavora a Lecco dove realizza inchieste, romanzi, opere teatrali e fumetti. Ha pubblicato i romanzi “Piero Nava – Io sono nessuno” (Rizzoli, 2020) e “Una casa di ferro e di vento” (Nord Edizioni, 2024). I suoi racconti hanno ottenuto vari riconoscimenti, tra cui il Premio Giana Anguissola per la narrativa inedita per ragazzi.
Raúl Nieto Guridi è illustratore e designer sivigliano con esperienza in pubblicità e design grafico. Dal 2010, si è concentrato sull’illustrazione editoriale e la cartellonistica. Ha pubblicato numerosi titoli da autore e coautore nel campo dell’albo illustrato.
Raul Nieto Guridi – Paolo Valsecchi, Cose perse, Kite, Padova, 2026, 44 p.
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