MEET THE VENDORS: Momodu Latee
MEET THE VENDORS: Momodu Latee
Dolori nascosti
Sono una persona molto solitaria. Mi piace starmene per le mie e pensare. Penso alla vita, al futuro, rifletto su come evolvermi e su quali sono i prossimi passi da compiere. Sono abituato a stare da solo, d’altronde lo sono da una vita.
Da quando ho undici anni sono orfano. Ho perso mio padre per una malattia e mia madre per colpa di un incidente. Avevo una sorella, anche lei è morta, dando luce due gemelli. Sono cresciuto da solo, con i miei due nipotini a carico: un maschio e una femmina. Loro sono rimasti in Nigeria e avevano solo dodici anni quando ho lasciato il Paese. Per quanto triste sia la mia storia, non mi piace mostrare il mio dolore alle persone: ognuno ha i propri problemi, per cui non voglio essere pesante riversando i miei sugli altri. D’altra parte, credo anche che non tutti*e meritino di sentire la tua storia, perché alcune persone possono usare la tua vulnerabilità contro di te. È sempre bene capire di chi potersi fidare e comprendere chi ha buone intenzioni.
È strana la vita: penso a quando la mia famiglia era ancora con me e non avevamo i soldi per comprare la carne per festeggiare l’Eid-al-Adha. Ora che me la posso permettere, non ho nessuno con cui condividere la celebrazione. La nostra era una situazione difficile: sono dovuto uscire da scuola in terza elementare, perch. quando mio padre è morto sono stato costretto ad andare a lavorare per aiutare a mantenere mia mamma e mia sorella. Dopo anni mi sono specializzato nel rivestimento di mobili, anche grazie al mio maestro e mentore, Yahya, che mi ha aiutato molto. È anche merito suo se oggi mi trovo qui. Ho imparato ad amare l’Italia, ma a volte vorrei essere rimasto nel mio Paese. È dura.
La cosa più importante per me, però, è che i miei nipoti riescano ad avere una buona educazione e a realizzare i propri sogni. Io non ho avuto nessuno che aiutasse me e per questo non sono potuto andare a scuola. Ho dunque deciso di sostenere loro e continuerò a lavorare per fare in modo che possano avere ciò che io non ho avuto. In realtà vorrei poter aiutare tutti*e gli*le orfani*e, per evitare che passino ciò che ho passato io, per far nascere un sorriso sui loro volti. È uno dei miei sogni più grandi.
Per ora vivo a Bolzano, non ho ancora trovato un lavoro fisso e da qualche mese vendo zebra. A Nova Ponente, uno dei posti in cui opero di solito, ci sono persone che ormai mi conoscono e che sono sempre cos. Gentili con me. D’altronde, la cosa che preferisco di questo Paese è proprio la gente. Anche per questo decido di non farmi definire dal mio dolore e dalle difficoltà: permetterò sempre al mio sorriso di fare capolino, illuminando la mia strada e, chissà, quella di altri.
Permetterò sempre al mio sorriso di fare capolino. Momodu Latee
In copertina: Momodu Latee con in mano il giornale di strada Zebra – Foto © Samia Kaffouf
Per conoscere il giornale di strada Zebra e tutte le iniziative di OEW-Organizzazione per Un mondo solidale di Bressanone, consulta il sito: https://oew.org/it/zebra/



















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