9 Marzo 2018

Il post elezioni: tra estremismi e ipocrite responsabilità

Jonatas Di Sabato

Tempo di lettura: 5 minuti

elezioni-amministrative

L’unica cosa chiara è che non c’è nulla di chiaro. Si potrebbe sintetizzare con queste poche parole questo risultato elettorale. Ma a mente fredda, passati oramai tre giorni dal voto e recuperato il sonno dopo svariate maratone, si potrebbe azzardare qualche commento più ‘oggettivo’.
Ci sono almeno cinque punti sui quali vale la pena riflettere e su cui tutte le forze che siederanno in parlamento dovranno interrogarsi.

1. La legge elettorale
Appare chiaro a tutti come il Rosatellum abbia fallito sotto tutti i punti di vista. Primo su tutti non ha dato una governabilità né al partito più votato né alla coalizione più votata, costringendo tutti a dialogare, cosa buona, e a dover formare strane alleanze, cosa meno buona.

2. Alleanze di Governo
Proprio queste, nelle ultime ore, sono oggetto di aspre diatribe che stanno facendo scendere il confronto politico in una disputa da stadio tra fazioni di ultras ‘crudi e puri’ a quelle frange di tifosi ‘distinti’ che pur di tener su questa baracca non si offenderebbero a dividere il posto anche con le tifoserie avversarie. Peccato che fino al 2 marzo sembrasse più probabile vedere capi di partito praticare l’harakiri che governare insieme a chi, fino a quel momento, non è stato visto come ‘avversario‘, ma bensì come ‘nemico‘.

3. Il peso delle parole
L’aver considerato come un ‘nemico’ il proprio contendente politico ha generato un conflitto talmente basso e a tratti grottesco e violento da rendere poco credibile qualsiasi tipo di alleanza, soprattutto tra Pd e Movimento 5 Stelle: da una parte i “piddioti”, così soprannominati dai grillini, fanno notare come fino a ora siano stati insultati, chiamati mafiosi e, addirittura, “sporchi di sangue”; dall’altra i “grullini”, così soprannominati dai loro avversari, sono stati spesso apostrofati come ignoranti, antiscientifici, antipolitici e populisti. Come si può pensare a un governo credibile formato da queste due fazioni? Le parole hanno un peso e quel peso vale sia per le promesse fatte, come il reddito di cittadinanza o l’abolizione della legge Fornero, sia negli insulti arrecati agli avversari. Questa poi è stata la campagna elettorale che ha visto trionfare anche un altro tipo di lessico: quello violento. Dalle minacce vere e proprie alle promesse di “invasioni” di paesi stranieri, pulizie etniche, deportazioni di massa, difese delle razze. Tutto ciò, e lo si sta sperimentando da un po’, sta portando a un acuirsi degli scontri nella società: nessuno può credere che dall’attentato a Macerata agli ultimi accadimenti di cronaca, il comune denominatore non sia un certo tipo di propaganda. Repetita iuvant: le parole hanno un peso.

4. Credibilità vs. Responsabilità
Solo cinque anni fa, in una diretta streaming, ricorderete quali furono le risposte date a Bersani ‘colpevole’ di voler provare a fare un governo con i grillini. Il seguito è storia recente, e proprio le azioni compiute dal Pd sono state oggetto di un’intera legislatura di denigrazione da parte del Movimento. Qualsiasi sia il pensiero che prevale in chi sta leggendo queste righe, una considerazione comune ci sarà: il Pd e il Movimento 5 Stelle, insieme, non sarebbero un gesto di responsabilità, ma un atto di prepotenza verso parte del Paese. In queste ore, infatti, molti pentastellati e una parte dei dem richiamano a questo gesto di coscienza che dovrebbe fare il Partito democratico appoggiando i 5 Stelle. Sembrano quasi dimenticare tutti però una cosa fondamentale: chi ha la maggioranza, non assoluta, sia alla Camera, sia in Senato è il centro-destra a guida Lega. Inutile volerci girare intorno, dannoso fare finta di non vedere una chiara intenzione della gran parte dell’elettorato italiano: le posizioni di centro sinistra e sinistra ora non servono più. Sono state distrutte, cancellate. Le urne, almeno su questo, sono state chiare: una parte della nazione vuole il centrodestra con a capo la Lega, l’altra parte i 5 Stelle. Il senso di responsabilità farebbe sì che queste due forze si rendessero conto di ciò e iniziassero a trovare i punti in comune per formare un governo. Il Partito democratico, ora come ora, ha la necessità di ripartire praticamente da zero, dopo una sconfitta cocente, pensando più che alla ‘responsabilità’ verso il nuovo direttivo, alla ‘irresponsabilità’ avuta verso alcuni ideali, verso alcune mozioni, avendo abbandonato intere fette di elettorate fagocitate ben volentieri non solo dal Movimento grillino, ma persino dalla Lega. La lettera di Di Maio, pubblicata guarda caso proprio su ‘La Repubblica‘, giornale aspramente criticato fino a pochi giorni, suona come un tentativo ipocrita di richiamo verso un senso dello Stato che, fino a ora il suo movimento non ha dimostrato; inoltre, lo ripeto, il suo interlocutore, per volere degli italiani, non è Renzi, ma Salvini. Questo, si spera, sarà il primo gesto di responsabilità verso gli elettori. Altrimenti resta solo una strada: nuova (ed ennesima) legge elettorale ed elezioni entro l’anno. Qualsiasi altro tentativo farebbe crescere solo il disgusto e la disapprovazione verso un certo tipo di politica, aumentando in maniera esponenziale i voti soprattutto degli estremismi.

5. Il futuro del Paese
Quello che appare chiaro, in questo torbido panorama post elezioni, è il fatto che gli italiani non solo si sono sentiti traditi da molti partiti di centro-sinistra ma che, realisticamente parlando, probabilmente non hanno più la necessità di risposte progressiste alle domande di questi tempi: basti guardare a Macerata dove la Lega, dopo l’attentato, è passata dal 4 al 20%, o a Pesaro, dove Minniti è stato sconfitto da un impresentabile anche per gli stessi pentastellati. Si può pensare che siano diventati tutti improvvisamente razzisti e xenofobi? E se anche così fosse, interrogarsi sui perché di un clima sempre più incandescente sicuramente farebbe bene soprattutto a quelle forze che, dopo il 4 marzo, sono uscite con le ossa rotte. Le domande, le esigenze dei cittadini in questi anni sono cambiate e nel futuro cambieranno ancora, chi non riesce a intercettare questi cambiamenti non è destinato solo a un fallimento elettorale, ma a una scomparsa dai bisogni politici e ideologici di un Paese interno. La sinistra ha fallito in questo e prima ci si renderà conto di ciò, prima potrà partire una seria disamina su cosa abbia o non abbia funzionato, partendo dai Comuni, l’esempio di Ferrara passata da ‘rossa’ a ‘verde’ può essere emblematico (a livello di elezioni nazionali, per ora). Farsi le giuste domande, darsi le giuste risposte, ripartire da ciò che si è in gran parte, soprattutto dal Pd, abbandonato: i territori. Tra qualche anno forse si potrà affrontare di nuovo una campagna elettorale con una scelta progressista credibile e in linea con i tempi, ma fino ad allora è meglio accettare la realtà dei fatti: il ‘vento dell’est‘ sta arrivando anche in Italia, e sarà meglio per tutti farsene una ragione.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Jonatas Di Sabato

Giornalista, Anarchico, Essere Umano
Jonatas Di Sabato

Ti potrebbe interessare:

  • Presto di mattina /
    L’attesa del vento

  • Federico Varese: Quattro storie criminali per capire la Russia matrigna di Vladimir Putin

  • Prima che sia violenza

  • Fotografare in teatro:
    un seminario al Ridotto del Teatro Abbado di Ferrara

  • Storie in pellicola /
    Al via il set della nuova serie tv La Lunga Notte

  • Accordi /
    Il breve sabato di Nick Drake

  • Parole a capo /
    Mattia Cattaneo: “Tre poesie”

  • A ROMA IL TANGO SOLIDALE DALLE SCARPE ROSSE
    Giornata Internazionale per eliminazione violenza contro donne

  • Suole di vento /
    A Valencia con la Corale Veneziani

  • Vite di carta /
    Idda, una “vita di carta”

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013