Parole a capo
Rossella Renzi: “Mani”. Alcune poesie
Parole a capo <br> Rossella Renzi: “Mani”. Alcune poesie
«[Apuleio] afferma inoltre che anche
l’anima umana è un demone e che gli
uomini divengono Lari se hanno fatto
del bene, fantasmi o spettri se hanno
fatto del male e che sono considerati dèi
Mani se è incerta la loro qualificazione.»
Agostino di Ippona, La città di Dio
*
Ringrazio Rossella Renzi per avere autorizzato la pubblicazione di alcune poesie di questa sua ultima fatica. Maria Luisa Vezzali, nella lettera pubblicata “in calce” a questa preziosa silloge scrive, “il tuo percorso ha una direzione ben precisa, chiara, che mantiene collegamenti con le raccolte precedenti ma fa un passo in avanti in quel giardino/deserto che è la parola poetica. Vi ho ritrovato i «semi» e anche il modo tutto tuo di usare gli imperativi, con dolcezza ferma, come l’esibizione che le martiri fanno delle loro ferite: «Guarda le mie mani, ho rubato i semi / Volevo piantare il tuo giardino / Diffondere l’odore acre della terra / Una piccola aiuola senza gioia.» Questo testo è forse uno dei più paradigmatici per partire all’esplorazione di questa ultima raccolta. C’è il gioco sulla parola «mani» che trovo profondamente toccante perché con la minuscola sono il nostro modo per relazionarci al mondo, al dolore, all’amore”.
Plasmano vasi d’argilla le mani
per le ceneri dei morti.
A loro resto devota e prego
l’attesa del silenzio
il mio destino inverno.
*
Salute a te, splendore di Bisanzio
salute fiera e audace
Teodora imperatrice
salute alla tua arcana storia.
Ti sveglierai nel tepore del mattino
per quell’attimo lunghissimo
in cui mani gentili
ti sfilano le perle dai capelli.
Saprai accogliere un calore nuovo
riconoscerlo lontano fermento
come raggio d’inverno,
la coppa di vino desiderata
e miele, una manciata di minuti
a scandire la danza nel silenzio.
(Gennaio 2023)
*
Tornare qui a frugare
il respiro del mare
quell’eterno venire e ripartire
dell’acqua sulla sabbia il suo sfiorare
il verso del mondo senza memoria.
La culla degli insonni
il canto degli amanti.
*
Tu cerca la purezza in divenire
il punto esatto in cui cucire
le nostre voci, il canto, il vero
il bianco contro il nero.
*
Continuo a sognare la stagione
dove tutto resta immobile
sotto un velo ghiacciato. È Natale
il calore nel petto, una voce di donna
canta nelle mattine gelate
le arance appena raccolte e spremute.
Noi bambini a spaccare nocciole
seduti, eccitati per così poco
gli occhi spalancati davanti al fuoco.
*
Siamo ancora libellule
se nel bosco ci sfiorano le ombre
con le ali bambine
quell’odore e una luce verdissima
la scoperta della tana nel tronco
le parole donate al letargo.
*
I.
Nessuno verrà perdonato
con le ali spiegate in piena luce
e gli occhi a scrutare la bellezza
la minima traccia di una mancanza.
II.
Nessuno verrà perdonato
se il profumo dei tigli è l’assedio
sono artigli che afferrano i polsi
dove non trova scampo il respiro.
III.
Nessuno allora verrà salvato
se manteniamo la giusta distanza
mentre altre vite soccombono
tutti sordi in questo mare di pietra.
*
Raccontami di giugno
il mese più crudele
l’attesa muta delle mani
il corpo non si muove
sul bianco della pagina
il segno di una lacrima.
*
Ma dove sono le rondini?
Nel vuoto di primavera accecante
solo i corvi stridono sulle guglie
e la luce taglia la prima pagina.
Voglio svegliarmi nel giardino dei girasoli
respirare lo scarto delle stagioni
bere neve sciolta dalle mani.
*
*
Rossella Renzi (Conselice – RA). Insegnante, saggista, poetessa, ha pubblicato “I giorni dell’acqua” (L’arcolaio 2009), “Il seme del giorno” (L’arcolaio 2015), “Dare il nome alle cose” (Minerva 2018), “Disadorna” (peQuod 2022), “Mani” (peQuod 2025); il saggio “Dire fare sbocciare“.
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