2 Novembre 2018

CollettivO CineticO: il dialogo fra danza e realtà

Federica Pezzoli

Tempo di lettura: 8 minuti

Lo dice il loro stesso nome: CollettivO CineticO. Una tribù costantemente mobile, che si ridiscute continuamente, un’esplosione orizzontale di possibilità.
Ecco allora una nuova sfida per il gruppo guidato da Francesca Pennini, Angelo Pedroni e Carmine Parise: lasciarsi contaminare, infettarsi con i linguaggi e le poetiche di altri artisti. Tre dialoghi, uno all’anno a partire da questo 2018, per una fertilizzazione incrociata che non rinneghi le identità di origine, ma ampli le capacità e le possibilità creative ed estetiche. Il primo a essere scelto e ad aver accettato di mettersi alla prova con i corpi allo stesso tempo rigorosi e insubordinati, precisi e imprevedibili, eccentrici e spregiudicati del Collettivo è l’israeliano Sharon Fridman: “Quella di Sharon è stata una scelta mia – racconta Francesca Pennini – Prima di tutto volevo che fosse un autore diverso da noi, con un segno e una poetica diversi e che tecnicamente ci chiedesse di imparare cose nuove, che ci desse stimoli nuovi. Sharon ha parametri tecnici molto chiari e rigorosi: mentre Collettivo Cinetico prende dalla realtà e rielabora, Sharon insegna a chi ha davanti il suo codice e come affronta il movimento. Oppure ancora lui lavora moltissimo su una condizione di grande fragilità del corpo in scena, molto diversa rispetto al nostro lavoro, che ha sempre una dimensione quasi sportiva per trovare una fragilità diversa. Potremmo dire che è il modo opposto di guardare alla stessa cosa”. “L’ho conosciuto nel 2009, abbiamo fatto progetti internazionali insieme, e so che lavora con corpi anche non della sua compagnia – continua Pennini – Mi è sembrata la personalità adatta per iniziare questo percorso con il quale vogliamo diversificare molto: non è nemmeno detto che i prossimi due artisti siano ancora coreografi, anzi vorremmo trovare nomi legati ad arti limitrofe, come la prosa o le arti visive, sempre invitandoli a fare un lavoro sul corpo”. Anche Francesca è fra gli interpreti di questa nuova creazione: “È stato bellissimo ‘cedere lo scettro’, era da quando lavoravo con Sasha Waltz che non mi trovavo in questa condizione ed essere dall’altra parte è stato piacevolmente liberatorio e nutriente. Mi piace potermi mettere nel ruolo solo di interprete. E questa mobilità, secondo me, aiuta le dinamiche interne della compagnia”.

Dialogo Primo: Impatiens Noli Tangere
Dialogo Primo: Impatiens Noli Tangere
Dialogo Primo: Impatiens Noli Tangere
Dialogo Primo: Impatiens Noli Tangere
Dialogo Primo: Impatiens Noli Tangere

Foto di Marco Caselli Nirmal. Clicca sulle immagini per ingrandirle

Il risultato di questa prima contaminazione è ‘Dialogo primo: Impatiens noli tangere’, che ha debuttato a metà ottobre al Teatro la Cavallerizza di Reggio Emilia e del quale alcuni estratti sono stati portati in anteprima al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, mentre sabato 3 novembre sarà in scena qui a Ferrara, nel Teatro Comunale Claudio Abbado che è ormai dal 2007 la casa di questo gruppo di performers.
“Ho proposto io questo titolo a Sharon – spiega Francesca – Lui fa un lavoro principalmente basato sul contatto fisico e la corporeità, ma allo stesso tempo molto spirituale, in senso lato non strettamente religioso, e così mi è venuto in mente il titolo di un libro che avevo letto di Jean Luc Nancy ‘Noli me tangere’. Inoltre, il nome di una pianta che perde tutti i semi quando viene toccata: si chiama Impatiens noli tangere, fa parte di quella famiglia che in italiano è nota anche come ‘begliuomini selvatici’. Mi è sembrata perfetta per descrivere i corpi un po’ selvaggi di Collettivo Cinetico e un rapporto con il contatto preso da un punto di vista anomalo”.
Fridman è conosciuto per i suoi ‘paesaggi umani’ e la potenza espressiva della sua danza e ha trovato nell’esuberanza fisica e intellettuale dei danzatori del CollettivO un terreno fertile: duttile, ma nello stesso tempo capace di contaminarne la tecnica, suggerendo prospettive sempre nuove. In ‘Dialogo primo: Impatiens noli me tangere’ Fridman offre forme coreografiche che sono espressione di paesaggi emotivi e stati di coscienza con cui ogni individuo è chiamato a confrontarsi. Una traiettoria ciclica e un moto perpetuo, fra cadute e riprese; corpi alla costante ricerca di un equilibrio, per quanto precario, in un continuo fluire. A questo proposito Francesca ammette: “Dovremmo chiedere a Sharon. C’è sicuramente una volontà di ciclicità legata al ciclo vitale come paradigma di lettura dell’universo e quindi di perdita, recupero, abbandono. Qualcosa che è legato a una distruzione e ricostruzione costante: fa parte della sua visione poetica”.
Nella stessa serata le tavole del palcoscenico del Teatro Comunale diventeranno anche il ring di ‘How to destroy your dance’ di Francesca Pennini in e Angelo Pedroni: una sfida contro il tempo, un manuale per il boicottaggio di ogni decoro coreografico, un gioco al massacro dove i danzatori diventano wrestlers della relatività e la scena è messa a nudo nella distruzione di ogni artificio formale. Si ritrova quell’intreccio fra toni pulp e gusto ludico che è un po’ la cifra distintiva del Collettivo, che anche in questa piéce struttura un gioco a essere e a mettere alla prova le proprie capacità e resistenza.
Una volontà ironicamente dissacrante di portare alla luce e mettere a nudo i meccanismi di costruzione di uno spettacolo, come bambini che smontano un giocattolo, che permetterà anche agli spettatori, a partire dalle 19.30, di entrare nella sala teatrale assistendo a tutte le fasi di training e riscaldamento e preparazione dei danzatori.

How to destroy your dance ©Benedetta Stefani
How to destroy your dance ©Giulia Di Vitantonio
How to destroy your dance ©Giulia Di Vitantonio

Everything that will be is already there’ di Fridman al Meis e, ancora prima in giugno, ‘How to be exactly on time’ sul Listone sono solo gli ultimi due esempi. Alla tribù dei Cinetici piace portare il teatro – inteso come performance e come momento e spazio condiviso con il pubblico – fuori dal teatro: “Lo trovo molto stimolante dal punto vista creativo – afferma Francesca – per il pensiero che uno spazio richiede per ospitare un lavoro, per rivederlo e ripensarlo, se esiste già in un’altra forma. Anzi quel lavoro può dare nuove risposte perché lo si mette in una nuova condizione e se ne scoprono aspetti che non ci si aspettava. Se poi la performance viene creata ad hoc per uno spazio che non è quello del teatro, a maggior ragione richiede una complessità di ragionamento perché non si è di fronte alla neutralità di un palcoscenico dove si possono compiere molte scelte: questa interazione con la realtà di un luogo che è fatto anche di sue proprie regole e di suoi modi di essere vissuto e abitato, di elementi e simboli, è da una parte uno stimolo e una ricchezza, dall’altra un enigma da risolvere”. “Poi – continua Pennini – c’è un arricchimento anche dal lato performativo: è un’esperienza forte e diversa perché spesso gli spettatori sono più vicini, spesso non sai aspettarti come reagiranno, non sai se succederà quello che hai immaginato, proprio perché ci sono regole, o meglio perché non ce ne sono più, dato che vengono infrante. Quindi ci si trova a interagire con lo spettatore in un modo insolito”. Dal punto di vista dello spettatore, invece, “si aprono nuove dimensioni dello sguardo e del vissuto riguardo i luoghi che le persone sono abituate ad abitare e vivere in un certo modo e che, vivendoli con la performance, rimangono segnati dall’esperienza di ciò che visto e fatto. Uscire dal teatro è quindi lasciare anche segni di esperienze”.

©Camilla Caselli

Come compagnia in residenza stabile al teatro comunale Claudio Abbado di Ferrara, CollettivO CineticO porta avanti sul territorio un lavoro di formazione alla visione e di relazione con il pubblico, basti pensare alle esperienze del progetto ‘Age’ nel 2012 e 2014, fino al prossimo workshop di Francesca del 16 novembre: ‘The day before the day after tomorrow’, un training fisico e in pratiche teatrali e performative per stimolare la consapevolizzazione corporea e la percezione delle dinamiche di visione e azione in uno spazio scenico. La proposta della programmazione coreutica del teatro di tradizione estense è, è il caso di sottolinearlo, qualitativamente molto alta, da diversi anni e specie in questa stagione: Aterballetto è una presenza praticamente fissa in cartellone, come il Junior Balletto di Toscana di Cristina Bozzolini, per non parlare di Dada Masilo, Wayne McGregor, Amedeo Amodio, Angelin Preljocaj, Leonardo Cuello e i suoi tangueros, dei Trocadero, solo per citare alcuni nomi nazionali e internazionali dell’arte coreutica che hanno portato le loro creazioni al Teatro Claudio Abbado, spesso in date uniche in Italia. Quest’anno la stagione è iniziata con Saburo Teshigawara e la MM Contemporary Dance Company, e nel prosieguo arriveranno la Batsheva Dance Company, Mario Martone e la statunitense Parsons Dance Company. Ma allora perché si ha l’impressione che gli spettatori non rispondano a queste proposte? Davvero il pubblico pensa che la danza sia ancora solo una questione di cigni sulle punte o di candide ed eteree silfidi?
Francesca ammette subito che è “un argomento veramente complesso e con tanti versanti diversi. Penso comunque che ci siano responsabilità da condividere tra le istituzioni in generale, le organizzazioni dei teatri e gli artisti. Parto da me stessa, da chi sta sul palco: per un po’ di anni si è completamente ignorato il problema, se non addirittura creato danni, del tipo di rapporto con lo spettatore, che era diventato qualcosa di assolutamente non importante. Questo ha allontanato dalla danza e dal teatro contemporaneo di ricerca che non hanno una lettura così immediata”. “Dall’altro lato sicuramente il tipo di investimento che viene fatto per renderli accessibili e per supportarne l’attività, in altre parole il tipo di valore che viene dato loro, è molto basso. Ecco perché diventano elitari dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista della capacità di fruizione da parte del pubblico. Per quanto riguarda i finanziamenti, la situazione è veramente annichilita, perciò ci si confronta costantemente con compromessi e l’investimento sulla creazione di nuovo pubblico, quando già riuscire a fare il minimo per la programmazione è un’impresa, passa in fondo alla classifica delle priorità, perché è un lavoro a lungo termine che non dà subito i suoi frutti. Si crea così una sorta di circolo vizioso poco lungimirante perché supplire alle necessità di sopravvivenza del momento significa non investire sull’autonomia nel futuro. Purtroppo la differenza con paesi esteri, come il Nord Europa, è devastante – continua Francesca – conseguentemente, anche il tipo di risposta di presenze del pubblico: dipende dagli stimoli culturali trasversali più ampi che vengono dati. Non dovrebbero essere solo gli attori, gli appassionati e gli operatori del settore ad andare a teatro, dovrebbe essere un pubblico principalmente di spettatori reali. Io comunque non sono dell’opinione che Ferrara risponde male perché è Ferrara, mi sembra molto facile come affermazione e ciascuno critica la propria città: penso che a Ferrara ci siano tantissime risorse culturali, purtroppo non fruite come meriterebbero”.

E per mantenere fede al suo nome, il CollettivO CineticO ha già in cantiere (almeno) due nuove creazioni: ‘U’ di Margherita Elliot, che è parte della compagnia, creazione per numero limitato di spettatori in programma dal 16 al 18 novembre in un luogo ancora misterioso e poi “stiamo ragionando sul formato dell’opera lirica ma nello stile di CollettivO CineticO”. “Sta collaborando di nuovo con noi Francesco Antonioni, che ha già creato le musiche di Silphydarium; siamo ancora agli inizi e avrà una gestazione lunga, credo sarà pronta fra fine 2019 e 2020. Dovrebbe chiamarsi ‘Gli uomini chiari’”.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Federica Pezzoli

Federica Pezzoli

Ti potrebbe interessare:

  • Giallo, Canalnero e biancazzurro
    Intervista a Marco Belli

  • Diario in pubblico /
    In ospedale

  • Per certi versi/Come il Mar Rosso

  • Caso Soumahoro
    Un lavacro per la coscienza corrotta della società italiana

  • Presto di mattina /
    Avvento di tenerezza

  • Storie in pellicola / C’mon C’mon 

  • ACCORDI
    Non s’ammazza così neanche un cane

  • Parole a capo
    Stefano Agnelli: “Pianura” e altre poesie

  • Vite di carta /
    Cinque presidenti senza Stato (1985-2022)

  • Parole e figure / Il piccolo François Truffaut

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013