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Bologna Children’s Book Fair : 60 anni e non sentirli

Quest’anno la Bologna Children’s Book Fair (BCBF), la fiera del Libro per Ragazzi più importante del mondo, compie 60 anni. A Bologna dal 6 al 9 marzo. Naturalmente l’abbiamo visitata.

Tante sono le iniziative per piccini e grandi (soprattutto) dove immergersi. Con grande spensieratezza, nella bellezza dei colori e delle pagine illustrate più belle del mondo. Lasciando tutti i pensieri e le preoccupazioni fuori, almeno per qualche giorno.

Le attività sono tantissime, un poco ci si perde ma è quel perdersi gioioso in una dimensione di fantasia che fa bene all’anima, al cuore e alla mente.

Girando per i padiglioni festanti e colorati si incontrano tantissimi autori, giovani illustratori immersi nella creatività e in pennellate di acquerelli o tratti di pennarelli che disegnano sui muri tanta bellezza per tutti.

Gli espositori vengono da tutto il mondo, si parlano tante lingue: nelle hall affollate inglese, francese, tedesco, portoghese, spagnolo ma soprattutto arabo, la presenza degli Emirati Arabi Uniti quest’anno è importante.

Sono oltre 1400 gli espositori che prendono parte a questa edizione, provenienti da circa 90 paesi e regioni nel mondo, i più grandi nomi dell’illustrazione mondiale sono riuniti per questa occasione a Bologna: ci sono le eccellenze italiane con le figure dedicate a Italo Calvino, l’anniversario nell’anniversario, illustrazioni dedicate all’Ucraina.

Attesi in fiera, tra gli altri, Beatrice Alemagna, Rotraut Susanne Berner, Marc Boutavant, Rebecca Dautremer, Laura Carlin, Sarah Mazzetti, Fabian Negrin, Alessandro Sanna, Susanna Tamaro.

All’entrata ci accoglie il muro verde acqua con l’opera vincitrice del Premio Internazionale d’Illustrazione BCFB – Fundación SM, nel 2022: il messicano Andrés Lopez con un potente inno alla Natura, alla sua bellezza delicata e un invito a salvaguardarla, rivedendola e rileggendola, a proteggerla con tutte le proprie forze ed energie.

Tra le attese celebrazioni in programma la mostra Landscapes and Portraits of BCBF, festoso omaggio all’estetica della fiera con tante illustrazioni ispirate ai colori del logo e scelte fra le candidate a un contest rivolto a tutti i vincitori delle dieci passate edizioni della mostra illustratori.

Bellissimo il palcoscenico del progetto di live painting che invita tutti gli illustratori in visita a lasciare un ricordo di Bologna applicando la loro arte ai colori del logo BCFC.

La fiera rende omaggio a Italo Calvino con Eccellenze italiane. Figure per Italo Calvino che espone 120 illustrazioni ispirate alla produzione letteraria del grande autore tra opere già pubblicate e inedite, vincitrici di un concorso internazionale promosso dalla fiera.

E ancora, è la mostra che festeggia i primi 10 anni dell’ARS IN FABULA – Grant Award, con un focus sulla categoria opera prima, giunta alla 15ª edizione, quella della Mostra Illustratori (4345 gli illustratori candidati, nuovo record per la fiera, con 21725 tavole inviate e 79 set di illustrazioni selezionati), con le iniziative collegate e la riedizione del progetto sperimentale internazionale BEYOND SIGHT/OLTRE LA VISTA.

Bellissime le personali di Suzy Lee, vincitrice dell’edizione 2022 dell’ H.C. Andersen Award e autrice della cover dell’Illustrators Annual.

Tornano i grandi premi internazionali dedicati all’editoria per bambini e ragazzi: il BolognaRagazzi Award dedicato ai miglior libri illustrati pubblicati nel recente periodo a livello internazionale che quest’anno ha come categoria speciale la fotografia; il BolognaRagazzi CrossMedia Award, dedicato ai migliori progetti editoriali che hanno espanso il loro universo narrativo verso altri media; il BOP-Bologna Prize for the Best Children’s Publisher of the Year al miglior editore scelto per ciascuna delle sei aree del mondo; e ancora il Premio Strega Ragazze e Ragazzi che giunge all’ottava edizione e in fiera premia il libro vincitore della categoria di concorso “narrazione per immagini”, alla sua seconda edizione. Per i giovani illustratori l’ormai tradizionale Premio Internazionale di Illustrazione Bologna Children’s Book Fair – Fundación SM riservato agli Under 35 della Mostra Illustratori e l’ARS IN FABULA Grant Award per gli under 30. Ancora, il concorso di traduzione In Altre Parole e il Premio Poesio dedicato alla più originale tesi di laurea italiana in letteratura per l’infanzia. Grande attenzione all’annuncio dell’Astrid Lindgren Memorial Award e alla suite list di IBBY per il biennale Hans Christian Andersen Award che verrà assegnato nel 2024.

Vi sono poi molti incontri sui grandi temi del dibattito attuale e futuro del mondo dell’editoria globale: dalla censura nei libri per bambini con un focus sull’opportunità di aggiornare o meno le opere di autori del passato partendo dagli ultimi casi di attualità fino al nuovo ruolo dell’intelligenza artificiale, alla promozione della lettura in aree del mondo svantaggiate fino alle opportunità e difficoltà dell’editoria africana. Grande attenzione anche al nuovo volto dell’illustrazione Ucraina, strumento di divulgazione e di resistenza: in fiera Oleg Gryshxhenko e Anna Sarvira, artisti e cofondatori del Pictoric Illustrators club e, per la prima volta a Bologna, una grande area dedicata a PublishHer, il movimento fondato dall’editrice Bodour Al Qasimi per portare parità di genere nell’editoria mondiale. Spazio anche al crescente settore dei comics e uno sguardo interessante alla Storia dell’editoria per l’infanzia attraverso tanti dei suoi rappresentanti eccellenti, a partire da uno dei grandi protagonisti di questa edizione Italo Calvino.

Sono circa 150 gli appuntamenti tra masterclass, workshop e portfolio review curati da editori, art director, illustratori, agenti e professionisti del settore: torna anche quest’anno l’appuntamento più atteso dagli illustratori in fiera, The Illustrators Survival Corner, lo spazio professionale a cura di Mimaster Illustrazione.

C’è pure un nuovo spazio nella fiera: accanto all’International bookshop apre, per la prima volta, il Book Lovers’ Bistrot, area a cura della libreria Giannino Stoppani dedicata a presentazioni, conferenze e panel sia nazionali che internazionali.

La Fondazione del Monte accoglie Le cose preziose. L’ostinata ricerca di Beatrice Alemagna, l’importante personale dedicata all’illustratrice che nel 2022 ha ricevuto dalla fiera il Premio speciale The extraordinary award for an extraordinary artist.

Giorni intensi, ce n’è per tutti i gusti.

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Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Giornalista pubblicista dal 2016, ha conseguito il Master di Giornalismo presso l’Ecole Supérieure de Journalisme de Paris, frequentato il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di Cinema Immagina di Firenze, curato da Giovanni Bogani, e il corso di sceneggiatura cinematografica della Scuola Holden di Torino, curato da Sara Benedetti. Ha collaborato con le riviste “BioEcoGeo”, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, “Mosca Oggi” e con i siti eniday.com/eni.com; ha tradotto dal francese, per Curcio Editore, La “Bella e la Bestia”, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Appassionata di cinema e letteratura per l’infanzia, collabora anche con “Meer”. Ha fatto parte della giuria professionale e popolare di vari festival italiani di cortometraggi (Sedicicorto International Film Festival, Ferrara Film Corto Festival, Roma Film Corto Festival). Coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Belgio, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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