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“Dio lo renderà possibile”

“Dio lo renderà possibile”

Peter Olurombi era pastore in Nigeria. Poi è stato costretto a fuggire. A zebra. racconta della donna che lo ha cresciuto, della chiesa che guidava e della speranza di poter un giorno riunire la sua famiglia in Italia.

Da bambino vendevo cherosene insieme a mia nonna. È stata lei a crescermi. Mio padre era morto presto e mia madre non c’era. Erano gli anni Ottanta, riempivamo bottiglie di birra con il cherosene per le lampade e le trasportavamo in ceste, andando di casa in casa come lattai. Mia nonna era una donna cristiana, di fede profonda. Non era mai andata a scuola, eppure sapeva leggere la Bibbia nella nostra lingua madre, lo yoruba. Ogni mattina e ogni sera ci insegnava a pregare. Più tardi ho frequentato una scuola pastorale e sono diventato evangelista. Dopo qualche anno, mi è stata affidata una comunità della Christ Apostolic Church a Ibadan, la città dove sono cresciuto.

La chiesa era piena di musica: strumenti, cori e gospel. Essere pastore mi dava un profondo senso di responsabilità. La gente si fidava di me, veniva a raccontarmi la propria vita, a confessare i propri peccati. Pregavamo insieme e offrivo consigli. Anche fuori dalla chiesa cercavo di aiutare. Il mio lavoro principale era il commercio del legname e andava bene. Ma in Nigeria molte persone fanno fatica a guadagnarsi da vivere. Quando vedevo qualcuno che aveva voglia di lavorare, cristiano o no, prestavo soldi senza interessi per aiutarlo ad andare avanti.

In quegli anni non mi mancava nulla. Avevo un lavoro, una casa, una macchina e una famiglia. Non avrei mai pensato di lasciare la Nigeria. Poi, però, un grave problema nella mia chiesa ha messo la mia vita in pericolo. È una vicenda di cui non posso parlare, ma non avevo una scelta: sono dovuto fuggire. Non ho avuto nemmeno il tempo di salutare. Solo quando sono arrivato in Italia ho potuto chiamare mia moglie per dirle che ero vivo. È successo meno di due anni fa. La cosa più dolorosa è stata lasciare la mia famiglia. Oggi i miei figli hanno 21, 18 e 12 anni. Il mio desiderio è portarli tutti qui e sono convinto che Dio lo renderà possibile.

Oggi ho una sistemazione provvisoria e faccio lavori saltuari. Ricominciare da zero in un altro Paese non è semplice, così accetto ogni opportunità che mi permette di andare avanti. Spero che un giorno riuscirò a ricostruirmi una vita autonoma. Nel tempo libero frequento una chiesa a Bolzano. Anche lì si canta e si suona come in Nigeria, e questo mi fa sentire ancora un po’ a casa. Forse, quando parlerò bene l’italiano, potrò tornare a fare il pastore. Non è una strada facile, la mia storia lo dimostra. Ma se Dio vorrà che continui a percorrerla, lo farò.

Zitat im Text: La cosa più dolorosa è stata lasciare la mia famiglia.

Voglio cantare al Signore finché ho vita, cantare al mio Dio finché esisto. (Salmo 104)

PETER OLUROMBI

Testo trascritto da Matthias Fleischmann

In copertina: Peter Olurombi, Foto Peter per Zebra

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Redazione Zebra

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