7 Febbraio 2014

Sochi e le sue mascotte

Simonetta Sandri

Tempo di lettura: 4 minuti

sochi-logo

Da MOSCA – Arrivano i Giochi Olimpici Invernali di Sochi, la XXII edizione, si parla di Russia un po’ ovunque, dei suoi atleti, degli investimenti faraonici (sono stati spesi oltre 50 miliardi di dollari, i giochi invernali più costosi della storia), delle imponenti misure di sicurezza, del rischio terrorismo e di tanti altri argomenti a corollario di questo evento importante per il Paese, la sua economia e, soprattutto, la sua immagine. E’ la prima volta che il Paese fa da padrone di casa a tale tipo di evento, anche se nel 1980, quando ancora esisteva l’Unione Sovietica, aveva ospitato le Olimpiadi estive (curioso ma, anche in quel caso, si trattava della XXII edizione).

Fin da subito, ha stupito la scelta del posto, ma, si sa, i russi ultimamente sono fatti per stupire. Sochi non è un luogo di villeggiatura sciistica, non è luogo di neve e piste, la città, infatti, si affaccia sul tiepido Mar Nero. Gli impianti saranno, quindi, nella vicina Krasnaya Polyana e lo stesso villaggio olimpico è situato a circa 20 chilometri dalla città. Oltre 30.000 uomini, tra soldati, poliziotti e membri delle forze speciali, sorveglieranno città e luoghi sensibili.
Si starà, quindi, a guardare, tutto si fermerà almeno un po’, cosi come avveniva nell’antichità, quando i Giochi Olimpici erano un evento sacro e perfino le guerre venivano sospese per permettere ai più grandi atleti di parteciparvi per lodare gli Dei. Gli appassionati seguiranno il Cigno Biondo, Evgeni Plushenko, e la squadra di hockey sul ghiaccio di Aleksandr Ovečkin.
I bambini saranno incuriositi e attirati dalle mascotte dei Giochi. Come sempre.
Ci sono voluti sei anni per sceglierle, ma ora le si vedono sorridenti in tutti i grandi magazzini di Mosca, nei negozi di sport e di souvenir, all’aeroporto, nei centri commerciali, negli stand degli ambulanti leggermente ricoperti di ghiaccio. Gli abitanti di Sochi avevano votato, nel 2008, per i primi schizzi preparati per i giochi. Allora aveva vinto il delfino sugli sci ma il comitato organizzatore delle Olimpiadi aveva deciso di rimandare la scelta del simbolo, indicendo, nel 2010, un concorso nazionale, aperto a tutti e al quale hanno partecipato professionisti e dilettanti. Erano arrivati in finale Ded Moroz (Babbo Natale), un orso bruno e uno bianco, un leopardo, una lepre, il sole, il ragazzo di fuoco, la ragazza di neve, una matrioska e un delfino. Prima della votazione la giuria aveva eliminato dalla competizione Ded Moroz, simbolo principale del capodanno russo, i cui diritti non potevano certo essere ceduti al Comitato Internazionale Olimpico. Babbo Natale, o Nonno Gelo, vive nel piccolo villaggio di Veliky Ustyug, a oltre 1000 chilometri a Nordest di Mosca, in mezzo a foreste di abeti, su un’altura che si affaccia sul fiume Sukhona. Yuri Luzkhov, ex-sindaco di Mosca, dichiarò, 12 anni fa, che la piccola cittadina era la dimora ufficiale russa di Babbo Natale. Impensabile, dunque, farlo diventare il simbolo di un’Olimpiade, visto il suo ruolo fondamentale nella tradizione russa.mascotte-sochi
Nel febbraio 2011, con una votazione televisiva, sono state scelte le mascotte. Al primo posto si era piazzato il Leopardo, che godeva dell’appoggio del Presidente Vladimir Putin; al secondo, l’orso polare, favorito dal premier Dmitri Medvedev; e al terzo il leprotto. Per i giochi paralimpici le prescelte sono stati i due omini Lučik (raggio di sole) e Snežinka (fiocco di neve).
Si è trattato del primo caso nella storia delle Olimpiadi in cui le mascotte sono state scelte attraverso una votazione popolare. Prima d’ora, la confermare delle scelte ufficiali era sempre stata prerogativa dei comitati organizzativi.
Già nel 1980, un orsetto era stato il simbolo portafortuna delle Olimpiadi estive, il tenero Mishka, considerato ancora oggi uno dei migliori della storia dei Giochi, alla luce dell’impatto emotivo e dei ricordi positivi che aveva impresso nelle persone. Se prima di allora l’orso russo era associato a qualcosa di negativo, Mishka aveva cambiato questa percezione. D’altra parte, per noi, l’orsetto è sinonimo di tenerezza e gioco. Quanti ne abbiamo ricevuti da bambini.
Per ciascuna mascotte è stata creata una piccola favola, che evidenzia le loro caratteristiche migliori. L’orso polare proviene dal Grande Nord, ama la neve e rappresenta lo sci, il bob, lo slittino, il pattinaggio e il curling; il leopardo vive tra le vallate del Caucaso e con le sue doti di arrampicatore aiuta chi si trova in difficoltà in montagna, personificando il soccorritore, l’alpinista montano e l’amante dello snowboard; la lepre, durante l’inverno, è la creatura più operosa del bosco ed è esuberante, giocosa e ama ciò che fa. Tutti amano gli sport invernali.
I tre animaletti entreranno presto nella storia delle Olimpiadi, nel frattempo sono già diventati oggetti da collezione: classici peluche, portachiavi, cuscini, tazze, felpe, magneti. Alcuni mesi fa la Banca di Russia ha persino emesso una moneta commemorativa da 25 rubli che le ritrae.
Al termine dei Giochi, l’orso polare, il leopardo e la lepre lasceranno il posto ad altre due mascotte. Durante la Paralimpiade, in programma a Sochi da oggi al 16 marzo, toccherà, infatti, a un raggio di sole e a un fiocco di neve illuminare le scene. Secondo il comitato organizzatore sono la personificazione dell’armonia nel contrasto e insieme mostrano che tutto è possibile.
Il bello della scelta dei tre simboli di Sochi sta senza dubbio nel fatto che si tratta di animali con tratti emozionali, quasi con espressioni umane e sentimenti. Anche se qualcuno li ha considerati troppo fiabeschi e patinati e privi di autoironia. Vedremo dove ci porteranno.


I commenti sono chiusi.


Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Da sempre appassionata di scrittura e letteratura, ha pubblicato su riviste italiane e straniere, è autrice del romanzo, “Il Francobollo dell’Avenida Flores”, ambientato fra Città del Messico, Parigi e Scozia e traduttrice dal francese, per Curcio Editore, di La Bella e la Bestia, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Ha collaborato con BioEcoGeo, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, Mosca Oggi, eniday.com e coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma. Scrive su Meer (ex Wall Street International Magazine).
Simonetta Sandri

Ti potrebbe interessare:

  • Parole e figure / Il piccolo François Truffaut

  • Brasile: raddoppiate in un anno le manifestazioni neonaziste

  • CONTRO LA GOGNA MEDIATICA
    Aboubakar Soumahoro non è solo

  • Per certi versi /
    SENZA CIELO

  • Presto di mattina /
    L’attesa del vento

  • Federico Varese: Quattro storie criminali per capire la Russia matrigna di Vladimir Putin

  • Prima che sia violenza

  • Fotografare in teatro:
    un seminario al Ridotto del Teatro Abbado di Ferrara

  • Storie in pellicola /
    Al via il set della nuova serie tv La Lunga Notte

  • Accordi /
    Il breve sabato di Nick Drake

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013