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Quando l’anno finisce con il numero uno

Il duo londinese Chas & Dave è stato uno dei gruppi più originali della musica popolare britannica grazie all’invenzione del genere denominato rockney, cioè un folk-rock cantato in dialetto cockney. Il duo che è ritratto in foto, invece, non dovrebbe avere bisogno di presentazioni: si tratta degli ex giocatori del Tottenham Gary Lineker e Paul Gascoigne, immortalati sul prato di Wembley al termine della semifinale di FA Cup 1990/1991, gara in cui misero a segno rispettivamente una doppietta e un gran gol su punizione.

Ebbene, l’anello di congiunzione tra il primo e il secondo duo è proprio il Tottenham, poiché circa trent’anni fa Chas Hodges e Dave Peacock pubblicarono quattro singoli discografici assieme alla società del nord di Londra. Il tutto sulla scia di una tradizione in voga negli anni ’80 e ’90, la quale prevedeva che le squadre finaliste di FA Cup registrassero una canzone “propiziatoria” in attesa della gara.

Così, i due inventori del rockney – peraltro tifosissimi degli Spurs – accompagnarono con la loro musica il decennio più prolifico, in quanto a finali disputate, del Tottenham: da Ossie’s Dream del 1981 a When the Year Ends in One del 1991, il cui titolo si riferisce a una superstizione basata sulle precedenti vittorie degli Spurs [Qui]. Infatti, fino ad allora il Tottenham aveva conquistato la maggior parte dei suoi trofei negli anni che terminavano con il numero uno (1901, 1921, 1951, 1961, 1971 e 1981).

“It’s lucky for Spurs when the year ends in one, they first won the cup when the century begun. It’s lucky for Spurs when the year ends in one, so this is the year for Spurs.”

Il brano fu scritto in occasione della finale di FA Cup 1990/1991 contro il Nottingham Forest, e alla sua registrazione parteciparono i già citati Lineker e Gascoigne, nonché il resto della squadra allenata da Terry Venables [Qui]. Gli Spurs vinsero quella finale ai tempi supplementari, confermando così la superstizione di cui sopra. Tuttavia, nel 2001, nel 2011 e nel 2021 la società del nord di Londra non ha conquistato alcun trofeo, così come negli ultimi quindici anni – l’ultima coppa alzata al cielo è infatti la League Cup del 2008.

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Paolo Moneti

Sono un pendolare incallito a cui piacciono un sacco le lingue straniere e i dialetti italiani. Tra un viaggio e l’altro passo il mio tempo a insegnare, a scrivere articoli e a parlare davanti a un microfono. Attualmente collaboro con Eleven Sports, Accordi & Spartiti, Periscopio e Web Radio Giardino.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani


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