A pensarci bene / Tutti i segreti del 7 ottobre
A pensarci bene /
Tutti i segreti del 7 ottobre
di Antonio Micciulli*
(tratto dalla pagina Facebook con il consenso dell’autore)
Secondo una nuova inchiesta del giornale israeliano Haaretz, dieci giorni prima del 7 ottobre 2023, Benjamin Netanyahu ha ricevuto personalmente da Mohammed bin Zayed (presidente degli Emirati Arabi Uniti) un avvertimento esplicito: Yahya Sinwar sta preparando una grande operazione contro Israele.
Netanyahu la definisce “una menzogna assoluta”, pur essendo una notizia confermata da numerose fonti di alto livello, documenti e registrazioni.
Ma anche togliendo dal tavolo la telefonata degli Emirati, rimane una quantità di materiale precedente all’attacco semplicemente impressionante.
Partiamo come sempre dall’inizio.
Nel 2022 l’intelligence israeliana entra in possesso di un documento [Qui l’articolo del NYT del 2 dicembre 2023] successivamente soprannominato “Jericho Wall” (Mura di Gerico).
Il documento descrive un’operazione di sfondamento della barriera, attacchi simultanei alle basi israeliane, infiltrazioni, assalti ai centri abitati e cattura di ostaggi.
È un piano operativo.
La corrispondenza generale è talmente forte che oggi nessuno può seriamente sostenere che Israele non sapesse che Hamas stava elaborando l’idea di una grande incursione oltre la barriera.
Nel luglio 2023 una giovane analista della Unità 8200 (il gigantesco apparato israeliano di intelligence elettronica) confronta un’esercitazione di Hamas con il piano “Mura di Gerico”.
La somiglianza è impressionante.
L’analista avverte i suoi superiori che Hamas non si sta semplicemente addestrando genericamente: si sta esercitando sulle componenti del piano.
Il suo giudizio viene respinto.
Nel settembre 2023 gli apparati israeliani producono un documento che descrive una possibile grande invasione, stimando che Hamas potrebbe catturare fino a 250 ostaggi.
Il 7 ottobre gli ostaggi portati a Gaza sono 251.
Quel documento non arriva ai vertici israeliani, secondo le ricostruzioni disponibili.
Non stiamo parlando di un agente solitario che intuisce tutto. Stiamo parlando di una catena istituzionale nella quale informazioni vengono raccolte, analizzate, discusse e poi spariscono nel nulla.
E i soldati sul confine?
Per mesi le osservatrici israeliane incaricate di sorvegliare Gaza segnalano attività anomale.
Uomini che studiano la barriera.
Esercitazioni.
Attività vicino alle telecamere e alle torrette.
Alcune di loro raccontano successivamente di aver segnalato ai superiori che qualcosa è cambiato, ma non vengono ascoltate.
Il 27 settembre 2023 (dieci giorni prima dell’attacco), il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed telefona personalmente a Netanyahu.
Una telefonata di circa 45 minuti.
Il messaggio è estremamente preciso: Yahya Sinwar sta preparando una grande operazione contro Israele.
Bin Zayed è preoccupato che l’operazione possa destabilizzare l’intera regione e compromettere gli Accordi di Abramo.
Netanyahu risponde in sostanza che Israele è preparato e che la minaccia principale proviene dalla Cisgiordania.
Il 1 ottobre 2023, sei giorni prima dell’attacco, arriva un altro elemento.
Il 7 ottobre alle 6.29 del mattino, Benjamin Netanyahu viene informato che l’attacco è in corso.
Questo dato è confermato dalla cronologia resa pubblica dal suo stesso ufficio.
Netanyahu non parla direttamente con Herzi Halevi (il capo di Stato maggiore dell’esercito) fino a circa le 9:45.
L’ufficio del primo ministro ha confermato che il contatto diretto arriva più di tre ore dopo l’inizio dell’attacco.
Mentre quelle tre ore passano, uomini armati entrano nei kibbutz israeliani.
Tutto questo meriterebbe un’inchiesta pubblica, indipendente, con accesso ai documenti classificati, alle registrazioni delle comunicazioni, ai rapporti dell’intelligence e alle testimonianze dei responsabili.
Perché Israele continua a non volerla?
Uno Stato che ha subito il più grave attacco alla propria popolazione in decenni dovrebbe voler sapere tutto.
Chi era informato?
Quando è stato informato?
Chi ha preso le decisioni?
Perché la frontiera era così vulnerabile?
Sono domande normali in qualsiasi democrazia.
In Israele invece la richiesta di una commissione d’inchiesta indipendente diventa una battaglia politica.
Eppure dopo un evento come quello del 7 ottobre un governo democratico non dovrebbe avere paura della verità.
Dovrebbe pretenderla.
Cover: Benjamin Netanyahu a Davos il 14 gennaio 2023 – foto di flickr.com con licenza Creative Commons
Antonio Micciulli*
Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Nato nel 1976. Inizia a lavorare giovanissimo: è ancora minorenne quando bussa alle porte delle grandi aziende del settore videoludico per mettere insieme i capitali necessari a realizzare la sua idea, un mensile specializzato sulla falsariga delle grandi riviste nazionali che segue da tempo. Poco dopo si trasferisce da Cosenza a Roma per collaborare proprio con una di queste riviste. Nel ’96 comincia a collaborare per la neonata rivista di cinema Set, realizzando servizi di copertina e interviste per il periodico, lavorando contemporaneamente per Radio Italia network come autore e conduttore del programma Babylon, striscia quotidiana di venti minuti dedicata al mondo del cinema. Lascia infine il lavoro come giornalista per poter scrivere la sua prima sceneggiatura: Piccolo manuale di tattica e strategia militare. Negli anni successivi amplia la sua attività avvicinandosi al web, realizzando opere come la pluripremiata miniserie Innumerevoli Ombre e la celebre Figures in Action, serie cult con milioni di visualizzazioni. Tra i suoi contributi più recenti figura il film Santa Guerra (2022), per il quale Micciulli ha firmato soggetto e sceneggiatura ed ha ricoperto anche il ruolo di produttore.
Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Nato nel 1976. Inizia a lavorare giovanissimo: è ancora minorenne quando bussa alle porte delle grandi aziende del settore videoludico per mettere insieme i capitali necessari a realizzare la sua idea, un mensile specializzato sulla falsariga delle grandi riviste nazionali che segue da tempo. Poco dopo si trasferisce da Cosenza a Roma per collaborare proprio con una di queste riviste. Nel ’96 comincia a collaborare per la neonata rivista di cinema Set, realizzando servizi di copertina e interviste per il periodico, lavorando contemporaneamente per Radio Italia network come autore e conduttore del programma Babylon, striscia quotidiana di venti minuti dedicata al mondo del cinema. Lascia infine il lavoro come giornalista per poter scrivere la sua prima sceneggiatura: Piccolo manuale di tattica e strategia militare. Negli anni successivi amplia la sua attività avvicinandosi al web, realizzando opere come la pluripremiata miniserie Innumerevoli Ombre e la celebre Figures in Action, serie cult con milioni di visualizzazioni. Tra i suoi contributi più recenti figura il film Santa Guerra (2022), per il quale Micciulli ha firmato soggetto e sceneggiatura ed ha ricoperto anche il ruolo di produttore.

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