Invece della guerra.
Metti la tua firma alla proposta di legge per una difesa civile nonviolenta
Invece della guerra.
Metti la tua firma alla proposta di legge per una difesa civile nonviolenta
Occorrono 50.000 firme entro metà settembre. Mentre scriviamo siamo al 35%. Il tempo è poco, ma il traguardo è ancora possibile purché il consenso accresciuto nelle ultime settimane si moltiplichi ancora. Chiunque di noi può aderire, in meno di tre minuti, con SPID o CIE al link firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008. L’obiettivo è chiedere a chi ci governa di investire per la pace anziché per la guerra.
Una proposta di legge di iniziativa popolare
Non si tratta di una petizione come tante, né di sottoscrivere un atto di denuncia. La campagna “Un’altra difesa è possibile” porta avanti una proposta di legge di iniziativa popolare. Se le 50.000 firme ci saranno, la proposta dovrà essere incardinata al Senato e affidata alle Commissioni Affari istituzionali e Affari esteri e Difesa, dove i promotori saranno invitati alla presentazione ad apertura della discussione. La proposta, coordinata dal Movimento Nonviolento, è formulata da tre reti della società civile, la Rete Italiana Pace e Disarmo, la Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile e Sbilanciamoci, insieme per dire che più armi non significa più sicurezza.
Così, mentre le spese militari toccano vette mai raggiunte, e voci autorevoli chiedono alle popolazioni di prepararsi alla guerra (così in Francia, in diverse occasioni, ma non dimentichiamo che il Ministro Crosetto lavora per una riserva militare a più livelli, che ci prepara a maggiori investimenti per la difesa e, in ultimo, ci predispone alla guerra), le principali reti pacifiste e nonviolente si sono unite per proporre un’alternativa concreta nel rispetto della Costituzione:
- il potenziamento del Servizio civile come istituto di difesa civile della Patria;
- l’istituzione dei Corpi civili di pace, formati da personale preparato a intervenire nelle aree di crisi prima dell’escalation militare per svolgere attività di prevenzione dei conflitti, supporto ai civili e costruzione della convivenza;
- il rafforzamento della Protezione civile, a difesa del territorio dalla devastazione ambientale e climatica;
- la creazione di un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo.
Il programma politico unificante della nonviolenza
«La Campagna “Un’altra difesa è possibile” è il programma politico unificante delle molte associazioni nonviolente, pacifiste, culturali, per il disarmo, la solidarietà, la cooperazione», ha dichiarato Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento, alla conferenza stampa che si è svolta in Senato il 5 luglio scorso. «Rappresenta la continuità ideale di quel lungo cammino, iniziato da Aldo Capitini e Pietro Pinna, a sostegno dell’obiezione di coscienza come alternativa al servizio militare. Dopo oltre mezzo secolo, i tempi sono maturi affinché le istituzioni facciano propria la visione di don Lorenzo Milani: “le uniche armi che io approvo sono nobili e incruente”. L’obiettivo comune è la piena attuazione dell’articolo 52 della Costituzione in tema di difesa, alla luce dell’articolo 11 che ripudia la guerra: difendersi preparando la pace». Prosegue Valpiana: «La situazione internazionale è talmente grave che servono strumenti concreti per intervenire prima che i conflitti degenerino. Più firme raccogliamo e più la nostra proposta acquisterà forza. I partiti dovranno prendere una posizione, la società civile dovrà esprimersi e gli italiani dovranno decidere se preferiscono pagare per la guerra o per la pace.»
L’elemento più innovativo è rappresentato proprio dalla prevenzione della guerra attraverso i Corpi civili di pace, sulla falsariga del progetto formulato dall’europarlamentare Alexander Langer nel lontano 1995, più volte approvato dall’Unione Europea e mai attuato. Su questo l’Italia ha avviato una sperimentazione triennale attraverso il servizio civile internazionale. Ci sono voluti dieci anni per portarla a termine ma i risultati sono apprezzabili. Molto di più si potrebbe fare con una struttura permanente, un po’ come il Civil Peace Service della vicina Germania.
La proposta di legge non dimentica la questione della copertura finanziaria e prevede una opzione fiscale del 6×1000 affinché ciascun contribuente, al momento della dichiarazione dei redditi, possa contribuire direttamente alla costruzione di una difesa non armata.
Testimonial di valore sostengono la proposta
Diverse personalità dell’arte, della scienza e della cultura ci hanno messo la faccia. Tra i giornalisti e i comunicatori: Gad Lerner, Marco Damilano, Giulia Innocenzi, Nico Piro, Vittoria Iacovella. Tra gli intellettuali e i pensatori: Carlo Rovelli (fisico), Donatella Di Cesare (filosofa). Tra gli artisti, gli attori e i musicisti: Alessandro Bergonzoni, Ascanio Celestini, Giulio Cavalli, Vinicio Capossela, Maria Pia De Vito, Franco Bassi, Mauro Biani. Tra le figure dell’impegno civile, umanitario e religioso: Cecilia Strada e don Luigi Ciotti.
Anche localmente, a Ferrara, molti cittadini e cittadine ci stanno mettendo la faccia.
La logica di fondo è che, se davvero non si vuole la guerra, bisogna preparare la pace. Cioè investire, concretamente, su strumenti di pace, riconoscendo che non c’è niente di facile né di sicuro tranne poche cose: nessuna guerra ha mai fatto giustizia, nessuna guerra ha lasciato i paesi coinvolti in condizioni migliori di quelle iniziali, e le vittime sono ormai quasi esclusivamente civili inermi, che nulla hanno a che vedere con le supposte ragioni per cui si arriva alle armi.
Che cosa possiamo fare:
- firmare la proposta di legge collegandosi, con SPID o CIE, al link giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008
- proporre l’adesione ai propri contatti, direttamente e tramite eventuali canali social;
- seguire il dibattito in corso, ad esempio sul sito movimentononviolento.it o su quelli delle tre reti;
- metterci la faccia inviando una propria fotografia alla mail fe@gmail.com per testimoniare il valore della proposta.
Cover: Manifesto della campagna per una difesa civile nonviolenta, di Mauro Biani
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