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Sarà una serata di musica in onore di San Giorgio, Patrono della Città di Ferrara, nel luogo di culto cattolico più antico della città – la Basilica di San Giorgio fuori le mura – quella organizzata e promossa dall’Associazione Bal’danza assieme al Conservatorio G.Frescobaldi, Fideuram, Coro di Santo Spirito, Fondazione Teatro Comunale Claudio Abbado e Comune di Ferrara per giovedì 19 maggio alle ore 21.00. “Abbiamo voluto costruire questo evento in collaborazione strettissima con le diverse anime della città di Ferrara, dalle associazioni al mondo della cultura, passando per l’amministrazione comunale e le aziende private – ha spiegato Romano Valentini, direttore artistico di Bald’anza – e ci piace sottolineare che attraverso la condivisione dei progetti si può fare tanta strada assieme, soprattutto nel campo della cultura.”

Il repertorio scelto è tutto a firma di Wolfgang Amadeus Mozart: attraverso le Sonate da Chiesa K 278, K 336 e K 144 brani strumentali, passando per il “Laudate Dominum” dei Vespri K 339 e il canto di ringraziamento del “Te Deum” K 141 per coro, archi, trombe e timpani, il pubblico verrà proiettato il un caleidoscopio di emozioni, che culminerà con l’ascolto della “Missa Solemnis” K 337 per 4 voci soliste, coro e orchestra. “Abbiamo scelto Mozart perché è un autore universalmente riconosciuto e essendo questo un concerto dedicato a tutta la città di Ferrara, come una festa popolare in musica, i suoi brani saranno sicuramente apprezzati da tutti.”

Il Coro, diretto da Francesco Pinamonti, è composto di 31 voci e l’organico orchestrale è dei più ricchi e coinvolge 27 musicisti: 6 violini primi, 5 violini secondi, 3 violoncelli, 2 contrabbassi, 2 oboi, 2 fagotti, 2 trombe, 3 tromboni, timpani e organo. L’esecuzione sarà affidata a due compagini artistiche ferraresi, molto attive e fra i protagonisti della vita musicale cittadina: l’Orchestra Città di Ferrara e il Coro Polifonico di Santo Spirito. I solisti saranno 4 giovani voci emergenti: Anna Maria Carbonera soprano, Raffaele Giordani tenore, due voci in carriera, mentre il mezzosoprano Yiqiong Cui e il basso Li YanKai sono due allievi del Conservatorio “G.Frescobaldi” che ha inteso in questo modo dare la sua piena collaborazione all’evento. Oltre 60 gli artisti coinvolti, mentre a dirigere il concerto sarà il ravennate Nicola Valentini, che nonostante la sua giovane età, si sta affermando sulla scena internazionale come esperto del repertorio barocco e classico.

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Ingrid Veneroso


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di Piermaria Romani

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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