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Quando si è sbadati si possono perdere tante cose, oltre alla testa. Ma si può sempre recuperare. Una giornata storta: un regalo da comprare e un compleanno da festeggiare diventano un’impresa indimenticabile per una mamma con il suo bambino

La sbadataggine fa brutti scherzi, soprattutto quando è dovuta alla fretta. Ci sono giorni, poi, dove pare regnare sovrana e indisturbata.

Sara Lundberg ce lo racconta, fra i mille colori, con brio e simpatia, in Un giorno sbadato, edito da Orecchio Acerbo, con il piccolo Noa e la sua mamma.

Noa sta ancora dormendo perché è sabato e non c’è scuola (per fortuna), ma sua mamma è già in fermento perché oggi è il compleanno di Alma e devono cercarle un bel regalo da portarle alla festa. Se ne era davvero dimenticata…Noa si deve dunque svegliare, giù dal letto!

Si stava così bene al calduccio… Noa non è tanto contento perché quella bambina la conosce appena (e poi, uff, che barba, ci sarà tutta la classe …) e non sa dare consigli sul regalo da farle. Solo di una cosa è sicuro: non una Barbie.

Noa è lento, lui e la mamma escono di corsa, quanta gente per la strada e nei grandi magazzini! Che caldo lì dentro! Gente sempre fra i piedi, stoccafissi che fissano il loro cellulare in mezzo alle gallerie, quanta folla, Noa non ama davvero tutta quella confusione.

Però che bei colori sgargianti hanno quei vestitini, ma che prezzi! Giocattoli? Pupazzi? Libri? Parrucche e diademi? Maschere e travestimenti strani? Quante belle cose.

Da un negozio all’altro, da una dimenticanza all’altra, fra su e giù dagli autobus affollati e il piccolo Noa che lascia in giro, strada facendo, pezzi del suo vestiario (giacca e berrettino, e un bambino che giura di non perdere più nulla), la giornata si fa piuttosto convulsa e complicata fino ad arrivare a un finale a sorpresa dove, dopo la merenda, si dimostra che i diademi hanno molti usi e che anche le mamme confondono le date dei compleanni.

Ma di una cosa lei e Noa sono certi: domani è domenica e si sta a casa a poltrire insieme sul divano rosso. Tranquilli e sereni. Un omaggio all’andare piano, al giusto riposo e alla bellezza. Domani non si farà proprio niente! Dolce far niente.

“C’è un legame stretto tra lentezza e memoria, tra velocità e oblio”. Milan Kundera

 Un libro per

  • tutti i distratti
  • le mamme che corrono
  • regalarlo a un compleanno
  • i collezionisti di Sara Lundberg.

Sara Lundberg, classe 1971, svedese, ha iniziato la sua formazione negli Stati Uniti (al McDaniel College di Westminster, nel Maryland) dove si è laureata in teatro e arte nel 1994. Agli inizi della carriera ha lavorato come pittrice, ma ha anche esplorato la settima arte. Contemporaneamente si diploma anche all’Accademia di Stoccolma, e da questo momento si dedica quasi del tutto all’illustrazione, ottenendo molti premi e riconoscimenti. “Le ali di Berta”, la cui lavorazione è durata due anni, è al momento il suo lavoro più imponente con quasi centotrenta pagine tutte illustrate. Lavoro che le ha fatto vincere, nel 2017, il premio August e Snöbollen come miglior libro svedese per bambini dell’anno.

Sara Lundberg, Un giorno sbadato, Orecchio Acerbo Editore, Roma, 2023, 48 p.

 

Libri per bambini, per crescere e per restare bambini, anche da adulti.
Rubrica a cura di Simonetta Sandri in collaborazione con la libreria Testaperaria di Ferrara

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Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Giornalista pubblicista dal 2016, ha conseguito il Master di Giornalismo presso l’Ecole Supérieure de Journalisme de Paris, frequentato il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di Cinema Immagina di Firenze, curato da Giovanni Bogani, e il corso di sceneggiatura cinematografica della Scuola Holden di Torino, curato da Sara Benedetti. Ha collaborato con le riviste “BioEcoGeo”, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, “Mosca Oggi” e con i siti eniday.com/eni.com; ha tradotto dal francese, per Curcio Editore, La “Bella e la Bestia”, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Appassionata di cinema e letteratura per l’infanzia, collabora anche con “Meer”. Ha fatto parte della giuria professionale e popolare di vari festival italiani di cortometraggi (Sedicicorto International Film Festival, Ferrara Film Corto Festival, Roma Film Corto Festival). Coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Belgio, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani


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