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A pensarci bene / Il custode

A pensarci bene/ Il custode

di Antonio Micciulli*
(tratto dalla sua pagina Facebook )

L’altra sera Bruno Vespa si è alzato in piedi di scatto come un bambino dell’asilo e ha urlato “STIA ZITTO” a un parlamentare dell’opposizione.
Perché il parlamentare ha osato fare una domanda.
In uno studio.
Di un programma che si chiama Porta a Porta.
Che ormai però non è più una porta: è una saracinesca, abbassata sull’opposizione.
Vespa non conduce, custodisce.
Custodisce il governo come si custodisce un vaso Ming: guai a toccarlo, guai a chiedere cosa c’è dentro, guai a far notare che è vuoto.
E quando qualcuno osa dire “Quale riforma avete fatto?” parte l’allarme.
Sirene.
Dito puntato.
Schiuma alla bocca.
“NON GLIELO CONSENTO”.
Che è una frase straordinaria, detta da un dipendente del servizio pubblico.
Pagato da tutti.
Che decide chi può parlare e chi no come se la RAI fosse il salotto di casa sua e gli altri solo ospiti molesti.
È la televisione italiana dell’era Meloni: se non fai domande sei un bravo giornalista, se le fai sei un isterico sovversivo.
Il contraddittorio è diventato un reato di lesa maestà.
La democrazia una fastidiosa interruzione.
E mentre Vespa urla, il governo tace.
Silenzio totale.
Perché il silenzio è la riforma: meno domande, più inchini.
Il giornalismo italiano, oggi, non è schierato: è accovacciato.
Non è servile: è collaborazionista.
Non è cane da guardia: è peluche da divano, con la scritta “state sereni” cucita sulla schiena.
E al centro di tutto, come una Madonna col Bambino ma senza il Bambino, c’è Gioggia.
Mai disturbata.
Mai incalzata.
Mai costretta a spiegare.
Così il servizio da pubblico diventa privato.
Il dibattito diventa monologo vigilato.
E il giornalista non fa più domande: fa il buttafuori.
“Stia zitto” dice il servo.
Una frase rivolta a tutti.
Al telespettatore che ancora crede che chiedere conto al potere sia normale.
Al cittadino che pensa che la RAI sia sua.
A chi non ha ancora capito che, in questo Paese, la verità parla solo se ha il permesso.
Antonio Micciulli*
Regista, nato nel 1976. Inizia a lavorare giovanissimo: è ancora minorenne quando bussa alle porte delle grandi aziende del settore videoludico per mettere insieme i capitali necessari a realizzare la sua idea, un mensile specializzato sulla falsariga delle grandi riviste nazionali che segue da tempo. Poco dopo si trasferisce da Cosenza a Roma per collaborare proprio con una di queste riviste. Nel ’96 comincia a collaborare per la neonata rivista di cinema «Set» realizzando servizi di copertina e interviste per il periodico, lavorando contemporaneamente per Radio Italia network come autore e conduttore del programma Babylon, striscia quotidiana di venti minuti dedicata al mondo del cinema. Lascia infine il lavoro come giornalista per poter scrivere la sua prima sceneggiatura: Piccolo manuale di tattica e strategia militare.
In copertina: Bruno Vespa – foto Wikimedia Commons
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