I primati di Ferrara anno 2026:
chiassosa, esosa, povera e gretta
I primati di Ferrara anno 2026: chiassosa, esosa, povera e gretta
Con un post trionfante Matteo Fornasini, assessore al Turismo del Comune di Ferrara, celebra il +4,30% di pernottamenti e +4,98% di arrivi come “…un risultato che ha un valore ancora più forte se pensiamo che si confronta con il 2025, l’anno record di sempre per il turismo nella nostra città. Ferrara non solo si conferma attrattiva, ma continua a crescere più della media regionale (+3,05%), posizionandosi al vertice tra i capoluoghi dell’Emilia-Romagna“.
Ma i dati giustificano questa esultanza? Riporto direttamente dal sito istituzionale della Regione Emilia Romagna, per l’anno 2025: “Bologna supera i 3,17 milioni di turisti e raggiunge 7,18 milioni di presenze, registrando una crescita del +10,66% negli arrivi e del +8,28% nei pernottamenti. Rimini si conferma la prima provincia per presenze con 15,62 milioni (+4,63), a fronte di quasi 4 milioni di turisti (+1,85 arrivi). L’aumento più consistente riguarda Reggio Emilia, che registra +21,22% di arrivi e +14,97% di presenze. Trend positivi si registrano anche nelle altre province: Piacenza arriva a 292.902 turisti, con una crescita del +6,40% deli arrivi, e 638.027 presenze (+6,98); Parma supera 790 mila turisti con un incremento del +10,97% e totalizza 1,71 milioni di presenze (+ 7,77); Modena conta 935.806 turisti (+8,64% arrivi) e 2,11 milioni di pernottamenti (+6,65%); Ferrara raggiunge 672.915 turisti (+8,01% arrivi) e 2,93 milioni di presenze (1,55%); Ravenna totalizza 1,75 milioni di arrivi (+8,96%) e 7,24 milioni di presenze (+6,06%). Forlì-Cesena, infine, chiude l’anno con 1,23 milioni di turisti (+2,77% arrivi) e 5,8 milioni di pernottamenti (-0,94 %)”.
QUI invece puoi leggere il raffronto tra comuni e province dell’Emilia Romagna del primo semestre 2026 vs. 2025. Ti aiuto:
Ferrara: turisti +4,98%, pernottamenti +4,30% (in provincia però spicca un -9,86% dei comuni rivieraschi e un -11,13% a Bondeno)
Ravenna: turisti +2,70%, pernottamenti +1,48% (ma i lidi ravennati non flettono, e Ravenna mantiene circa il triplo di presenze turistiche rispetto a Ferrara)
Bologna: turisti +1,98% , pernottamenti +2,65%
Rimini: turisti +2,33%, pernottamenti +3,55%
Reggio Emilia: turisti +8,97%, pernottamenti +7,86%
Forlì: turisti +7,14%, pernottamenti +4,67%
Cesena: turisti +5,37%, pernottamenti +1,97%
Piacenza: turisti +12,87%, pernottamenti +3,46%
Quello che migliora la performance comparata in Regione dipende dalle flessioni di Parma (marcata) e Modena (modesta). Per il resto, Ferrara non è “al vertice” di nulla, a differenza di quanto afferma Fornasini (l’oste dica pure che il suo vino è buono, ma starei attento a vendere un Glera come fosse Franciacorta).
Ferrara, la città più cara in cui dormire
In compenso, Ferrara è al vertice delle città più care d’ Italia. Il Carlino e il Corriere della Sera pubblicano i dati Istat sull’incremento del costo della vita da luglio 2025 a luglio 2026, sulla base dei quali Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città più care. Ferrara è al primo posto in Italia per aumento dei prezzi, seguita da Mantova e Como. Sarà perché abbiamo un reddito in crescita verticale, penserebbe un alieno piovuto sulla Terra.
Ferrara, reddito pro-capite 2025: 23.834 euro
Mantova, reddito pro-capite 2025: 25.366 euro
Como, reddito pro-capite 2025: 28.331 euro
Cito dal sito de La Comune di Ferrara (leggi tutto QUI): “Sul livello, Ferrara si colloca al 39° posto nazionale con 23.834 euro pro-capite — appena sopra la media italiana di 23.155 euro, quindi tecnicamente nella metà alta della classifica. Sul flusso, è al 100° posto su 107 province con una crescita di appena +1,15%, contro una media nazionale di circa +3% e una media regionale del +2,34%”.
In tutti e tre i casi siamo in presenza di Comuni collocabili nella zona centrale della classifica della ricchezza (in Italia, quindi compreso i comuni del Sud e delle isole), ben lontani dalla vetta dei redditi pro-capite (dove troviamo Milano, Monza, Bergamo, Bolzano, Bologna, Parma, Torino, Treviso, Padova, Roma…). Quindi perché appaiono come le città più care d’Italia? Soprattutto per una voce: i costi di alberghi, motel, pensioni, b&b, letteralmente schizzati verso l’alto. Sotto questo profilo, se appare poco corretto in termini descrittivi (a mio avviso) imputare questi costi a carico delle famiglie dei residenti, che utilizzano questi servizi marginalmente rispetto a turisti e visitatori, sarebbe interessante confrontare i dati di afflusso turistico 2026 vs.2025 delle tre città. Tuttavia:
Ferrara: turisti +4,98%, pernottamenti +4,30% (come già scritto). Mantova: dati non ancora pubblicati. Como: dati non ancora pubblicati. Ma una cosa si può dire su Como: negli ultimi dieci anni le strutture alberghiere sono decuplicate, soprattutto per accogliere turismo straniero (e facoltoso). Quindi, in un banale ragionamento sul rapporto domanda vs. offerta, è coerente che il dato dei prezzi dell’accoglienza turistica sia aumentato molto.
Ma a Ferrara? Una ipotesi del tutto ragionevole appare legata alla stagione circense varata dalla attuale Giunta, quella dei megaconcerti (Vasco Rossi) e delle manifestazioni musicali di massa (Summer Festival, Battiti Live). Chi si occupa di accoglienza turistica, attaccando a questi due eventi un consistente ricarico sui prezzi ha “salvato” la stagione. Chi è venuto a dormire a Ferrara in occasione di questi eventi, viceversa, è stato spennato.
Ferrara, la città che ha sgombrato più residenti
Ferrara è al vertice anche della classifica italiana dei residenti sgombrati, quasi in unica soluzione: 500 persone, superando persino i 400 evacuati dal palazzo romano ex INPDAP sede di Spin Time Labs. Dopo il principio d’incendio del 11 gennaio 2026, in concomitanza del quale vennero fatte uscire circa 200 persone dalle loro case, il 12 febbraio 2026, altre trecento persone circa sono state fatte sloggiare dai loro appartamenti presso il Grattacielo di Ferrara per motivi di sicurezza, sempre a causa del principio di incendio scoppiato un mese prima. Tra queste persone vi sono numerose famiglie straniere integrate nella realtà economica della città, ma anche diversi nuclei di cittadini italiani. Il sindaco di Ferrara, Comune detentore di quote millesimali del Grattacielo che lo rendono il secondo proprietario per volumi dello stabile, ha definito la sistemazione delle persone sgombrate “una questione privata”.
In effetti, una serie di sistemazioni di emergenza e necessariamente temporanee, a partire da una palestra per proseguire con CSV, Caritas diocesana, Viale K, Cittadini del Mondo, sono state predisposte tutte da associazioni private. Il Pubblico, inteso come Azienda Sanitaria, ha fatto da raccordo con gli enti del Terzo settore. Il Pubblico, inteso come Giunta comunale, è rimasto fedele alla definizione del Sindaco: è una questione privata. Traduzione: sono cazzi di quelli cui è toccato.
Adesso la questione da privata è diventata privatissima: la maggior parte dei nuclei sono ospiti di parenti o amici, alcuni dormono in bed and breakfast (nella città divenuta la più cara d’Italia per accoglienza turistica, che bel paradosso), alcuni dormono per strada. Naturalmente non si hanno notizie dei lavori in corso per mettere in sicurezza il Grattacielo, che si candida a diventare un mostro fatiscente e degradato, però circondato da un giardinetto attrezzato coi giochi per i bambini, il luna park e la cancellata nuova. Bello.
A Ferrara stai bene da residente se sei benestante (a meno che tu non abbia finestre che danno sulla Darsena o su Piazza Ariostea, dove i livelli massimi di decibel sono stati prima sforati su autorizzazione del Comune e poi rimessi in riga dal TAR). Da turista, stai bene se accetti di farti svuotare le tasche per vedere un cantante. Se cerchi di vivere del tuo lavoro, paghi un affitto o un mutuo, rischi grosso. Un principio d’incendio nel tuo palazzo può diventare l’occasione perché qualcuno decida di sacrificare la tua vita in nome della tua “sicurezza”, soprattutto se sei straniero o se commetti il grave errore di vivere nello stesso stabile con degli stranieri. In questo caso, non c’è graduatoria che privilegi il residente storico che tenga: la razza che conta si chiama censo.
Ferrara, dunque. La città italiana coi prezzi più alti per dormire e con il maggior numero di residenti sfollati e senza una prospettiva. Aggiungo: la provincia del Nord con il più alto tasso di denatalità e tra le cinque più vecchie d’Italia, altro “vertice”. La combinazione di questi primati, quale silhouette di Ferrara tratteggia a favore del famoso alieno che piove sulla Terra? Il quadrivio degli Angeli? Il profilo della città pioniera della chimica? Il profilo della città di Ludovico Ariosto, di Michelangelo Antonioni, di Giovanni Boldini, di Giorgio Bassani, di Florestano Vancini?
No. La silhouette che compare nel 2026 è quella di una città contemporaneamente chiassosa, esosa, povera e gretta.
Immagine di copertina creata con Gemini AI
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