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A volte serve una bella provocazione per ragionare seriamente sulla società in cui stiamo vivendo e sui modelli culturali che certi mass media ci tengono a veicolare. Ad esempio, il pubblico televisivo sembra attirato magneticamente da programmi ambigui in cui i concorrenti gareggiano fra loro per apparire più capaci, più seducenti o più affascinanti ed al pubblico viene dato il potere di eliminare la persona che non gli piace. Trovo queste offerte commerciali davvero finte ed ipocrite e credo che, forse, avremo bisogno di fermarci a riflettere su quali modelli potrebbero invece esserci utili per poter pensare ad una società inclusiva in cui si possa vivere insieme, cooperando con impegno e sincerità.
(Mauro Presini) 

The Jail

di V.

Quante volte abbiamo sentito dire che non ci sono soldi per le carceri e soprattutto che un detenuto costa cifre spropositate allo stato?

Davvero le cose non possono cambiare?

E se ci fosse un sistema per far risparmiare lo stato, o addirittura far guadagnare, e addirittura migliorare le condizioni delle carceri?

Si è notato come al pubblico televisivo piacciano sempre di più programmi di reality come Il grande fratello, L’isola dei famosi, Temptation Island, Il collegio, ecc … e soprattutto si è notato come il pubblico sia sempre più disposto a pagare per avere la possibilità di seguire i propri beniamini.

In tutte le carceri italiane sono istallate decine e decine di telecamere per il videocontrollo. La nostra idea è drammaticamente semplice.

Perché non offrire un servizio a pagamento dove poter acquistare la possibilità di vedere cosa riprendono le telecamere istallate nelle carceri? Magari con dei pacchetti realizzati ad hoc.

Provate a pensare se poi in un carcere dove è ristretto un “VIP” della criminalità (solo per non offendere nessuno si faranno i nomi solo di personaggi già passati a miglior vita) come un Messina Denaro, un Salvatore Riina.

Quanta curiosità si avrebbe nel sapere che c’è la possibilità di vedere come vive e che fa un grande capo mafia costretto nelle patrie galere?

Se la serie Gomorra ha spopolato ed era solo una finzione, figurarsi poter avere la possibilità di vedere in diretta il vero male della società.

Come vive uno spacciatore?

Che faccia ha un assassino appena sveglio?

Sono famose le aggressioni che capitano nelle sezioni, perché non monetizzare il macabro spettacolo che spesso viene messo in scena?

Se anche solo lontanamente il pubblico apprezzasse in maniera simile ai normali reality ci potrebbe essere un guadagno nell’ordine di miliardi di euro ogni anno…

Con a disposizione cifre del genere quante cose potrebbero essere migliorate presso tutte le nostre carceri? Ci sarebbe poi un effetto benefico secondario che non è per noi da sottovalutare: se i detenuti sanno di essere osservati in tutto quello che fanno cercheranno di rispettare molto di più le regole imposte dalla legge.

La polizia penitenziaria ha una carenza patologica di organico, poter contare su qualche milione di occhi in più non potrebbe che migliorare l’efficienza anche del loro operato.

In piccolo negli Stati Uniti sono già stati creati programmi televisivi dove si racconta la vita dei detenuti presso carceri a regime attenuato; evidentemente non è un’idea così balorda ma soprattutto è fattibile.

 

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Mauro Presini

È maestro elementare; dalla metà degli anni settanta si occupa di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Dal 1992 coordina il giornalino dei bambini “La Gazzetta del Cocomero“. È impegnato nella difesa della scuola pubblica. Dal 2016 cura “Astrolabio”, il giornale del carcere di Ferrara.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani


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