Per certi versi /
Nel buio della notte penso a milioni di donne che non conosco
Nel buio della notte, penso a milioni di donne che non conosco
Nel buio della notte, penso a milioni di donne che non conosco.
Che non conoscerò.
Rondini senza nido.
Volpi dalla coda mutilata.
Forse incontrate, sfiorate.
Forse dall’altra parte di questa parete, di questa strada.
O in altre città. Paesi.
Su un letto, sul pavimento, schiacciate al muro,
inginocchiate in cucina a raccogliere cocci, a chiedere scusa.
Ascolto.
Riconosco i suoni nelle vostre case.
Schiaffi. Urla. Oggetti frantumati. Suppliche.
Il pianto.
Il silenzio che segue. Assordante.
Ascolto dietro le vostre porte chiuse,
tra vicini indifferenti come stelle distratte.
Tra gatti muti che proprio a lui leccheranno la mano,
con dolcezza, inconsapevoli.
Ascolto il vostro spavento, la disperazione, la solitudine cocente.
Non posso niente. Nessun aiuto. Non vi raggiungo. Non so dove siete.
Qui, nella mia notte, nella nostra notte,
io cerco di sfiorarvi con una briciola di bene.
Di vero bene.
Nel buio completo che adesso vi avvolge.
Vicina. Lontanissima. Io vi sto ascoltando.
Forse a questo serve la notte.
A potere allungarmi in questo buio che vi divora,
in un ascolto che è abbraccio.
Che non dorme.
Che veglia con voi.
Da “Lavanda per l’orco”, Ed. Secop 2023
In copertina: violenza sulle donne – Foto di Rosy / Bad Homburg / Germany da Pixabay
Per l’anno 2026 la storica rubrica domenicale di poesia Per certi versi è affidata a Roberta Lipparini
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