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Antonio Corona: “I baci” e altre poesie

I pensieri sono come le onde del mare, vanno, vengono, si increspano, spumeggiano si infrangono, svaniscono.
(Romano Battaglia)

I BACI

Un bacio tra due donne
come un ibrido di rosa
bicolore sfumato lieve
profumato d’intesa.

Un bacio tra due uomini
come rami nel pineto
odorosi e verdi, rumorosi e secchi
di resina appiccicati.

Un bacio tra due sessi diversi
come schiuma nella sabbia
assorbita con fragore nel silenzio
indifferente agli occhi della gente.

(Poesia edita “Controfobie” – Eretica edizioni, 2021)

 

A PIEDI UNITI

In quel punto esatto
dove a piedi uniti
premo sulla sabbia bagnata
leggermente sprofondano
pensieri, azioni ed intenti.
Guardo quell’ombra formarsi intorno
e permango in attesa
di un’onda, dell’onda
della forza che m’inonda.
Affonda e ritorna
la spuma circonda
come nebbia spettrale
l’assenza e l’essenza
la gioia e il tormento.

Mi getto mi bagno respiro
vivo. Acqua sabbia sale
un pane bagnato
indissoluto
sotto i miei piedi.
Coraggioso attendo,
il vento.

(Poesia edita “Controfobie” – Eretica edizioni, 2021)

 

CHIEDILO ALLA NEVE

Chiedilo alla neve perché ci amiamo:
si scioglierà per divenir sorgente
o muterà in ghiaccio che scalfiremo.
Poi un giorno diverrà vapore
e moriremo lievi.

Poesia edita “Oltre la neve” – La Vita Felice, 2022

 

DOVREI

Dovrei guardare oltre lo scalino
dove poggia la pianta del piede
al prossimo passo ed invece
inciampo sempre nello spigolo,
ripetutamente batto la punta
e cado. È il rialzarsi che duole,
lo spigolo è intatto ma la scarpa
è smussata – le manca un pezzo.

(Poesia inedita)

 

CIELO FERMO

Staccano le nubi
di ritorno al vento
e indietreggio.

Il cielo è fermo
a guardare chi s’inventa
per sopravvivere.

L’uomo è debole

di fronte al buio cade
-essere ciechi aiuterebbe.

(Poesia inedita)

Antonio Corona,
Nato a Sassari (1972) vive a Torino dal 2008. Veterinario di professione, appassionato di poesia, arte e cucina partecipa alla fondazione dell’Associazione Culturale Vivere d’Arte di Torino di cui è tuttora consigliere. Solo in età adulta decide di pubblicare (2020) le sue due prime sillogi poetiche “I segreti del cuore” (Ensemble Edizioni) e “Ritorneremo ad essere” (Albatros, Il Filo). Vincitore del Primo Adrenalina 6.0 nella sezione poesia, pubblica nel 2021 “Controfobie” con Eretica Edizioni e partecipa all’antologia poetica “Dalla stessa parte – uomini contro la violenza sulle donne” (La Vita Felice).
Partecipa a numerosi concorsi nazionali ed internazionali aggiudicandosi importanti premi e piazzamenti anche nel settore della narrativa (racconti brevi), tra cui il primo posto al Premio Internazionale Fōrma Cultura 2022. Inserito tra i poeti accreditati al portale WikiPoesia, è attualmente impegnato nella diffusione della poesia attraverso il gruppo di “Vivere d’Arte-Letteratura”, il blog letterario “Leggere Poesia” e fa parte della redazione della rivista poetica e di critica letteraria Nuova Euterpe. Ha condotto con successo una rubrica d’arte per l’innovativo portale web StyLise Magazine. È membro dell’Associazione Culturale Euterpe (Jesi) e di Periferia Letteraria (Torino). La sua più recente pubblicazione: “Oltre la neve” (la Vita Felice, 2022).

La rubrica di poesia Parole a capo curata da Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su Periscopio.
Per leggere i numeri precedenti clicca [Qui]

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Pierluigi Guerrini

Pier Luigi Guerrini è nato in una terra di confine e nel suo DNA ha molte affinità romagnole. Sperimenta percorsi poetici dalla metà degli anni ’70. Ha lavorato nelle professioni d’aiuto. La politica e l’impegno sono amori non ancora sopiti. E’ presidente della Associazione Culturale Ultimo Rosso. Dal 2020 cura su Periscopio la rubrica di poesia “Parole a capo”.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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