19 Giugno 2016

“Io, senza stipendio”. Storia di ordinario precariato nella Buona Scuola

Ingrid Veneroso

Tempo di lettura: 4 minuti

aula materna vuota(Pubblicato il 15 dicembre 2015)

Una storia fra migliaia, migliaia di storie che si perdono dietro gli slogan della Buona Scuola e i buoni propositi della Leopolda.

Chiara S. è un’insegnante di scuola materna, ha 41 anni, un marito e una figlia adolescente. Ha la fortuna di fare un lavoro che ama, anche se a 800 chilometri di distanza da casa, e da settembre non percepisce stipendio. Come lei altre migliaia di insegnanti pecari che sono stati risucchiati nelle novità della Buona Scuola, per i quali i sindacati non smettono di sollecitare il ministero dell’Istruzione e quello delle Finanze senza ottenere una precisa risposta.

“Ho insegnato diversi anni in una scuola paritaria, poi sono stata chiamata da Napoli a Copparo per un incarico da settembre 2014 fino al 30 giugno 2015 e ho accettato la proposta di buon grado, seppure comportasse notevoli sacrifici personali e familiari. – ha raccontato Chiara – Lo scorso 7 settembre alle 13 mi hanno chiamata dalla segreteria della scuola dell’infanzia statale “Giglio Zarattini” di Porto Garibaldi per una sostituzione di maternità a Lido degli Estensi, avrei dovuto prendere servizio il giorno seguente alle 8. Ho accettato, ho messo delle cose in valigia e sono partita notte tempo, dormendo un paio di ore in automobile all’arrivo. Al mattino sono entrata in un bar, mi sono cambiata e mi sono presentata a lavoro puntuale. Ho riorganizzato quindi la mia vita a Comacchio ma dalla scuola, nel frattempo, non avevo notizie delle condizioni economiche rispetto all’incarico che avevo assunto. Questo perché, per un cambio di dirigenza e di personale amministrativo all’interno dell’istituto, non era stato ancora nominato il direttore dei servizi generali e amministrativi, ossia la persona preposta a gestire le questioni economiche di ogni scuola.”

Alla metà dello scorso novembre questa situazione si è sbloccata ma il direttore fresco di nomina non ha avuto potere di sistemare la questione degli stipendi, fermi a causa della situazione caotica che attanaglia tutte le segreterie scolastiche. Il sistema del pagamento dei compensi è alquanto macchinoso: il docente si ritrova a dover far riferimento alla segreteria scolastica perché questa inserisca il contratto con il periodo di servizio svolto nel portale del Sistema informativo dell’istruzione e che, attraverso questo, il ministero delle Finanze effettui il pagamento del suo stipendio, magari in modo regolare e mese per mese.
“Non sono iscritta ai sindacati ma, grazie all’interessamento di una collaboratrice scolastica, mi sono informata presso di loro su cosa potessi fare. Mi hanno suggerito di chiedere la messa in mora, ad oggi però non si è sbloccato nulla.”

Il ministero ha da diverso tempo creato un sistema informativo realizzato per gestire i dati dei dipendenti amministrati e assicurare la presa in carico del trattamento economico della Pubblica amministrazione, che si chiama NoiPa. Nemmeno da qui la maestra napoletana trasferita a Comacchio riesce a fare luce su quello sta succedendo.
“Sono migliaia i cedolini di pagamento fermi, come si evince dal sistema. – ha spiegato ancora Chiara – Il problema è che adesso le sostituzioni di maternità vengono considerate come supplenze brevi e queste ultime sono sempre pagate con tempistiche fra le più varie. Sta di fatto che i miei stipendi, che dovrebbero ammontare a circa 1.300 euro mensili, sono fermi da qualche parte. Nel frattempo io vivo lontana da casa e la mia famiglia deve gestire tutto, mutuo incluso, con le sole entrate di mio marito che è un poliziotto, fa i turni e non guadagna milioni. Frattanto, mi hanno chiamata per diverse supplenze annuali, pagate un po’ meglio e con maggiore regolarità, ma ho fatto una scelta di coscienza e sono rimasta qua con i miei bimbi, perché non si può abbandonare una classe a metà anno per comodità. Nonostante la situazione in cui mi trovo vengo a lavoro regolarmente e con gioia, ho dalla mia parte l’appoggio e il calore dei genitori e dei colleghi, ma non c’è niente da fare, se sei una persona coscienziosa e perbene vieni ripagata con la moneta opposta.”

Il ministro Giannini, nel giorno in cui la riforma della scuola venne pubblicata sulla Gazzetta ufficiale e dunque entrò ufficialmente in vigore, disse in una intervista al Messaggero TV : “La riforma prevede la fine di quella instabilità: le scuole che il primo settembre devono mettersi a chiamare i potenziali supplenti, i precari che restano in attesa di una telefonata… tutte cose che ora vengono superate. E’ una riforma pensata per portare ordine e stabilità, sarebbe molto strano se invece generasse caos, sono convinta che quest’anno la macchina funzionerà meglio di prima”. Ma i conti non tornano. Pochi giorni fa, inoltre, durante il question time con il pubblico della Leopolda la stessa era stata interrogata sul piano assunzioni della sua Buona Scuola e aveva ribattuto con un’altra domanda: “Essere passati dalla cultura del povero precario alla responsabilità pericolosa e coraggiosa di assumere centomila insegnanti è stato un errore o è un passo di civiltà?”.

Ci si chiede dove può essersi nascosta la civiltà nella disavventura della maestra Chiara e di tutti gli altri docenti senza stipendio. Forse che lavorare senza stipendio sia diventato un segno di civiltà? Magari presto diventerà anche motivo di gloria.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Ingrid Veneroso

Ingrid Veneroso

Ti potrebbe interessare:

  • ACCORDI
    Non s’ammazza così neanche un cane

  • Vite di carta /
    Cinque presidenti senza Stato (1985-2022)

  • Parole e figure / Il piccolo François Truffaut

  • Brasile: raddoppiate in un anno le manifestazioni neonaziste

  • CONTRO LA GOGNA MEDIATICA
    Aboubakar Soumahoro non è solo

  • Per certi versi /
    SENZA CIELO

  • Presto di mattina /
    L’attesa del vento

  • Federico Varese: Quattro storie criminali per capire la Russia matrigna di Vladimir Putin

  • Prima che sia violenza

  • Fotografare in teatro:
    un seminario al Ridotto del Teatro Abbado di Ferrara

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013