Per certi versi / IL BISLACCO
IL BISLACCO
Sporco, sfiancato.
Una sfilza di bestemmie sulla bella boccuccia.
Letame e siero, sempre, sui calzoni.
Gli scarponi inzaccherati di fango e rutti.
A mangiare faceva un rumore di bestia ingorda.
Lavarsi mai.
I pensieri, chissà, dietro alle rane nei fossi.
Impossibile da dire. Poi, chi se ne importa.
Quel che è, è che quando si spogliava,
io stavo col fiato sospeso lì nel ventre.
Con gli occhi in deliquio
su quel corpo dritto
su quel magro pallido delle sue cosce.
Tutto mi spariva. Tutto faceva luce.
Persino il maiale mi pareva un lupo bianco.
Persino io, per un poco, mi scaldavo a quel sacro.
Lui che sputava.
Che rideva bislacco, lì nudo nell’aia.
Mi veniva da farmi il segno della croce
a guardare quel bell’angelo,
sceso per me dal cielo alla cascina
(Inedito)
In copertina: scarponi sporchi inzaccherati – immagine creata con AI Gemini
La storica rubrica domenicale di poesia Per certi versi è affidata a Roberta Lipparini















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