12 Marzo 2014

Per rilanciare l’economia meglio sarebbe stato ridurre l’Irap alle aziende

Stefano Peverin

Tempo di lettura: 2 minuti

tasse

Potrei iniziare il mio visionario commento dicendo che lo sapevo che anche Renzi avrebbe combattuto le battaglie che avevano combattuto Bersani e Letta, battaglie contro i membri Pd deputati (gli stessi che affossarono Prodi dopo averlo proclamato con un’ovazione), del resto la maggioranza ed i parlamentari sono gli stessi, con alcuni di loro che più che persone responsabili sembrano un accozzaglia di opportunisti e parassiti, quindi il buon Renzi di cosa va lamentandosi, “chi è causa del suo mal pianga se stesso” recita il proverbio. Potrei dire che lo immaginavo che il percorso renziano avrebbe trovato ostacoli dentro il suo stesso partito, con alcuni dei membri parlamentari della direzione che votano una cosa nell’organismo di partito e, poi, in parlamento, protetti dal voto segreto, ne votano una diversa. Potrei dire tutto ciò, ma evito per rispetto del lavoro che il segretario sta tentando di fare, a proposito del quale avrei qualche annotazione critica sotto forma di domande, era il caso di “svendersi” così tanto ai voleri berlusconiani pur di dimostrare al proprio ego ed agli italiani che portava a casa un risultato (uso l’articolo indeterminativo non a caso)?
Oggi verrà presentata la “riforma shock” del cuneo fiscale, e su ciò mi pongo, da non esperto, la domanda se non fosse meglio suddividere i denari trovati tra l’Irpef e l’abbassamento dell’Irap a carico delle aziende? Siamo certi che con un pochino di denari in più ci saranno file davanti ai negozi di cittadini vogliosi di comprare qualcosa o, forse gli stessi non li metteranno in banca o per pagare i debiti contratti con la crisi o per sicurezza? Mah…
Un ultima considerazione vorrei farla sul l’intervista al segretario della Cgil in cui afferma che bisogna dare i denari ai lavoratori ed ai pensionati, intendendo, lei, con la parola lavoratori, solo il mondo del lavoro dipendente… Cara Cgil anche chi lavora in proprio è un lavoratore, e, al contrario di altri, lo è senza tutele e sta pagando questa crisi in modo almeno paritetico agli altri… smettiamola, cortesemente, con la rappresentazione che tutti gli autonomi sono evasori. E stimoliamo la politica combattere davvero l’evasione che danneggia l’economia ed in modo maggiore l’immagine di tanti autonomi onesti che le tasse le pagano, a volte, anche a fronte di redditi non percepiti.



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Stefano Peverin

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