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Parole e figure / Il bambino stella

Appena uscito in libreria, con Lapis edizioni, “Il bambino stella”, di Rachel Hausfater, illustrato da Olivier Latyk, affronta il tema della Shoah

“Ogni persona è una stella. Ovunque sia, in qualsiasi epoca e sotto qualsiasi cielo. Ha il diritto di brillare. E di tornare a vivere senza più nascondersi”. Matteo Corradini

C’era una volta un bambino che non sapeva di essere una stella. Quando glielo dissero, all’inizio ne fu felice, perfino orgoglioso: sembrava una cosa bella. Ma la sua stella, ahimè, aveva una punta di troppo. Così, poco a poco, cominciò a provare vergogna… E più si vergognava, più la stella cresceva. Dopo un po’, il bambino non si vedeva nemmeno più: si vedeva solo la stella dentro di lui. Qualcosa che cresceva e travolgeva.

Intorno, intanto, le altre stelle correvano di qua e di là, piene di paura. Terrorizzate.

Un giorno, i temibili e spietati cacciatori di stelle le catturarono e le portarono via sui terribili lunghi treni neri…

Con un linguaggio poetico, Il bambino stella racconta la Shoah senza nominarla, affidandosi alla forza della metafora e alla potenza delle immagini.

La stella cucita addosso diventa simbolo di identità negata, di vergogna imposta, di dolore condiviso, per poi trasformarsi in segno di resilienza e luminosa rinascita. Un albo illustrato di grande delicatezza, capace di toccare il cuore e accendere la speranza.

Rachel Hausfater, Olivier Latyk, Il Bambino stella, Lapis edizioni, Roma, 16 gennaio 2026, 32 p.

Rachel Hausfater

Autrice francese di numerosi libri per ragazzi, ha vissuto in Germania, negli Stati Uniti e in Israele. Per 25 anni ha insegnato inglese in una scuola di Parigi. Oggi si dedica interamente alla scrittura, con particolare attenzione al racconto delle vicende della Seconda Guerra Mondiale e della Shoah.

Olivier Latyk

Ha studiato Tipografia e Graphic design a Parigi e ha perfezionato la sua formazione a Strasburgo. Le sue opere sono comparse in oltre 100 pubblicazioni, in Inghilterra, Francia, Stati Uniti e Corea. Negli anni ha collaborato con importanti quotidiani e riviste, come il New York Times, il Wall Street Journal, il Washington Post e il Boston Globe. Oggi vive e lavora nel Sud della Francia.

Per leggere tutti gli articoli di Simonetta Sandri su Periscopio clicca sul nome dell’autrice

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Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Giornalista pubblicista dal 2016, ha conseguito il Master di Giornalismo presso l’Ecole Supérieure de Journalisme de Paris, frequentato il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di Cinema Immagina di Firenze, curato da Giovanni Bogani, e il corso di sceneggiatura cinematografica della Scuola Holden di Torino, curato da Sara Benedetti. Ha collaborato con le riviste “BioEcoGeo”, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, “Mosca Oggi” e con i siti eniday.com/eni.com; ha tradotto dal francese, per Curcio Editore, La “Bella e la Bestia”, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Appassionata di cinema e letteratura per l’infanzia, collabora anche con “Meer”. Ha fatto parte della giuria professionale e popolare di vari festival italiani di cortometraggi (Sedicicorto International Film Festival, Ferrara Film Corto Festival ‘Ambiente è Musica’, Roma Film Corto Festival), è vicepresidente di Ferrara Film Commission e segue la comunicazione del Ferrara Film Corto Festival ‘Ambiente è Musica’. Coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Congo, Belgio, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma.

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