21 Gennaio 2016

Nei suoi panni: succede davvero al museo dell’Empatia

Simonetta Sandri

Tempo di lettura: 5 minuti

A Mile in my Shoes 2 Photos Kate RaworthPrima di giudicare un uomo, cammina per tre lune nelle sue scarpe. Proverbio indiano

Tante, belle, brutte, facili, difficili, semplici, complesse, queste sconosciute, a volte amiche, a volte nemiche. Le storie, soprattutto quelle degli altri che servono a capire anche la nostra. Si chiama anche empatia, la capacità di percepire i sentimenti degli altri. O meglio Outrospection. Qualcuno, infatti, come l’inglese Roman Krznaric, intellettuale illuminato e scrittore originale (oltre che ex docente di Cambridge nominato dall’Observer tra i più eminenti filosofi popolari della Gran Bretagna), ne ha compreso il valore più di altri e ha coniato un neologismo, quello appunto di Outrospection, che il Collins definisce come “un metodo per conoscere sé stessi sviluppando relazioni e pensiero empatico con gli altri”, comprendendo e immedesimandosi nel punto di vista altrui.

Roman Krznaric
Roman Krznaric

Ma Roman non si è limitato a creare una nuova parola, che assomiglia alla parola italiana estrospezione (l’osservazione delle cose esterne alla propria mente, al contrario di introspezione), ne ha fatto un autentico credo e vi ha costruito un museo. Si tratta del museo dell’Empatia (vedi), inaugurato lo scorso 4 settembre a sud di Londra, in collaborazione con gli abitanti del quartiere di Wandsworth, con l’installazione A Mile in My Shoes (letteralmente Un miglio nelle mie scarpe). Un concetto che ricorda anche la campagna di Medici Senza Frontiere #Milionidipassi (vedi) .

Per sviluppare una maggiore sensibilità verso gli altri, s’invita il visitatore a mettersi nei panni altrui, almeno per un giorno, camminando, lungo le rive del Tamigi, per un miglio con le scarpe usate di qualcun altro, scelte all’entrata (con tanto di calze di ricambio messe a disposizione), per sentire che cosa prova e come si sente. Con le calzature di uno sconosciuto si cammina ascoltando, in cuffia, la storia del proprietario. Tra le registrazioni disponibili ci sono tante vite: dal medico che ha perso la moglie durante un’azione di volontariato in Afghanistan, al lupo di mare che ha girato il mondo in solitaria sulla sua barca fino al proprietario di un locale dove ogni notte succede qualcosa di bizzarro o a una semplice bambina che si racconta. Tutte degne di nota e di immedesimazione.

empathy museum

Il progetto ha origine dal vecchio e noto detto anglosassone “Prima di giudicare qualcuno prova a camminare per un miglio con le sue scarpe” (così come recita anche il citato proverbio indiano) e mira a creare empatia. Come ci si sente a essere qualcuno che ha passato molti anni in prigione, che ha vissuto in difficili periferie lontane, che ha sofferto per amore o per una perdita, oppure che, a causa di un incidente in barca durante una vacanza che doveva essere spensierata, si è ritrovato solo e menomato? Il Museo ci può aiutare a immedesimarci e capire. E quindi a comprendere, accettare, criticare meno, avere meno pregiudizi e problemi spesso inutili. Viviamo in un mondo individualistico e si prova sempre meno empatia, ci si concentra sempre di più su sé stessi e il proprio nucleo ristretto di amici o familiari. Manca la condivisione, la comprensione, manca la compassione, quella che il Dalai Lama considera fondamentale. Empatia significa poi immaginazione (domandarsi cosa può sentire una persona rispetto a un’esperienza), non giudizio (l’esplorazione dell’altro attraverso l’ascolto deve avvenire mettendo da parte i pregiudizi), un’identità forte (l’avere trovato i punti di riferimento personali consente di non perdersi nell’altro e di essere più obiettivi), capacità di sperimentare (fondersi con l’altro in certi momenti e ritornare in noi stessi), discrezione.

museo2 foto Marta Ghelma

Dopo la prima installazione londinese, verrà organizzato un tour itinerante in giro per il mondo (i prossimi appuntamenti saranno, in Australia, al Perth International Arts Festival (vedi) e al Perth Writers Festival, vedi, in febbraio), ma sarà possibile seguire gli eventi del Museo anche a distanza, sul sito web, dove è già stata attivata una libreria digitale, completa di film e libri che, secondo gli organizzatori, contribuiscono a sviluppare la sensibilità di ognuno (al primo posto nei film c’è Quasi amici di Olivier Nakache e Éric Toledano; nei libri la Comunicazione nonviolenta di Marshall Rosenberg).

Un messaggio quasi rivoluzionario e una scuola per molti razzisti e insofferenti di oggi. Se, ad esempio, solo ci mettessimo nelle scarpe di un vagabondo, di un povero, di un profugo, di un migrante o di un rifugiato, potremo forse comprendere meglio?

Probabilmente l’empatia non salverà il mondo, ma, secondo alcuni, è l’attitudine di cui c’è più bisogno in questo momento, di fronte al narcisismo, all’egocentrismo e all’egoismo, stimolati dal paradigma facebookiano, spesso vuoto e inutile, del “mi piace” non riflettuto.

Per guardare il mondo con occhi diversi. Infine.

A proposito di storie leggi anche: (“Intorno a noi ogni vita è una storia” e “I sette principi chiave dello storytelling“).

Museo dell’Empatia: http://www.empathymuseum.com/

Le storie: https://soundcloud.com/user-341792572

schermata storie

Blog di Roman Krznaric: http://www.romankrznaric.com/outrospection

Intervento di Roman sull‘empatia, tramite sintesi visiva: https://www.thersa.org/about-us, https://www.youtube.com/watch?v=BG46IwVfSu8

 

 

Credo profondamente che la compassione sia la strada non solo per l’evoluzione del pieno potenziale umano, ma anche per la sopravvivenza stessa degli uomini, dal concepimento alla nascita, alla crescita. Per questo dico che gentilezza e compassione sono la mia religione. (Dalai Lama)



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Da sempre appassionata di scrittura e letteratura, ha pubblicato su riviste italiane e straniere, è autrice del romanzo, “Il Francobollo dell’Avenida Flores”, ambientato fra Città del Messico, Parigi e Scozia e traduttrice dal francese, per Curcio Editore, di La Bella e la Bestia, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Ha collaborato con BioEcoGeo, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, Mosca Oggi, eniday.com e coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma. Scrive su Meer (ex Wall Street International Magazine).
Simonetta Sandri

Ti potrebbe interessare:

  • Presto di mattina /
    Avvento di tenerezza

  • Storie in pellicola / C’mon C’mon 

  • ACCORDI
    Non s’ammazza così neanche un cane

  • Parole a capo
    Stefano Agnelli: “Pianura” e altre poesie

  • Vite di carta /
    Cinque presidenti senza Stato (1985-2022)

  • Parole e figure / Il piccolo François Truffaut

  • Brasile: raddoppiate in un anno le manifestazioni neonaziste

  • CONTRO LA GOGNA MEDIATICA
    Aboubakar Soumahoro non è solo

  • Per certi versi /
    SENZA CIELO

  • Presto di mattina /
    L’attesa del vento

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013