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L’evoluzione, questa storia meravigliosa di una grande e unica famiglia. Curiosità e coraggio. Darwin sia!

Viaggiare, scoprire, osservare, toccare, assaggiare, narrare, il bello della vita.

Per e con queste direzioni, ecco a voi un libro per persone curiose, quello del filosofo della scienza Santiago Ginnobili, In continua evoluzione, illustrazioni di Guido Ferro, di Kalandraka edizioni, un’ennesima scoperta di questa interessate casa editrice.

Per essere noi stessi provetti ricercatori, nella vita e della vita. E per la vita.

Un libro, per tutti, che racconta la storia della vita sulla terra, questo dono meraviglioso che necessita e chiede rispetto, e che spiega le coraggiose ricerche e il lascito del naturalista Charles Darwin, che ci hanno aiutato a capire meglio chi siamo e da dove veniamo. Considerando, sempre, la bellezza, la complessità e la diversità del mondo che abitiamo.

I curiosi si fanno domande che pochi o nessuno ha mai fatto prima, per definizione, e noi lo siamo, con l’autore. Bisogna scavare, arrampicarsi, mettersi al lavoro. Quante dita hanno gli animali che abbiamo in casa? Perché noi ne abbiamo cinque in una mano? Perché non possiamo volare o respirare sott’acqua?  Perché i membri della stessa famiglia si somigliano? Qui le risposte, o almeno quelle che abbiamo finora, non definitive (perché tutto scorre e cambia), ma quelle più belle e interessanti.

Allora, c’era una volta un ragazzo come noi, Charles, che aveva uno sguardo simile al nostro, quello di un furetto veloce, curioso e intelligente, mai soddisfatto. Passava giornate intere a osservare animali e piante, e, desideroso di viaggiare e conoscere, s’imbarcò su una nave, la HMS Beagle, per una spedizione intorno al mondo che aveva lo scopo di migliorare le mappe dell’epoca. Per cinque anni viaggiò ed ebbe modo di imparare molte cose e di convincersi dell’evoluzione degli esseri viventi. I suoi esperimenti continuarono al rientro a casa. La sua insaziabile voglia di conoscenza non si placava. Sempre indagava, si faceva domande, si interrogava.

Per esplorare le idee di quest’uomo eccezionale, immagineremo, di essere in un parco, dove, seduti comodamente all’ombra di statue, lampioni ed alberi secolari, vedremo piante, pietre, animali vestiti… Similitudini e differenze. Un viaggio unico con parole e disegni incantevoli. E il suo fil rouge.

Questo bel libro mette in risalto il legame indissolubile tra tutti gli organismi viventi del pianeta, rappresentato nell’immenso albero della vita. Un albero al quale scienziati e scienziate hanno aggiunto un ramo dopo l’altro, da allora.

Alla fine, noi esseri umani siamo soltanto un altro ramo di questa grande famiglia che continua a crescere e a evolversi. Famiglia. Questa grande invenzione, questa immensa parola e vocazione. Perché la conoscenza si costruisce collettivamente.

“Chissà se Darwin, nella piccola serra di casa sua, circondato da piante carnivore e orchidee, immaginava che le sue idee avrebbero cambiato il mondo, che avrebbero cambiato il nostro modo di pensare agli altri animali e al nostro posto nella natura… Sarebbe bello raccontarglielo, ma è impossibile. Non possiamo parlare con i nostri antenati, solo leggerli e immaginare come si sentivano. E prendere esempio da loro modo di pensare, con coraggio e originalità”.

Santiago Ginnobili (autore), Guido Ferro (illustrazioni), In continua evoluzione, Kalandraka, 2023.

Se parlate spagnolo…

Libri per bambini, per crescere e per restare bambini, anche da adulti.
Rubrica a cura di Simonetta Sandri in collaborazione con la libreria Testaperaria di Ferrara

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Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Giornalista pubblicista dal 2016, ha conseguito il Master di Giornalismo presso l’Ecole Supérieure de Journalisme de Paris, frequentato il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di Cinema Immagina di Firenze, curato da Giovanni Bogani, e il corso di sceneggiatura cinematografica della Scuola Holden di Torino, curato da Sara Benedetti. Ha collaborato con le riviste “BioEcoGeo”, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, “Mosca Oggi” e con i siti eniday.com/eni.com; ha tradotto dal francese, per Curcio Editore, La “Bella e la Bestia”, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Appassionata di cinema e letteratura per l’infanzia, collabora anche con “Meer”. Ha fatto parte della giuria professionale e popolare di vari festival italiani di cortometraggi (Sedicicorto International Film Festival, Ferrara Film Corto Festival, Roma Film Corto Festival). Coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Belgio, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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