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ALLEVAMENTI INTENSIVI: RISCHI PER LA SALUTE E L’AMBIENTE
Incontro Pubblico 29 aprile, ore 18,00

ALLEVAMENTI INTENSIVI: RISCHI PER LA SALUTE E L’AMBIENTE

 Incontro pubblico a Ferrara

mercoledì 29 aprile 2026, ore 18 – 20.
Sala macchine, 
Factory Grisù, via Poledrelli 21.

 

Il Forum Ferrara Partecipata organizza questo incontro per affrontare il tema degli allevamenti intensivi, un sistema produttivo che solleva interrogativi sempre più urgenti sul piano etico, sanitario e ambientale. Sono invitati cittadini e amministratori locali. 

Intervengono:
Eva Rigonat,
veterinaria ISDE,
Simona Savini,
campaigner Greenpeace Italia,
Angela Soriani, veterinaria Forum Ferrara Partecipata,
Andrea Bregoli, agronomo Comitato Vivere Meglio

Introduce  Francesca Cigala Fulgosi  Forum Ferrara Partecipata

Il modello degli allevamenti intensivi rappresenta oggi uno dei nodi più critici nel rapporto tra esseri umani, animali e ambiente, come evidenziato anche a livello locale dal recente caso dell’allevamento Cascone di Bondeno.

Da tempo la comunità scientifica ne denuncia gli effetti alteranti e nocivi e ne segnala  le principali criticità:

  • grandi quantità di emissioni in atmosfera, in particolare ammoniaca e metano, sostanze a lungo persistenti e con maggiore capacità climalterante rispetto ai gas serra generati dalla combustione di fonti fossili;
  • elevato consumo d’acqua dovuto alle esigenze idriche degli animali e alle pulizie degli impianti;
  • consumo di terreno e deforestazione legata alla necessità di disporre di grandi spazi per infrastrutture e viabilità;
  • riduzione della biodiversità sia a causa dell’inquinamento di habitat ed ecosistemi, sia per sottrazione di suolo da destinare a monocolture foraggere; – effetti negativi su pesca e acquacoltura, causati dall’inquinamento delle falde sopra le quali insistono gli allevamenti;
  • sviluppo di resistenze antimicrobiche: le tecniche industriali utilizzate in questi impianti confliggono con le caratteristiche etologiche degli animali allevati e costringono le aziende, per evitare perdite e contenere le patologie derivanti, ad un uso protratto di farmaci e altri principi attivi che inevitabilmente passano nei reflui. – rischio di zoonosi: l’alta concentrazione di animali in un luoghi ristretti, la vicinanza a specie diverse sia domestiche che selvatiche, aumenta il rischio del salto di specie per agenti patogeni di diverse malattie, con possibile trasmissione agli esseri umani (spillover).

A questo elenco di criticità relative ad ambiente e salute vanno inoltre aggiunti i costi che sostiene la collettività per il controllo delle malattie infettive trasmissibili che sempre più di frequente si manifestano in questi allevamenti. Le società proprietarie ricevono indennizzi statali e regionali finalizzati a compensare il valore degli animali abbattuti e, in certi casi, anche di parte del mancato reddito, attingendo al Fondo sanitario nazionale e ai fondi regionali.

A fronte della illusoria promessa avanzata alle comunità locali di portare slancio economico a un territorio, si assiste invece all’ impoverimento progressivo delle piccole, medie realtà produttive e all’inquinamento delle aree occupate, con ricadute economiche che non paiono rilevanti.

In ultimo, non pare scontato evidenziare le ragioni etiche che dovrebbero essere considerate nella disamina dei problemi legati agli allevamenti intensivi a fronte di uno sfruttamento ingiustificabile degli animali allevati, costretti, anche nelle condizioni considerate per legge “accettabili”, a vivere invece in uno stato lontanissimo dal rispetto delle loro caratteristiche e necessità.

Analogamente va considerata la tutela degli addetti, particolarmente esposti a condizioni di lavoro usuranti e ad elevato rischio sanitario.

In conclusione, risulta improcrastinabile iniziare a porre un freno alla produzione di proteine animali mediante insediamenti di tipo intensivo e, nel contempo, viste le indicazioni della comunità scientifica, ridurne progressivamente il consumo . Occorre individuare percorsi normativi che favoriscano la dismissione dei grandi allevamenti e promuovano invece i piccoli insediamenti in grado di  attuare pratiche rispettose delle esigenze degli animali, escludendo del tutto i territori più sensibili da un punto di vista ambientale.

FORUM FERRARA PARTECIPATA

In Copertina: ALLEVAMENTI INTENSIVI DI PoLLI- immagine perUnaltracittà.org

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