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GRATTACIELO, I NODI VENGONO AL PETTINE

GRATTACIELO, I NODI VENGONO AL PETTINE

Leggo oggi sul Resto del Carlino un illuminante articolo di Nic Bianchi, che di fatto smaschera e smonta anche buona parte della narrazione del sindaco Fabbri. Se è vero che da almeno tre decenni le due torri (e mezza) sono state aggredite da un degrado sociale ed economico _ a spese di tanti bravi e onesti condomini _, emerge dall’inchiesta giornalistica che nel 2023 la Procura aveva stabilito che il Comune avrebbe potuto intervenire per sanare, o almeno tamponare, la situazione.
Nel 2023, non dunque durante i mandati di Soffritti, di Gaetano Sateriale o di Tiziano Tagliani: se durante le loro legislatura la questione Grattacielo non è stata affrontata _ usiamo un eufemismo _ con la dovuta grinta, anche tre anni fa il Comune avrebbe potuto agire con una somma in fondo esigua, salvo rivalersi poi legittimamente sui proprietari degli immobili.
Parliamo, leggo sempre nell’articolo di Bianchi, di 60.000 euro: poco più o poco meno di quanto stanziato ai privati per organizzare concerti _ tra cui quello di Amii Stewart _ nel parco ‘rinato’. E comunque una cifra enormemente inferiore a quanto versato da società pubbliche a soggetti privati per l’affitto del palco del Summer Festival, o per altri eventi (sempre prevalentemente privati).
Ma allora a Ferrara ci sono privati di serie A e privati di serie B? A guardare il bellissimo video di Paolo Bertazza ‘Nodi‘ _ che solo qualche miserabile coglione può denigrare _ parrebbe. E la vicenda del Grattacielo si prospetta come una eloquente cartina di tornasole.
Sia chiaro: non difendo il sostanziale immobilismo e l’inerzia di quanti, nei decenni, hanno lasciato che la situazione del Grattacielo degenerasse. Nessuno è esente: sindaci, tecnici, amministratori condominiali, altri enti, e soprattutto tanti indifferenti. Ero ancora a Telestense, negli anni ’80, quando arrivarono i primi spacciatori e prostitute; quando, per un principio di incendio in una torre, percepimmo l’estrema fragilità della sicurezza; quando la speculazione di alcuni e ben noti accaparratori accelerò i problemi di convivenza, e di natura economica. Ma assieme a questo, ho conosciuto (e conosco) bravissime persone che hanno difeso sempre l’integrità morale e il ‘sogno’ del Grattacielo com’era, le loro case, la loro identità.
Il video di Bertazza, al proposito, è illuminante. Il Grattacielo non era, e non è, solo un covo di malfattori e desperados, come per molti da anni è comodo ritenere.
Oggi però consiglio di soffermarsi sull’articolo di Nic Bianchi: e in particolare il consiglio va a chi, in questi giorni, ha avuto parole disumane, incomprensibili (se non per faziosità politica), intollerabili. A chi si chiama fuori, dicendo che ogni responsabilità affonda in un passato remoto.
Ricordiamo la data: 2023.
In copertina: il grattacielo – immagine museoferrara
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Stefano Lolli


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