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Tra ville e giardini c’è Al Di Meola
Accordi. Tra ville e giardini c’è Al Di Meola
A dispetto del detto popolare: “Co Rovigo no me intrigo” che invita a tenersi a debita distanza da quella città, io nel tempo mi sono “intrigato” parecchio con Rovigo e col Polesine.
Sono 39 anni che seguo il Deltablues Festival: è uno dei migliori d’Italia perché ha visto sul palco i migliori musicisti di questo genere musicale che a me piace molto.
A Rovigo vado spesso a vedere le partite di rugby di una delle squadre più forti in Italia che milita nella Serie A Élite: da ex giocatore continuo a seguire lo sport più costituzionale di tutti.
Come appassionato di fotografia, le mostre di foto e di quadri che si tengono a Palazzo Roverella sono scelte con cura, ricche di contenuti interessanti e ben presentate.

Quando ho bisogno di fare qualche risonanza magnetica vado a Rovigo o in provincia dove, senza troppe lungaggini, trovo macchine all’avanguardia gestite da personale gentile.
Da alcuni anni seguo con interesse Tra ville e giardini, un’iniziativa ricchissima di itinerari di musica, teatro e arti performative che si tiene nelle ville e nelle piazze del Polesine. Mi sembra un bell’intrigarsi per un ferrarese bastardo geneticamente come me, che vive a sud di Rovigo… del resto “Si è sempre meridionali di qualcuno”, come scriveva Luciano De Crescenzo in Così parlò Bellavista.
Fra le varie iniziative di quest’anno nell’ambito della rassegna Tra Ville e Giardini ormai alla ventisettesima edizione, martedì 18 agosto ho avuto la fortuna di assistere ad un concerto di uno dei migliori chitarristi al mondo: Al Di Meola, considerato tra i più grandi virtuosi viventi, maestro della jazz fusion, chitarrista dalla grazia sublime e dal lirismo evocativo.
Al Di Meola si è affermato negli anni ’70 come pioniere del jazz-rock e membro dei Return to Forever, gruppo storico di Chick Corea. In seguito, ha consolidato la sua reputazione affermandosi con dischi come Elegant Gypsy del 1977 e Splendido Hotel del 1980.
Oltre ai tour in trio con chitarristi stellari come John McLaughlin e Paco de Lucia, Di Meola ha collaborato a progetti con molti artisti importanti come Larry Coryell, Steve Winwood, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Gonzalo Rubalcaba, Jaco Pastorius, Les Paul, Jean-Luc Ponty, Steve Vai, Frank Zappa, Luciano Pavarotti, Paul Simon, Phil Collins, Santana, Milton Nascimento, Egberto Gismonti, Jimmy Page, Tony Williams, Stanley Clarke, Stevie Wonder e molti altri.
Recentemente ha continuato ad ampliare il suo sound e a bilanciare le sue radici fusion con incursioni nel flamenco spagnolo e nel tango argentino, così come nelle tradizioni mediorientali, nordafricane e afro-cubane.

In occasione di questo tour acustico, Al Di Meola ha scelto come compagni di viaggio Peo Alfonsi, chitarrista italiano di fama internazionale, e Sergio Martinez, percussionista cubano capace di fondere ritmi e tradizioni provenienti da culture diverse.
Il loro concerto è stato davvero molto bello, suggestivo, in armonia col posto: incantevole!
Al Di Meola è capace di creare un sound meraviglioso suonando con una naturalezza ed una calma impressionanti come se fosse un tutt’uno con la sua chitarra.
Il suo è uno stile unico, capace di incarnare perfettamente le influenze musicali provenienti da tutto il mondo: jazz, rock, latin, flamenco e world music.
Le chitarre Di Meola e Alfonsi si sono incontrate molto spesso, intrecciando un dialogo musicale fatto di arpeggi, rincorse e improvvise accelerazioni, fino a momenti di grande passione ed energia. Sergio Martinez ha accompagnato i due, creando un tessuto ritmico affascinante e prezioso.
Il concerto si è caratterizzato per l’eleganza, per le dinamiche curate e per una narrazione musicale che ha attraversato culture e generi diversi.
Alle spalle dei musicisti, un grande schermo ha aggiunto un secondo racconto alla serata, una sorta di “colonna visiva” che ha accompagnato quella sonora eseguita dai tre musicisti; infatti, per ogni brano veniva proiettato un filmato dedicato: paesaggi e immagini di città legate alla sua storia personale e artistica, fotografie della sua famiglia, incontri con musicisti e personalità del mondo della cultura, quadri, paesaggi esotici ed onirici.
Un pubblico attento ed estasiato, che ha gremito il giardino, ha ascoltato con attenzione ed ha ringraziato per ogni brano con applausi convinti, calorosi e a scena aperta.
Nelle due ore di concerto Al Di Meola ha eseguito brani vecchi e nuovi, ha arrangiato stupendamente pezzi di altri e ha reso omaggio a vari artisti.
Questa la scaletta della serata; fra parentesi il titolo dell’album in cui è presente il pezzo:
Azzurra (One of these nights)
Fandango (Twentyfour)
Because e In my life sono un tributo ai Beatles e a John Lennon (All Your Life: A Tribute to the Beatles)
Ava’s Dance in the Moonlight (Twentyfour), dedicata alla figlia più giovane
Cafè 1930 (Di Meola Plays Piazzolla) composto originariamente da Astor Piazzolla
This way before (Orange and blue)
Vizzini (The infinite desire), dedicata ad Andrea Vizzini, un noto pittore siciliano
Eden (Twentyfour)
Turquoise (Consequence of Chaos)
Double concert (The grande passion) di Astor Piazzolla
Bis
Infinite desire (The infinite desire), registrata in studio con la partecipazione di Pino Daniele, Herbie Hancock e Steve
Vai.
Sound of silence (Midsummer Night in Sardinia), originariamente inciso insieme al cantante sardo Andrea Parodi (ex Tazenda) col titolo Deo Ti Gheria Maria.
Mediterranean Sundance (Elegant Gipsy), il suo pezzo più conosciuto.
Al termine dello spettacolo, Al Di Meola ha inoltre rivolto al pubblico un messaggio a sostegno di Emergency, letto volontariamente in italiano: in questi tempi di indifferenza mi sembra che sia una cosa bella ed importante da parte di un’artista.

Visto che al pomeriggio in carcere un ragazzo della redazione di Astrolabio che suona la chitarra, una volta saputo che andavo al concerto di Al Di Meola, mi aveva chiesto se riuscivo a portargli un suo autografo, alla fine del concerto sono andato da lui e gli ho detto nel mio inglese scassato: “Al, thank you for the wonderful emotions you’ve given us! Can I have your autograph for a friend who’s in prison?“
Lui: “In prison?????” ed io: “Yes, but he’s a good guy and he’s a big fan of yours” (vedi traduzione in fondo).
Sorriso finale da parte sua, poi ha firmato il mio quadernetto e ci siamo stretti la mano reciprocamente. A volte non c’è bisogno di troppe parole per intendersi.
Agli appassionati raccomando calorosamente la prossima data comoda in cui Al Di Meola si esibirà ancora in trio acustico: il 28 ottobre al Teatro delle Celebrazioni nell’ambito del Bologna Jazz Festival.
Comunque la pensiate, ne varrà sicuramente la pena.
Traduzione del dialogo in inglese:
IO: Grazie Al per le meravigliose emozioni che ci hai regalato. Potrei avere un tuo autografo per un amico che è in carcere?
AL: In carcere?????
IO: Sì, ma è un bravo ragazzo e un tuo grande ammiratore.
Cover: foto di Mauro Presini
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