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“Ce l’hai un minuto?”: un Corto di Rai Cinema in esclusiva assoluta in streaming free su Rai Cinema Channel. Sono passati alcuni anni, ma sempre divertente.

La nascita del cinema coincide con l’uscita del film La sortie des usines” (“All’uscita dalla fabbrica”), dei fratelli Lumière, il 22 marzo 1895. Durata 49 secondi. Anche se alcuni storici, come Jean-Claude Morin, indicano che il primo film presentato al pubblico daterebbe 1891, ovvero il Dickson Greeting” – un piano fisso di 10 secondi – di Laurie Dickson, l’assistente di Thomas Edison che aveva ideato il cinetoscopio (un dispositivo destinato però solo alla visualizzazione individuale), resta il fatto che la breve durata caratterizzava il cinema degli esordi. Breve sarebbe stato fino agli anni Trenta.

Quello che oggi è il cortometraggio – la definizione varia da paese a paese, in Francia lo sono i film che durano meno di 40 minuti, in Italia quelli fino a 52 minuti – resta ancora un prodotto relegato a festival dedicati e specializzati, tranne piccole eccezioni su alcune piattaforme. Se non si può giudicare un film dalla durata, ammettiamo che a noi di Periscopio piacciono molto, non certo perché di pochi minuti, ma perché sono chiari, concisi, incisivi, precisi spesso quasi chirurgicamente e mirano direttamente al cuore e alla mente. E poi sono sempre di più il prezioso trampolino di lancio per giovani autori.

In un recente Speciale su Periscopio (lo trovate in fondo alla Homepage) abbiamo fatto una prima carrellata di alcuni corti recensiti, ma vi abbiamo annunciato essere solo l’inizio. Corti che passione, infatti, ci piacciono davvero tanto, e nella nostra continua ricerca scopriamo delle perle. Per cui intendiamo continuare.

Oggi è il turno di “Ce l’hai un minuto?”, di Alessandro Bardani (oggi al cinema con “Il più bel secolo della mia vita”), con Giorgio Colangeli e Francesco Montanari, nove minuti di allegria e simpatia prorompente. Anche se del 2012, è un piccolo momento di svago da non perdere, peraltro interamente visibile, on line e gratuitamente [Qui]

Candidato al David di Donatello 2012 come miglior cortometraggio, l’opera ha ricevuto oltre 50 riconoscimenti nazionali e internazionali (nel 2013, è proclamato da Cinemaitaliano.info, come “Corto più premiato in Italia dell’anno”), vincendo anche il premio “Il Giro del Mondo in 80 Corti”, svoltosi in 10 tappe, con la partecipazione di opere da tutte le parti del globo, durante l’Amarcort Film Festival, nell’edizione 2016.

Oggi piace ancora molto. Una commedia arguta, intuitiva e concisa che scherza con le barriere della comunicazione, soprattutto linguistiche.

“Ce l’hai un minuto?”, questo chiede Oreste (Giorgio Colangeli), un simpatico e loquace signore romano, al frettoloso Madhi (Francesco Montanari), un ragazzo palestinese, prima di fornirgli le indicazioni stradali necessarie per arrivare dalla periferia romana fino in Palestina. Non sarà un racconto semplice…

L’incipit pare quasi condurre nel bel mezzo di un thriller, grazie anche al montaggio alternato che fa vedere e vivere in parallelo la folle corsa di un furgoncino, con un mediorientale dall’aria nervosa alla guida, che fa pensare al peggio (Francesco Montanari) e l’indolenza di un placido signore dai capelli bianchi che inganna il tempo, osservando la strada dal tavolino di un bar. E che, scopriremo, scrive e legge in arabo.

Due persone che non si sarebbero mai incontrate ma che, grazie alla richiesta di una semplice informazione, vedono trasformare tale fortuita circostanza in una divertente commedia degli equivoci, che per una parola pronunciata (o interpretata) male vede mutare strade e località dei dintorni di Roma in un immersivo tour dell’Asia Minore. Con incredibili dettagli sui porti, i traghetti, i personaggi da coinvolgere, le soste da fare, i bivi ai quali girare.

L’idea nasce, una sera d’estate, una di quelle sere che trascorri a chiacchierare con un amico passando dai ‘locali a Roma’ al ‘G8’”, dice il regista in un’intervista. “Ero con Andrea Rappartipoli… un tizio, improvvisamente si avvicina a noi trafelato, di corsa e affannato ci chiede un’indicazione porgendoci un foglietto, lì però non c’era scritta la destinazione che ci aveva chiesto lui ma un’altra, completamente diversa… questo misunderstanding ci ha fatto prima sorridere, poi tutto d’un tratto mentre eravamo sulla strada di casa Andrea diventa serio e mi dice: “Questo è un corto!”. Da lì è iniziato questo fantastico cammino… Abbiamo scritto il soggetto e poi con Luca Di Prospero ho scritto la sceneggiatura”, conclude.

Un lungo viaggio arricchito da divertenti aneddoti e malinconici ricordi, un’evasione dalla solitudine che si trasforma in un incontro surreale e ironico tra i due empatici protagonisti. Con tanto di piccola sorpresa finale, che, battuta dopo battuta, fa tornare a sorridere.

Ce l’hai un minuto? di Alessandro Bardani, con Giorgio Colangeli, Francesco Montanari, Marco Rulli, Alessandro Bardani, Mary Aliquò, Vittoria Spinella, Italia, 2012, 9 minuti

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Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Giornalista pubblicista dal 2016, ha conseguito il Master di Giornalismo presso l’Ecole Supérieure de Journalisme de Paris, frequentato il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di Cinema Immagina di Firenze, curato da Giovanni Bogani, e il corso di sceneggiatura cinematografica della Scuola Holden di Torino, curato da Sara Benedetti. Ha collaborato con le riviste “BioEcoGeo”, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, “Mosca Oggi” e con i siti eniday.com/eni.com; ha tradotto dal francese, per Curcio Editore, La “Bella e la Bestia”, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Appassionata di cinema e letteratura per l’infanzia, collabora anche con “Meer”. Ha fatto parte della giuria professionale e popolare di vari festival italiani di cortometraggi (Sedicicorto International Film Festival, Ferrara Film Corto Festival, Roma Film Corto Festival). Coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Belgio, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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