Skip to main content

Parole e figure / Quella cosa gigante

Appena uscito in libreria, con Kite edizioni, “Quella cosa gigante”, scritto e illustrato da Matilde Tacchini ci mette di fronte all’imprevisto che irrompe. Ma che, uniti, si può fronteggiare.

Matilde Tacchini non smette di sorprendere. L’abbiamo letta, recensita (con “Forse non tutti sanno che e “Orso grande e orso piccolo”), seguita, amata. Piano piano. La sua opera cresce, aumenta di livello, piace e… crea dipendenza.

Oggi, da sola, scrive e illustra il suo libro del cuore, “Quella cosa gigante”, un albo, fresco fresco di stampa, che così commenta in un post sui social: “in ogni libro metto un pezzetto di me, ma a questo tengo particolarmente, perché nasce da un’esperienza che mi ha cambiata profondamente. Ho cercato di raccontarla in modo metaforico e senza troppi fronzoli”, continua, “giusto l’essenziale: un piccolo libro rosso, bianco e nero, con tre piccoli omini che si vogliono bene e che insieme decidono che quella “cosa” si può superare. Anche se sembra insormontabile”.

Non sappiamo cosa sia questa entità misteriosa che irrompe inaspettatamente nella vita di una famiglia, sconvolgendone la quotidianità. Possiamo solo indovinare, è la libertà di immaginare che ogni albo illustrato che si rispetti sa dare, la fantasia.

A tutti quella cosa grande sarà capitata.

Quello che è certo è che si tratta di una cosa gigantesca e impossibile da ignorare per tre esserini piccoli piccoli che di fronte a quell’immensità sembrano ancora più piccoli. Le cose grandi, poi, a volte ci fanno sembrare minuscoli. un po’ come Davide contro Golia.

quella cosa gigante

Quella cosa è un dolore, uno spavento, una malattia, una perdita, un dubbio, un problema, una strada che si chiude, un tetto che cade, un fiume che allaga, una rupe che travolge, un sasso che colpisce, una coltellata che ferisce, un sipario che cala?

Quella cosa è davvero gigante, prende tanto, troppo spazio, impossibile trasformarla, modellarla, capirla, accettarla. Come sfidarla, allora, e diventare dei giganti? In fondo non lo siamo tutti già, di fronte a un mondo che declina? Come fronteggiare qualcosa di più grande di sé? In un solo modo: uniti. Che si tratti di famiglia o di amici. In fondo, non ci raccontavano sempre, da bambini, che l’unione fa la forza?

I tre personaggi tentano in ogni modo di liberarsi di quella cosa immensa, pensano e ripensano, studiano, si consultano, ma nessuna strategia pare funzionare.

Mantenendo un approccio coeso, positivo e determinato riusciranno a raggiungere una dimensione completamente nuova e inaspettata. Solo così quella cosa si riduce, anche se un poco di paura sempre la fa. Guardando in alto si vede il cielo.

Il pensiero? Da cosa nasce cosa, da una paura nasce una speranza, da un dolore una lezione, una percezione diversa sulle priorità e le cose importanti della vita.

Perché, a volte, gli ostacoli che sembrano insormontabili possono trasformarsi in preziose occasioni di crescita. A volte le cose grandi sono tali solo perché le vediamo tali. A volte, semplicemente, bisogna farsi giganti per sopravvivere. Amandosi.

Una delicata storia che ci ricorda come, insieme, possiamo trasformarci e scoprire risorse che non sapevamo di avere. E come, con l’amore, diventare giganti.

quella cosa gigante

Matilde Tacchini è art director, illustratrice e autrice per bambini. Da piccola si appassiona all’arte e sogna di diventare madonnara. A a 19 anni si dedica alla laurea in Art Direction alla Nuova Accademia delle Belle Arti (NABA). Dopo 15 anni di campagne pubblicitarie di successo, apre uno studio creativo a Piacenza, dove oltre al graphic design si dedica alla letteratura per i più piccoli, la sua vera e grande passione.

Matilde Tacchini, Quella cosa gigante, Kite edizioni, Padova, 2025, 32 p.

Immagini ufficio stampa Kite

Per leggere tutti gli articoli di Simonetta Sandri su Periscopio clicca sul nome dell’autrice

 

quella cosa gigante
matilde tacchini
sostieni periscopio

Sostieni periscopio!

Tutti i tag di questo articolo:

Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Giornalista pubblicista dal 2016, ha conseguito il Master di Giornalismo presso l’Ecole Supérieure de Journalisme de Paris, frequentato il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di Cinema Immagina di Firenze, curato da Giovanni Bogani, e il corso di sceneggiatura cinematografica della Scuola Holden di Torino, curato da Sara Benedetti. Ha collaborato con le riviste “BioEcoGeo”, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, “Mosca Oggi” e con i siti eniday.com/eni.com; ha tradotto dal francese, per Curcio Editore, La “Bella e la Bestia”, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Appassionata di cinema e letteratura per l’infanzia, collabora anche con “Meer”. Ha fatto parte della giuria professionale e popolare di vari festival italiani di cortometraggi (Sedicicorto International Film Festival, Ferrara Film Corto Festival ‘Ambiente è Musica’, Roma Film Corto Festival), è vicepresidente di Ferrara Film Commission e segue la comunicazione del Ferrara Film Corto Festival ‘Ambiente è Musica’. Coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Congo, Belgio, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *