Giorno: 14 Aprile 2020

LE TRE SIGNORE: QUELLO CHE LA STORIA GLI CHIEDE
Lettera aperta di una donna a Christine Lagarde, Ursula von der Leyen e Angela Merkel

Torino, aprile 2020

Alle tre donne più potenti d’Europa, da donna, vorrei mandare un messaggio per me molto importante ed urgente per il futuro dell’Europa e della democrazia nel mondo; per questo molto più importante della lotta al nazifascismo degli anni ’40.
Vorrei ricordare alle tre signore che oggi governano in Europa, che le dodici stelle della nostra bandiera rappresentano la corona di stelle della Donna dell’Apocalisse. Questa Donna, che riempie l’intero universo con la sua presenza, viene attaccata durante il parto dal drago che vuole mangiarle il figlio nascituro. La donna allora scappa dal drago rifugiandosi sulla Terra, che li custodisce entrambi.
Questa immagine nella sua forma simbolica ci dice, secondo me, che sarà la donna a salvare l’umanità, prima di tutto perché è lei che l’ha partorita e poi perché, in quel simbolo, si fa riferimento all’intera creazione, cioè al valore della vita in tutte le sue espressioni.

Vorrei suggerire a queste importanti signore che in questo momento storico c’è in gioco proprio l’umanità, tutta la sua storia e la sua forza: la solidarietà. Perché il valore è la vita umana in tutta la sua complessità di evoluzione storica. Questo valore origina la storia e genera tutte le sue conquiste.

La donna di questo ha esperienza, perché biologicamente il suo corpo è predisposto a generare. La donna sa di essere originata perché essa stessa dà origine. Quindi la sua sapienza è l’assumersi la responsabilità di tramandare alle generazioni future il patrimonio storico che ha ereditato, migliorandolo con la propria vita ed esperienza.
E’ l’esperienza che ogni donna conosce perché può partorire la vita. Inoltre nella famiglia è capace di accudire la vita in ogni sua espressione, proprio mantenendola in relazione di condivisione, di collaborazione e di responsabilità verso l’altro, che è la vera caratteristica della cultura femminile. Questo è il nostro patrimonio, forte dell’esperienza della nostra umanità.

Credo che sia giunto il momento di attingere a questo nostro patrimonio senza dover dimostrare agli uomini la nostra capacità di governare la vita e di guidare la storia, perché l’abbiamo sempre fatto. Soprattutto sappiamo che dobbiamo rendere conto soltanto a noi stesse, alla nostra umanità e alla nostra consapevolezza, perché siamo consapevoli che senza l’essere umano ogni ricchezza è vana e ogni realtà non ha nessun senso.

La responsabilità dei governanti, in questo momento di cambiamento radicale  e mondiale, è di rendersi conto che non è con la tracotanza e la prepotenza del più forte sul debole che si uscirà da questa prova, ma mettendo al primo posto il valore dell’umanità. Perciò vi chiedo di mantenere fede al progetto europeo nato dal desiderio di pace e fratellanza così forte dopo lo sfacelo della guerra. Mi sembra giunto il momento di agire da donna per l’umanità intera, questo è ciò che la nostra storia ci sta chiedendo.

Grazie per l’attenzione,

Figlia di Ernesto Baroni – partigiano nella IV Brigata Garibaldi e amico di Eugenio Curiel – Grazia Baroni è nata a Torino nel 1951. Laureata in architettura, ha insegnato per un trentennio nella scuola superiore e partecipato a vari progetti di ricerca e formazione. E’ socia e collaboratrice del Centro Culturale Nova Cana. Partecipa al gruppo Molecole, un momento di ricerca e di lavoro sul bene, per creare e conoscere, provando a porsi come elementi catalizzatori del cambiamento. Nel 2020 ha iniziato una collaborazione con il quotidiano online Ferraraitalia.
Scrive Grazia Baroni: “Mi sono sempre impegnata come cittadina in ambito sociale e politico. Madre di quattro figli e nonna di cinque nipoti, anche per loro mi sento impegnata a mantenere la democrazia in Italia per poter realizzare gli Stati Uniti d’Europa, facendo così fruttare il patrimonio di libertà e benessere che mi è stato consegnato non solo dai genitori, ma anche dai padri della Repubblica.”.

 

Danni da maltempo nell’alto ferrarese

Da: Ufficio Stampa

Non bastano le problematiche innescate dalla pandemia del coronavirus, nei campi si temono anche i problemi del clima e del maltempo.

Dopo gelate tardive che tra fine marzo ed inizio aprile hanno distrutto in larga parte le colture frutticole estive (albicocche, pesche, ciliegie) e danneggiato anche pere e mele, tutte le colture stanno subendo o rischiano di subire il problema della siccità, con irrigazioni già avviate anche su colture normalmente non irrigue come il grano, e oggi anche con maltempo che nel pomeriggio di martedì 14 ha scaricato forte vento e anche grandine in alcune aree del territorio ferrarese. In particolare abbiamo ricevuto segnalazione di grandine su Vigarano Mainarda, con danni ulteriori ai frutticini in allegagione e danni alle coperture dei tunnel e tunnellini di colture orticole come meloni e cocomeri, pomodori ecc.), interessando anche il comprensorio di Bondeno e Cento.

Coronavirus, l’aggiornamento: 20.752 i casi positivi in Emilia-Romagna, 312 in più rispetto a ieri

Da: Organizzatori

Sono 20.752 i casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 312 in più rispetto a ieri. E hanno raggiunto quota 101.896 i test effettuati, quasi 3.000 (esattamente 2.849) in più rispetto a ieri. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Complessivamente, 9.016 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (70 in più rispetto a ieri). 328 i pazienti in terapia intensiva: 3 in meno di ieri. E diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid (-17).

Purtroppo, si registrano 90 nuovi decessi: 50 uomini e 40 donne.

Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 4.269 (+ 262), delle quali 2.028 riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 2.241 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi (arrivati complessivamente in Emilia-Romagna a 2.705), per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 9 residenti nella provincia di Piacenza, 20 in quella di Parma, 9 in quella di Reggio Emilia, 10 in quella di Modena, 17 in quella di Bologna, (di cui1 nell’imolese), 7 in quella di Ferrara, 2 in provincia di Ravenna, 9 nella provincia di Forlì-Cesena (8 nel forlivese e 1nel cesenate), 4 in quella di Rimini; 3 persone decedute, infine, erano residenti fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 3.167 a Piacenza (29 in più rispetto a ieri), 2.582 a Parma (9 in più), 3.947 a Reggio Emilia (59 in più), 3.180 a Modena (48 in più), 2.975 a Bologna (28 in più), 345 a Imola (nessun caso positivo in più rispetto a ieri), 635 a Ferrara (17 in più). In Romagna sono complessivamente 3.921 (122 in più), di cui 880 a Ravenna (53 in più), 724 a Forlì (33 in più), 577 a Cesena (23 in più), 1.740 a Rimini (13 in più).

La rete ospedaliera: 5.021 i posti letto aggiuntivi destinati ai pazienti Covid-19

Da Piacenza a Rimini, il lavoro della rete ospedaliera per il piano di rafforzamento messo a punto dalla Regione ha portato complessivamente, a oggi, a 5.021 posti letto aggiuntivi destinati ai pazienti Covid 19: 4.448 ordinari (6 in meno di ieri, perché riconvertiti ad attività no Covid) e 573 di terapia intensiva. Nel dettaglio: 613 posti letto a Piacenza (di cui 46 per terapia intensiva), 1.015 Parma (69 quelli di terapia intensiva), 667 a Reggio Emilia (64 terapia intensiva), 536 a Modena (86 terapia intensiva), 1.149 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (163 terapia intensiva, di cui 16 a Imola), 288 Ferrara (38 terapia intensiva), 753 in Romagna, di cui 107 per terapia intensiva(nel dettaglio: 193 Rimini, di cui 39 per terapia intensiva; 41 Riccione; 131 Ravenna, di cui 14 per terapia intensiva, a cui si aggiungono ulteriori 8 posti messi a disposizione da Villa Maria Cecilia di Cotignola per la terapia intensiva; 24 a Faenza, al San Pier Damiano Hospital; 99 Lugo, di cui 10 per terapia intensiva; 89 Forlì, di cui 10 per terapia intensiva, a cui si aggiungono 40 letti ordinari nella struttura privata Villa Serena; 128 a Cesena, di cui 26 per terapia intensiva).

Attività dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile

Dispositivi di protezione individuale e materiale medico

Dal Dipartimento nazionale sono pervenuti oggi all’Agenzia 410.000 mascherine chirurgiche, 80.000 mascherine ffp2, 100 occhiali protettivi, 120 camici chirurgici, 300 tute e 200 visiere di protezione.

Sul sito del Dipartimento e su quello del Ministero della Salute, sono aggiornati i dati complessivi dei Dispositivi di protezione individuale e delle apparecchiature elettromedicali distribuiti dalla Protezione Civile a Regioni e Province autonome, attraverso il sistema informatico ADA (Analisi Distribuzione Aiuti).

Solo ieri, 558 volontari di Protezione civile impegnati nell’emergenza

Nella giornata di ieri, lunedì dell’Angelo, sono stati 558 i volontari di Protezione civile dell’Emilia-Romagna impegnati nell’emergenza. Dall’inizio, si sono superate le 21.000 giornate complessive (21.056). Tra le attività più rilevanti che si stanno svolgendo: supporto ai Comuni per l’assistenza alla popolazione (comprese le funzioni di segreteria e logistica presso i Coc), con l’apporto degli scout Agesci in diverse province: circa 480; supporto alle Ausl nel trasporto degenti con ambulanze, trasporto campioni sanitari e consegna farmaci (Cri e Anpas): 112; disinfezione e sanificazione dei mezzi di soccorso: 12 a Parma

Punti triage

Sono 33 i punti-triage attivi in Emilia-Romagna (10 davanti alle carceri, 23 per ospedali e cliniche): 3 in provincia di Piacenza (Piacenza città, Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni); 3 in provincia di Parma (Parma città, Vaio di Fidenza e Borgotaro); 3 in provincia di Reggio Emilia (Reggio Emilia città, Montecchio e Guastalla); 5 in provincia di Modena (Sassuolo, Vignola, Mirandola, Pavullo e Modena città); 3 nella città metropolitana di Bologna (davanti al Sant’Orsola e al Maggiore, e a Imola); 2 in provincia di Ferrara (Argenta e Cento); 1 in provincia di Forlì Cesena (Meldola); 1 in provincia di Ravenna (Ravenna città); 1 in provincia di Rimini (Rimini città); 1 nella Repubblica di San Marino.

Donazioni

Prosegue la campagna di raccolta fondi voluta dalla Regione a sostegno del sistema sanitario per la gestione e il superamento dell’emergenza sanitaria. Chi vuole fare una donazione, deve effettuare il versamento sul seguente Iban: IT69G0200802435000104428964. Intestatario: Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione dell’Emilia-Romagna. Causale – Insieme si può Emilia Romagna contro il Coronavirus /EC

Buoni spesa distribuiti anche nel giorno di pasqua – attività polizia locale

Da: Organizzatori

I volontari della Protezione Civile Trepponti e del gruppo scout di Porto Garibaldi hanno festeggiato la Pasqua andando di porta in porta a distribuire mascherine e buoni spesa – covid.

L’attività di una manipolo volontari, circa una ventina, è continuata anche il lunedì di pasquetta per non interrompere il servizio alla comunità e dare seguito all’intervento di sostegno alle famiglie.

Anche oggi continua la distribuzione di mascherine alla popolazione over 65 e alle fasce deboli, casa per casa. Fino ad oggi i volontari ne hanno consegnate oltre 7.000, recapitandole nella buchetta della posta degli aventi diritto, seguendo le liste anagrafiche fornite dai servizi comunali.

Il vice sindaco Denis Fantinuoli esprime gratitudine per l’impegno dei volontari “Queste festività pasquali ci hanno dato, ancora una volta, il segno della disponibilità dei volontari in questo momento emergenziale sia della Protezione civile Trepponti che i giovani del gruppo scout. Nulla è scontato. L’Amministrazione comunale ringrazia queste donne e questi uomini che hanno garantito continuità al servizio, donando il loro tempo alla comunità, anche durante le giornate di festa. Lo stesso impegno che le forze della Polizia Locale e le Forze dell’Ordine hanno garantito con un rinnovato slancio in questo fine settimana particolarmente esposto alle fughe verso le località turistiche”.

Procede speditamente anche la consegna dei buoni spesa – covid: ieri distribuiti nelle frazioni di San Giuseppe, Vaccolino e Volania.

Ad oggi sono state presentate 655 domande di buoni spesa – covid (623 on line e 32 a telefono): valutate oltre 325 richieste (32 telefoniche) da parte dell’ufficio servizi sociali e attivata la consegna per 331 nuclei familiari, per un totale di 3.472 buoni spesa- covid assegnati.

In occasione del ponte delle festività pasquali la Polizia Locale ha garantito il controlli del territorio con la presenza di 3 pattuglie al mattino e altrettante al pomeriggio, specificamente predisposte per verificare il rispetto delle misure restrittive imposte dal Governo e dalla Regione, per contrastare la diffusione epidemiologica del Coronavirus.

I controlli si sono concentrati sullo spostamento delle persone e sul rispetto della chiusura degli esercizi commerciali.

Complessivamente sono stati controllate 206 persone, 98 veicoli, 171 esercizi commerciali, 12 sono state le persone sanzionate per inosservanza del divieto di spostamento a piedi o in macchina ed un titolare di un esercizio commerciale è stato sanzionato per non aver rispettato le prescrizioni sulla vendita dei generi che non rientravano tra le categorie autorizzate.

Coronavirus, il turismo emiliano-romagnolo non si arrende

Da: Organizzatori

Dalla Regione 2 milioni per sanificare le strutture ricettive, un piano di comunicazione, ma anche il rilancio degli investimenti. L’appello alle banche per dare da subito alle imprese la liquidità di cui hanno bisogno. Buoni vacanza, ammortizzatori, sospensione delle scadenze fiscali e tributarie, credito d’imposta grazie al Piano nazionale. Secondo l’Osservatorio di Unioncamere, per il turismo emiliano-romagnolo un danno economico compreso tra 1.180 e 1.800 milioni di euro e una perdita di presenze stimata tra 19,2 e 28 milioni

E’ sicuramente uno dei settori più colpiti dall’emergenza Coronavirus. Ma il turismo emiliano-romagnolo non si arrende e rilancia. Innovazione, sicurezza sanitaria, salubrità e sostenibilità ambientale le parole chiave. Insieme a uno sforzo collettivo per affrontare la crisi che veda Istituzioni, imprese, sistema del credito impegnati verso il medesimo obiettivo.

L’invito a guardare con fiducia al futuro, nonostante la pesante e inedita congiuntura, arriva dallo stesso assessore regionale al Turismo Andrea Corsini dalla sua pagina Facebook: “Tutti dicono che nulla sarà come prima, probabilmente è vero, ma non è detto che sarà peggio di come eravamo. Il mercato farà selezione, la domanda turistica cambierà, il moderno viaggiatore avrà nuove esigenze e valuterà le offerte sulla base di nuovi criteri: qualità e sostenibilità ambientale, affidabilità delle strutture in termini di salubrità, sicurezza sanitaria, dimensione degli spazi, servizi. Questo è il momento di far scattare una grande reazione, che può portare il turismo verso nuovi e più ambiziosi traguardi. Certo, dirlo ora potrà sembrare surreale, ma non lo è. È in situazioni come questa, dove tutto sembra perduto, che troveremo la spinta, le idee, il coraggio, la creatività per uscire da questo momento più forti e all’altezza delle sfide che ci attendono”

Secondo i dati di uno studio commissionato dalla Regione all’Osservatorio turistico di Unioncamere, l’impatto di Covid-19 sull’industria turistica emiliano-romagnola nel periodo marzo-agosto può essere calcolato in una perdita di 19,2 milioni di presenze (-42%) e in una riduzione del giro d’affari di 1.180 milioni di euro nella migliore delle ipotesi. Numeri che potrebbero salire a 28 milioni di presenze in meno (-62%) e una perdita di 1.800 milioni di euro in quello peggiore.

Nel settore della ricettività, il danno è stimato in una riduzione dei ricavi per le aziende alberghiere del 55%, pari a 1 miliardo di euro di minori entrate, e del 42% per la ristorazione, equivalente a 3,8 miliardi. Se poi si considera il Valore aggiunto, quindi la ricchezza prodotta in termini di Pil il calo oscilla fra il -12,43% e il -18,45% per il ricettivo e il – 12% e il -15,5% per la ristorazione.

“Un quadro impietoso – sottolinea Corsini – di fronte al quale sarebbe facile farsi prendere dallo sconforto, ma noi non lo stiamo facendo e non lo faremo. Certo, la ripresa sarà faticosa, ma ancora una volta dimostreremo insieme di che pasta siamo fatti, Istituzioni e imprenditori che hanno ereditato dai nonni e dai padri pionieri del turismo, la straordinaria capacità di costruire un sistema turistico invidiato da tutto il mondo, fatto di accoglienza, ospitalità, qualità dei servizi e soprattutto tanta, tanta capacità di innovazione”.

Dallo steward di spiaggia, ai pasti sotto l’ombrellone. Allo studio nuovi servizi insieme agli operatori del settore

Servizi innovativi dunque, in grado di garantire salubrità, sicurezza sanitaria, sostenibilità ambientale. Questa per Corsini la ricetta per fronteggiare la difficile congiuntura. Alcuni esempi? L’introduzione di figure come lo steward di spiaggia, non un poliziotto che sanziona, ma una figura rassicurante con il compito di controllare il rispetto delle regole e dare consigli ai clienti. Oppure il servizio di pasti direttamente sotto l’ombrellone e magari nella stanza o nel balcone dell’Hotel.

Temi su cui è in corso – spiega l’assessore regionale – il confronto con gli operatori del settore. E su cui la stessa Regione è impegnata in questa fase in cui il contrasto all’emergenza sanitaria si sta affiancando al lavoro per programmare la riapertura di alcune filiere produttive.

Tra i provvedimenti già adottati quello che stanzia 2 milioni di euro per sanificare e dotare alberghi e campeggi di moderni ed efficienti sistemi di igienizzazione e un forte piano di comunicazione, che verrà lanciato non appena ce ne saranno le condizioni, in particolare si saprà quando le persone potranno muoversi. Ma non solo. “Rilanceremo gli investimenti pubblici e la riqualificazione delle strutture private per dotarle del sostegno necessario ad affrontare la nuova fase del mercato” – sottolinea Corsini.

Tra le misure a sostegno del settore anche quelle definite grazie al “lavoro di queste settimane fatto dalla nostra Regione insieme alle altre, dalle Associazioni di categoria, e grazie all’attenzione e alla sensibilità del Ministro Franceschini”. Dall’introduzione dei buoni vacanza validi per un anno per il sostegno alla domanda interna e alle imprese del ricettivo, agli ammortizzatori sociali per i lavoratori stagionali, all’ulteriore liquidità alle aziende, alla sospensione di tutte le scadenze fiscali e tributarie per un congruo periodo. E ancora: credito d’imposta per chi ha affitti d’azienda, sostegno agli investimenti e all’innovazione di prodotto, un grande piano di marketing e comunicazione internazionale. E quanto prima la possibilità per gli imprenditori di avviare i cantieri e realizzare i lavori necessari per la riapertura. “Insomma – chiosa Corsini – un vero e proprio Piano nazionale con l’istituzione di un Tavolo di crisi del settore”.

Uno scatto e un salto di qualità. Insieme Istituzioni, imprese, sistema del credito

Nell’immediato però occorre affrontare alcune questioni urgenti. Prima tra tutte quella della liquidità di cui le imprese hanno bisogno subito. “Se non ora quando”, sottolinea Corsini, ricordando i 200 miliardi di euro di garanzie messi a disposizione dal Governo e il prossimo varo del Decreto Aprile. Da qui l’appello alle banche del territorio emiliano-romagnolo affinché venga consentito alle imprese di ottenere la liquidità necessaria per sopravvivere, senza aggravi burocratici. “È il momento – sottolinea – di dimostrare con fatti concreti che il turismo è considerato per quello che vale. Un asset economico strategico e imprescindibile per un Paese come l’Italia e ora più che mai motore della rinascita economica”.

Un impegno a 360 gradi dunque, uno scatto e un salto di qualità che chiami tutti a fare la propria parte: Istituzioni locali, regionali e nazionali, sistema del credito e imprese. Con la convinzione che in Emilia-Romagna – conclude l’assessore Corsini – “si tornerà nelle spiagge, torneremo a fare grandi eventi, sportivi, musicali e culturali, torneremo a riempire le città d’arte, i Borghi e i Castelli torneranno a risplendere, il nostro Appennino e i nostri centri termali offriranno più di prima una vacanza all’insegna del benessere. La nostra Motor e Food Valley saranno i prodotti internazionali che più di altri segneranno il grande rilancio sui mercati europei e mondiali dell’Emilia-Romagna”./PF

Coronavirus e studio. Il futuro non si ferma, orientamento universitario online per tutti gli studenti delle scuole superiori dell’Emilia-Romagna

Da: Organizzatori

Servizi di orientamento anche a distanza, attraverso siti, piattaforme e modalità adatte a far conoscere e comprendere il sistema universitario agli alunni delle ultime classi delle scuole superiori.

Il Coronavirus non ha fermato gli Atenei dell’Emilia-Romagna, che si sono organizzati per offrire questo importante servizio agli studenti e la Regione, per facilitare l’accesso ai siti di orientamento delle singole Università, ha predisposto un sito di coordinamento sui portali Formazione Lavoro e ScuolaEr, dove si possono agevolmente trovare tutte le Università che operano con orientamento online.

Con la forzata sospensione della didattica, degli esami e di tutto ciò che veniva prima erogato in presenza, le modalità di apprendimento e-learning e degli esami online continuano a rappresentare un’opportunità per mantenere la continuità ed evitare di bloccare non solo l’apprendimento, ma in generale la vita degli studenti.

“Dobbiamo proseguire nel percorso di innovazione digitale della nostra Regione e delle strutture pubbliche, perché davvero sia garantito a tutti il diritto all’accesso- spiega l’assessore regionale a Scuola, Università e Agenda digitale, Paola Salomoni-. In questa enorme crisi che stiamo vivendo, umana ed economica, dobbiamo cogliere le opportunità, ed una di queste è il digitale. Desidero ringraziare i nostri Rettori e il personale informatico degli atenei – aggiunge l’assessore- che in poco tempo sono riusciti a ideare una modalità di orientamento online per i nostri ragazzi, che mai come oggi devono essere messi in grado di fare le scelte più adatte per guardare al proprio futuro”.

“Il tempo del distanziamento non impedisce di vivere pienamente, seppure diversamente da come eravamo abituati- osserva il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna, Stefano Versari-. E’ dunque il momento, per gli studenti giunti alla conclusione del percorso scolastico, di decidere per il loro prossimo futuro. Università? Istruzione tecnica superiore? Lavoro? Sono molti gli strumenti “guida” nella scelta. Il primo strumento è “ri-pensare” cosa la scuola ha fatto scoprire di se. Ma non basta- prosegue-. Una scelta ponderata chiede anche di conoscere e ‘saggiare’ le diverse strade possibili. Utilissimo per questo il materiale reso disponibile dalle Università dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Assessorato regionale. E’ una risposta concreta alle molte richieste pervenute da studenti del V° anno di scuola superiore e dalle loro rappresentanze studentesche”.

L’orientamento post diploma anche su InteERvallo 182

Anche IntERvallo 182, lo spazio di approfondimento promosso dalla Regione Emilia-Romagna e realizzato dall’assessorato alla Scuola assieme a Radio Immaginaria, in onda dal lunedì al venerdì alle ore 15 su Lepida Tv, dal 20 aprile dedicherà all’orientamento post-diploma una rubrica quotidiana, “Il futuro non si ferma” . Uno spazio per raccontare ai ragazzi, con interviste ed alcuni video, le attività messe in campo dagli Atenei per orientare alla scelta e dare loro tutte le informazioni che servono sull’offerta formativa regionale. IntERvallo si può seguire, oltre che su Lepida Tv al canale 118 del Digitale terrestre, anche in streaming web sul canale You Tube di Lepida e sul sito regionale ER Scuola. /BM

“Ritratto di Ferrara ebraica”
Su Rai Play un documentario da non perdere

“Una comunità dal passato glorioso, un museo, il Museo dell’ebraismo italiano e della Shoah, che rilancia il valore della cultura ebraica in Italia, una narrazione commossa, perché la Giornata della Memoria sia occasione di ricordo della vitalità culturale e umana di una minoranza importante per il nostro Paese”.
Un documentario di grande interesse, non solo per chi vive a Ferrara o ama la città estense, ma per chiunque sia interessato a conoscere la lunga storia e le vicende drammatiche che coinvolsero una piccola e gloriosa comunità ebraica. Il documentario, della durata di 56 minuti, si intitola Ritratto di Ferrara ebraica.
Potete in qualsiasi momento guardare Il documentario, andando su RAI PIay a questo indirizzo  [Vedi qui] 

Coronavirus: Emilia Romagna, Unione Buddhista Italiana sostiene 4 enti non profit

Da: Unione Buddhista Italiana

L’Unione Buddhista Italiana ha stanziato un fondo speciale di 1.5 milioni di euro destinato alle organizzazioni non profit impegnate nel contrasto alla diffusione del Covid-19. Tra le novanta realtà che hanno avuto accesso al fondo, sono quattro quelle con sede nella Regione Emilia Romagna: l’Associazione Ratnasambhava Aps e la Fondazione ANT di Bologna, l’Associazione Diabete Romagna di Forli e la Pubblica Assistenza Seirs Croce Gialla di Parma.
Dopo gli 1.5 milioni già donati alla Protezione civile italiana, questa iniziativa dell’Ubi è rivolta a tutti quegli enti del Terzo Settore che stanno svolgendo un ruolo essenziale in questa fase di emergenza, ma che soprattutto avranno un ruolo ancor più determinante durante la fase post emergenziale per la cura dei soggetti più fragili. Un modo per restituire alla popolazione italiana la fiducia dimostrata con l’8×1000, in un momento in cui bisogna mettere in campo tutte le energie possibili e le risorse a disposizione, dando prova di un grande spirito di solidarietà e coesione.

Al via il progetto “Il negozio vicino“ per sentirsi meno distanti – Ascom e Giovani Imprenditori di Confcommercio

Da: Ufficio Stampa Ascom Ferrara

L’iniziativa lanciata dai Giovani Imprenditori di Confcommercio di Ferrara – che riprende il progetto nazionale dei Giovani Imprenditori – è mirato ad aiutare cittadini e consumatori a trovare i negozi di vicinato che portano non solo spesa alimentare ma anche tutti gli altri prodotti a domicilio. Si tratta di una piattaforma web gratuita ( www.ilnegoziovicino.it) che potrebbe dare ulteriore visibilità agli esercizi commerciali della nostra provincia che stanno vivendo una fase di particolare difficoltà legata all’emergenza. La piattaforma dà la possibilità al consumatore di ordinare telefonicamente e di ricevere direttamente i prodotti a casa.
Ed a questo proposito interviene Simona Salustro presidente provinciale dei Giovani Imprenditori di Confcommercio Ferrara: ”Siamo orgogliosi di questa progetto che condividiamo con i Giovani imprenditori nazionali che in questa crisi hanno messo a disposizione di tutte le imprese del territorio competenze, per offrire uno strumento semplice e digitale.”
I negozi di vicinato, in questo momento stanno valorizzano il loro ruolo economico e sociale, cercando di aiutare anche chi è più fragile grazie alla presenza capillare nel capoluogo e su tutti i comuni della Provincia.
Per iscriversi o per ordinare basta un click www.ilnegoziovicino.it.

Lega E-R: “Emergenza, polizia locale abbandonata in prima linea: servono tamponi e mascherine”

Da: Ufficio Stampa Lega Emilia-Romagna

Dotare gli agenti della Polizia locale dei dispositivi di protezione individuale necessari, sottoporre tutti gli agenti agli accertamenti per riscontrare la positività o meno al Covid-19 e rivedere il protocollo sanitario sulla quarantena, adeguandolo a quanto previsto per gli agenti delle altre forze dell’ordine. Lo chiede un’interrogazione della Lega in Regione (primo firmatario il capogruppo Matteo Rancan), che vuole portare l’attenzione sugli agenti della Polizia locale che, in questo periodo di crisi emergenziale, si trovano in prima linea per controllare che tutti i cittadini rispettino restrizioni anti-contagio.

“La divisa non è un’armatura e gli agenti, impegnati a salvaguardare l’ordine e la sicurezza pubblica a stretto contatto con i cittadini, rischiano di contrarre il Covid, ma anche diventare untori inconsapevoli del virus”, spiegano i consiglieri del Carroccio. Il corpo di Polizia Locale, infatti, segnalerebbe un numero crescente di agenti contagiati, alcuni in gravi condizioni, e una carenza di mascherine protettive.

“A eccezione degli agenti di Ferrara che sono stati sottoposti ad accertamenti, gli operatori delle altre province non hanno avuto la stessa possibilità”, si legge nell’atto ispettivo. “A Piacenza l’Ausl ha autorizzato chi ha lavorato fianco a fianco in pattuglia con colleghi che si sono rivelati positivi al Covid a continuare a lavorare, con alta possibilità di aver contratto il virus sul luogo di lavoro e di trasmetterlo ad altri colleghi e cittadini”. Secondo i consiglieri della Lega è necessario intervenire con un protocollo uniforme per evitare che i comandi di polizia locale diventino veri focolai di contagio: “Gli agenti e le loro famiglie si sentono abbandonati a loro stessi. Servono dispositivi e mascherine, accertamenti a tappeto e protocolli uniformi sulla quarantena, perché la salute è un diritto di tutti e deve essere preservato in ogni modo” scrivono nell’atto ispettivo Matteo Rancan, Valentina Stragliati, Maura Catellani, Daniele Marchetti, Simone Pelloni, Matteo Montevecchi, Fabio Bergamini, Fabio Rainieri, Andrea Liverani, Emiliano Occhi, Michele Facci, Massimiliano Pompignoli, Stefano Bargi e Gabriele Delmonte.

COMACCHIO – C.S. iscrizioni on line per i nidi d’infanzia comunali

Da: Organizzatori

A partire da mercoledì 15 aprile 2020 sono aperte le iscrizioni on line ai nidi comunali di infanzia “Il Giglio” (fascia di età 6/36 mesi)  e “La Gabbianella” (fascia di età 1/3 anni) per l’anno scolastico 2020/2021 .

Le domande devono essere presentate entro il 15 maggio 2020 esclusivamente con modalità on-line. Considerato il periodo particolarmente complesso che stiamo vivendo e l’impossibilità di aprire regolarmente gli Uffici al pubblico, il Comune di Comacchio ha deciso di trasferire completamente on-line tutta la procedura di iscrizione ai nidi d’infanzia. Attraverso un sito internet semplice ed intuitivo, le famiglie possono presentare le domande, in piena sicurezza, direttamente da casa sul sito del Comune di Comacchio www.comune.comacchio.fe.it dove è stata predisposta un’apposita sezione di accesso ( seguendo i collegamenti indicati in homepage o nella sezione “Nidi d’infanzia”)

È necessario possedere un indirizzo di posta elettronica (email)

Sulla pagina web dedicata sono presenti tutte le istruzioni per la compilazione.

L’unico documento richiesto nel corso della compilazione è quello d’identità del genitore che compila la domanda (o di chi esercita la responsabilità genitoriale), scansionandolo o fotografandolo col proprio smartphone.

Al termine della registrazione verrà rilasciato il numero di protocollo necessario per consultare le graduatorie definitive. La domanda, una volta inoltrata non può essere modificata. In caso variazioni o integrazioni è possibile contattare l’ufficio Politiche Educative attraverso il sito nell’apposita sezione ” Aiuto” oppure via e-mail.

I genitori che hanno già presentato la domanda cartacea non dovranno ripetere l’iscrizione, che sarà automaticamente registrata nel sistema.

Per qualsiasi informazione o chiarimento è sempre disponibile l’Ufficio Politiche Educative del Comune di Comacchio al numero 0533 318783  oppure via email a:

giorgia.mezzogori@comune.comacchio.fe.it  o marco.frati@comune.comacchio.fe.it

Officina ferrarese dona 500 mascherine ad ASP

Da: Ufficio Stampa Officina Ferrarese

Non solo motorismo storico. L’impegno di un club come Officina Ferrarese si declina anche dal punto di vista sociale, nel solco di valori in cui il presidente Riccardo Zavatti per primo ha sempre creduto fortemente. Per questo, in tempi di pandemia da Coronavirus, il club di motorismo storico ha deciso di donare questa mattina (martedì 14 aprile) cinquecento mascherine protettive all’Asp Centro servizi alla persona della nostra città. «Si tratta – spiega il presidente Zavatti – di un gesto concreto di sostegno alla nostra comunità cittadina. Asp rappresenta per Ferrara una vera e propria eccellenza e, in piena crisi sanitaria, il gesto più utile e concreto per dimostrare la vicinanza del club agli operatori, ci è sembrato la donazione di questi dispositivi di sicurezza certificati». D’altro canto «le case di riposo – prosegue – sono l’anello debole della catena sanitaria e, mai come ora, è opportuno adoperarsi per il prossimo cercando di aiutare chi è più bisognoso». Zavatti tiene a rimarcare che «nei momenti del bisogno, specie quando si tratta di contingenze che colpiscono tutta la collettività, Officina Ferrarese, sarà sempre in prima linea». A ricevere le mascherine, ieri mattina nella sede di Asp, oltre al neo amministratore unico del centro servizi alla persona Mario Angiolillo anche l’assessore alle Politiche Sociali, Cristina Coletti e l’assessore al Bilancio Matteo Fornasini.

Coronavirus: Coldiretti, 10mila boscaioli tornano al lavoro

Da: Ufficio Stampa

Sono oltre diecimila i boscaioli che tornano al lavoro con la ripartenza delle attività forestali e della prima lavorazione del legno in tutta Italia ma è di nuovo operativa anche la filiera della cura e manutenzione del verde nelle città per scongiurare i gravi pericoli determinati dalla caduta di alberi e rami favorita dall’incuria e dal moltiplicarsi di eventi climatici estremi. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti nel commentare gli effetti del Decreto del presidente del Consiglio sulle riaperture di alcune attività a partire dal 14 aprile. La ripartenza della silvicoltura era fra le richieste avanzate da Coldiretti Emilia Romagna nel corso dell’ultima consulta agricola regionale della settimana scorsa.

Il lavoro di pulizia nei boschi – sottolinea Coldiretti – è determinante per l’ambiente e la sicurezza della popolazione in un Paese come l’Italia dove più di 1/3 della superficie nazionale è coperta da boschi per un totale di 10,9 milioni di ettari. Un patrimonio che va salvaguardato in un 2020 segnato fino ad ora da caldo e siccità che hanno creato condizioni ambientali particolarmente favorevoli allo scoppio degli incendi e alla diffusione degli insetti. La corretta manutenzione delle foreste – precisa Coldiretti – aiuta infatti a tenere pulito il bosco e ad evitare il rapido propagarsi delle fiamme.

Senza dimenticare – continua Coldiretti – la necessità di rimuovere nelle zone colpite le piante abbattute dalla tempesta Vaia per il rischio concreto che vengano attaccate dai parassiti con effetti ancora più drammatici per il bosco.

L’inserimento delle attività di selvicoltura tra quelle riaperte è dunque rilevante – sottolinea Coldiretti – per consentire alle imprese del settore di tornare al lavoro e concludere le operazioni programmate a partire dalla raccolta della legna e dalla prima lavorazione del legno in un paese come l’Italia che è il maggior importatore mondiale di legna da ardere.

Con l’arrivo della bella stagione e il diffondersi di pollini è importante anche il via libera ai lavori di manutenzione del verde nelle città per cercare di prevenire il dilagare di allergie con l’entrata nel vivo delle fioriture. Una necessità – continua Coldiretti – anche per intervenire nelle città nei confronti di alberi pericolanti e siepi sporgenti sulle sedi stradali con le opportune operazioni di taglio e cura del verde pubblico che ora è importante recepire anche nelle regioni dove ci sono ordinanze più restrittive. Il verde urbano pubblico in Italia – conclude Coldiretti – è aumentato del 3,7% in un quinquennio ed ha raggiunto nei capoluoghi di provincia oltre 564 milioni di metri quadrati che corrispondono ad una disponibilità media di 31,1 metri quadri per abitante, secondo una analisi Coldiretti su dati Istat.

Fit4love – Maratona Benefica in streaming

Da: Feshion Eventi

Fit4Love è una maratona benefica dedicata al fitness, organizzata da FEshion Eventi e Area 55, con il prezioso aiuto di Fabrizio Pareschi, che si svolgerà il 16 Aprile 2020 in diretta streaming dalle 8.30 alle 21.00, coinvolgendo 11 palestre e associazioni del territorio ferrarese.
L’idea nasce nel culmine dell’emergenza sanitaria nazionale, con un duplice intento: concedere un momento di svago al pubblico in quarantena e raccogliere fondi per l’ Ospedale di Cona.
L’iscrizione infatti non ha un costo, ma viene richiesta un’offerta libera sul conto corrente ufficiale dell’Ospedale Sant’Anna di Cona che ha attivato una procedura “snella” per la gestione delle donazioni legate all’emergenza Coronavirus. Questo permette di rendere subito disponibili i contributi per poter acquistare il materiale necessario ad affrontare la crisi e retribuire il personale sanitario.
Nessuna azienda coinvolta nella manifestazione lo fa per scopo di lucro, ci muoviamo tutti nella stessa, solidale, direzione!

E’ possibile iscriversi compilando il form sul link:
www.feshioneventi.it/fit4love

Di seguito il programma:

8.30-9.30 – Risveglio muscolare – Up Studio

8.30-9.30 – Fitness mentale – Piscine Acquabeach Vigarano

9.30-10.30 – Pilates workout – New Freedom

9.30-10.30 – Yoga – Naturalis

10.30-11.30 – Allenamento funzionale – Centro nuoto Copparo

10.30-11.30 – Mamma fit – Benessere mamma

11.30-12.30 – Workout Tabata – Tabata

11.30-12.30 – Pound fit – New millenium

12.30-13.00 – Pausa

13.00-14.00 – Pilates – Fit up

13.00-14.00 – Allenamento funzionale – New millenium

14.00-15.00 –  Cardio tone + power stretch – Sport gym club

14.00-15.00 – Mobility flow – Cocoon

15.00-16.00 – Total body – Curves

15.00-16.00 – Fit pilates – New Freedom

16.00-17.00 – Pilates – Centro nuoto Copparo

16.00-17.00 – Zumba + Yoga – Sport Gym club

17.00-18.00 – Cross Cardio – Tabata

17.00-18.00 – Pilates in gravidanza – Benessere mamma

18.00-19.00 – Total body – Piscine Acquabeach Vigarano

18.00-19.00 – Strong – Cocoon

19.00-20.00 – Zumba – New Millenium

19.00-20.00 – Body Compact – Fit Up

20.00-21.00 – Pilates – Curves

20.00-21.00 – Cross training – Centro nuoto Copparo

Si ringraziano le palestre che hanno aderito al progetto:
New Millenium
Cocoon
New Freedom
Tabata
Acquabeach Vigarano
Centro Nuoto Copparo
Benessere Mamma asd
Sport Gym Club
Up Studio
Fit Up
Curves

LA POSTA IN GIOCO
Un Eurogruppo senza coraggio. Ma la partita è ancora aperta

Si è dunque arrivati ad un accordo nella riunione dei ministri delle finanze dell’Eurogruppo per definire le scelte economiche da mettere in campo nella crisi derivante dalla vicenda Coronavirus. Nella sostanza, si è stabilito che ci saranno circa 500 miliardi di € a disposizione tra interventi della BEI (Banca Europea degli Investimenti), programma SURE (una sorta di cassa integrazione europea) e MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), anche se questi ultimi pare saranno erogati senza condizioni solo per le spese sanitarie e connesse ad esse. Si potranno poi aggiungere circa altri 500 miliardi provenienti dal cosiddetto ‘Fondo per la Ripresa’, la cui definizione precisa e le modalità di finanziamento sono però slittate in avanti.
Si è parlato di queste decisioni come di un compromesso, dopo un duro scontro tra i diversi Paesi, realizzato ‘scambiando’ risorse significative stanziate – anche se insufficienti, vista la profondità della crisi che si annuncia- e il fatto che sparisce ogni riferimento rispetto alla condivisione dei debiti, i famosi Eurobonds o Coronabonds che dir si voglia. In realtà, a me non pare che le cose stiano in questi termini: in realtà, siamo di fronte ad un arretramento serio rispetto alla possibilità di affrontare positivamente la crisi economica e sociale che si prospetta, al prevalere di spinte nazionalistiche dei singoli Stati, che rafforza purtroppo la realtà di un’Europa incapace di una visione progettuale all’altezza delle vicende in corso, che, a sua volta, è destinata a favorire ulteriori derive nazionalistiche e populistiche.

La differenza sostanziale fra MES ed Eurobonds 

Avanzo questa valutazione cercando di analizzare un po’ meglio il merito e la natura della discussione che si è svolta, alzando un po’ lo sguardo al di là delle polemiche piccine della politica nostrana, alimentate in particolare da una destra che continua a saper fare solo propaganda. Il primo punto che va chiarito è la grande differenza tra utilizzare il MES  (Meccanismo Europeo di Stabilità) e gli altri strumenti varati nella riunione dell’Eurogruppo – sia pure in quelle parti senza “condizionalità”, gergo un po’ tecnico che significa già oggi impegnarsi per rimettere in atto in futuro politiche di austerità – e il ricorso agli Eurobonds, o Coronabonds, che dir si voglia.
Il dato di fondo è che, nel primo caso, ogni singolo Stato che accede a tali risorse risponde della propria situazione economica e debitoria, mentre con gli Eurobonds si realizza una condivisione del debito, cioè si emettono obbligazioni garantite dall’insieme degli Stati europei.
Questa è la differenza sostanziale tra questi due approcci, che non è semplicemente un fatto quantitativo, cioè relativo alla possibilità e al costo dell’ indebitamento, ma, almeno potenzialmente, comporta una modifica dei meccanismi del ricorso e del finanziamento del debito pubblico, quello che ha governato le scelte dell’Europa degli ultimi decenni e imposto le politiche di austerità.

L’importanza di chi possiede il Debito: ad esempio il Giappone

Infatti, quel che è successo, in termini generali, da diversi decenni in qua in Europa, è che si è definito che sono i cosiddetti mercati – che non sono un’entità astratta, ma che rispondono al capitale e alla finanza internazionale – a decidere se finanziare o meno il debito pubblico dei singoli Stati e, alla fine, stabilire se uno Stato è a rischio di insolvenza, di poter andare in default. Il meccanismo è semplice: i singoli Stati, nel momento in cui emettono titoli di debito, svolgono un’asta alla quale partecipano i vari soggetti economici e finanziari che intervengono per comprarli o meno, senza che ci sia un vincolo di intervento per l’acquisto da parte delle autorità monetarie, cioè delle Banche centrali o della BCE.
Questa è stata una scelta, più o meno consapevole, abbracciata dall’insieme degli Stati europei, che hanno sposato una linea di politica economica neoliberista – quella appunto che affida i poteri di fondo e la regolazione sociale al mercato e alla finanza – per cui, quando i problemi diventano stringenti, come nel caso della Grecia nel 2015, le alternative diventano solo due: il fallimento dello Stato con l’impoverimento che ne consegue o feroci politiche di austerità.
Non è sempre stato così e, neanche oggi, è così dappertutto, anche in Europa (ma vedremo dopo il caso Germania). Infatti, la questione del debito pubblico non è semplicemente, come troppo spesso ci hanno fatto credere, quella della sua quantità assoluta e del rapporto Debito/PIL. Conta, per certi versi ancor di più, quali sono i soggetti che possiedono il debito, quelli che, alla fine, decidono della sua sostenibilità. Prendiamo – anche se è un caso particolare e dunque va preso con le pinze – la situazione del Giappone: lì il debito inizia a lievitare nei primi anni ’90 quando, dopo lo scoppio dell’enorme bolla immobiliare, l’economia scivola in uno scenario di bassa crescita. In 20 anni il rapporto Debito/PIL esplode dal 60% al 250% del PIL alla fine del 2018 (altro che il 132% dell’Italia!). Eppure il Giappone non ha particolari problemi di stabilità finanziaria, né tanto meno è a rischio di default: il fatto è che il governo giapponese emette obbligazioni (Japanese Government Bonds – JGB) a tasso zero/negativo per rifinanziare il debito, e la Bank of Japan e gli investitori istituzionali le comprano a prescindere dal rendimento offerto. Il debito è detenuto all’88% nelle mani di istituzioni pubbliche o semi-pubbliche.

Il caso Italia e la strada maestra degli Eurobonds

La situazione è assai diversa per Italia e Spagna: in particolare, per il nostro Paese, dove, secondo un’elaborazione di Prometeia, la maggior parte dei titoli pubblici è detenuta dal mercato, pari al 60% del debito complessivo. Il che significa che siamo particolarmente esposti, appunto, agli ‘umori’ dei mercati, quelli che determinano il famoso spread (il differenziale tra i rendimenti di due titoli di stato, in genere fra l’Italia e la Germania.), che altro non sono che i movimenti del capitale finanziario rispetto ai rischi che presentano i singoli Stati sovrani secondo gli stessi mercati, visto che sono loro i valutatori e i decisori.
Ora, tornando agli Eurobonds (e alla differenza con gli altri strumenti individuati), incamminarsi sulla strada della loro emissione, significa proprio iniziare a mettere in discussione il potere dei mercati sul giudizio del debito, nel momento in cui si dovrebbero misurare con un rapporto Debito/PIL su scala europea,  che vale circa l’80% anziché il nostro 132%. Emettere Eurobonds avrebbe, così, effetti rilevanti, ad esempio di limitare le spinte speculative per lucrare sui differenti rendimenti dei titoli dei singoli Stati e, soprattutto, si aprirebbe la strada al loro acquisto diretto da parte della BCE – cosa che oggi essa, ahimè, non può fare – per arrivare successivamente a farla diventare a tutti gli effetti Banca Centrale pubblica.
Insomma, non c’è paragone tra le due opzioni in campo. Quella del MES, SURE e consimili, sono risorse quantitative alle quali eventualmente far ricorso; ciò avverrebbe in un quadro in cui quel che conta rimane il dato quantitativo e qualitativo dell’indebitamento di ogni singolo Stato, che continua a soggiacere al ‘giudizio dei mercati’. Con la conseguenza che, nelle dinamiche della crisi annunciata, nella quale non è difficile prevedere che il nostro debito pubblico superi il 150% del PIL, le distanze tra i singoli Stati aumenteranno, i più forti lo diventeranno ancor più e i più deboli pure. Percorrere questa strada significa che una politica comune europea diventerà ancor più di oggi una chimera.

La partita è ancora aperta

Giunti a questo punto, non possiamo far altro che rassegnarci a questi nefasti scenari? In realtà, la partita è ancora aperta: nonostante tutto, anche in Europa, dove i nodi ‘duri’ della crisi devono ancora venire al pettine. E non si tratta tanto di sperare in qualche ripensamento, a partire dalla vicenda degli Eurobonds, per la quale non si può certo essere ottimisti dopo le conclusioni dellEurogruppo, semplicemente perché non sono ancora del tutto definiti i meccanismi dell’ipotizzato futuro ‘Fondo per la Ripresa’ di marca francese. La possibilità di cambiar strada ci viene offerta dalla realtà dei fatti.  E la realtà è che le contraddizioni e i problemi sono destinati a crescere in futuro, e su questi si potrà lavorare con la mobilitazione e la costruzione di alleanze.
Diventa soprattutto necessario compiere passi importanti, a livello nazionale, per intervenire sui meccanismi che presiedono il nostro debito pubblico. Ci sono almeno due diverse strade da battere. La prima è comportarsi come la Germania che, a differenza della politiche praticate in Europa per cui, come abbiamo visto, lasciano che siano i mercati a decidere del debito dei singoli Stati, si comporta in altro modo (come, tocca dirlo, ha ricordato l’ex ministro Tremonti): in Germania solo una quota di titoli di debito pubblico viene messa all’asta e un’altra viene trattenuta dalla Banca centrale tedesca, la Bundesbank, che poi provvede a farla acquistare dalla BCE.
La seconda è quella suggerita da un nutrito gruppo di economisti della Luiss (che non appartengono alla schiera, se poi esiste, degli economisti ‘rivoluzionari’), i quali  hanno proposto di costruire un prestito obbligazionario ad hoc, rivolto ai risparmiatori italiani, che detengono risorse cospicue e non sono interessati a movimenti speculativi, per sostenere le spese derivanti dalla necessità di fronteggiare la crisi e i futuri investimenti.

Il bivio davanti a noi

Tutte e due ipotesi  possono iniziare a mettere in discussione il dogma neoliberista secondo il quale mercati a decidere e il potere pubblico viene messo di lato, quando in realtà esiste la possibilità di un governo politico del finanziamento del debito e di sottrarsi al ricatto dei mercati.
Poi (ma senza aspettare tanto) occorrerà iniziare a porsi il problema di chi ripagherà il debito e di come costruire una nuova fase di investimenti e interventi pubblici per prospettare un nuovo modello produttivo e sociale, in una logica di giustizia sociale e di nuove priorità e finalità cui indirizzare il sistema economico.

In copertina: elaborazione grafica di Carlo Tassi

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