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Mentre noi siamo fuori, cosa succede in casa?

Tra le tante novità scoperte alla recente edizione della Bologna Children’s Fair Book, cui siamo andati, lo stand di Pulce edizioni (vi parleremo anche delle altre nostre case editrici preferite nelle prossime settimane) ci ha presentato una bella avventura.

Una deliziosa coniglietta bianca, un balcone con la porta semiaperta che invita ad esplorare la casa vuota (wow, che fortuna, non è chiusa a chiave!), a fare quanto mai osato fare prima e il gioco è fatto. Brividi di emozione …

È l’albo del coreano Ho Baek Lee, Mentre noi siamo fuori, Best Illustrated Children’s Books del New York Times nel 2003. Vent’anni dopo ed è ancora bellissimo.

Ecco allora che, mentre i componenti di una famiglia sono tutti fuori casa, a far visita alla nonna, la loro coniglietta entra nell’appartamento dalla porta del terrazzo rimasta aperta.

L’animaletto curioso e simpatico si lancia nell’esplorazione e si gode tutti i meravigliosi comfort della vita degli umani: dopo attenta perlustrazione, prende uno spuntino dal frigorifero, si apparecchia la tavola come ha visto fare molte volte, gusta uno squisito spuntino notturno, mangia patatine guardando un film comico su un comoda divano azzurro, si trucca con i trucchi, i rossetti e i profumi della mamma appoggiati sulla specchiera (quanto è carina…), si traveste con qualcosa di davvero molto elegante, legge un buon libro nello studio di papà, gioca con i Lego, con la canna a calamita e i pattini troppo grandi e poi, stanchissima ma felice, va a dormire in un letto caldo caldo e pulito.

Eccoci al mattino, per fortuna la nostra amica si sveglia in tempo, poco prima che la famiglia rientri a casa. Deve sbrigarsi. La coniglietta ritorna svelta sul terrazzo, sperando che nessuno scopra la sua incursione. Come se nulla fosse. Ma che dire delle prove inequivocabili che ha lasciato cadere dietro di sé? Comincia allora una caccia a ritroso per cercare tutte le piccole cacche di coniglio che sono sparse in ogni scena del libro.

Lee ha scritto una storia dolce e divertente con il finale giusto per far ridere e giocare i bambini. Divertente e geniale, rileggiamo allora, ancora e ancora …

Ho Baek Lee, Mentre noi siamo fuori, Pulce, 2023, 40 p.

L’editore ha scelto di usare, per il libro, un carattere stampato maiuscolo senza grazie o bastone (privo dei tratti terminali) per favorire la lettura autonoma e facilitata.

All’interno dell’albo si trova anche un QR-code per ascoltare l’audiolibro

Ho Baek Lee

Nato a Seoul il 12 luglio 1962, è un illustratore, autore ed editore che ha studiato alla Seoul National University’s applied arts program e alla Korea University’s journalism and mass communication graduate school, oltre che all’Università Pantheon-Assas Paris II di Parigi, dove ha vissuto per 5 anni. Ha fondato la casa editrice per bambini “Jaimimage,” a Seoul, nel 1994, e da allora lavora sulla letteratura per giovani lettori.

Libri per bambini, per crescere e per restare bambini, anche da adulti.
Rubrica a cura di Simonetta Sandri in collaborazione con la libreria Testaperaria di Ferrara

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Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Giornalista pubblicista dal 2016, ha conseguito il Master di Giornalismo presso l’Ecole Supérieure de Journalisme de Paris, frequentato il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di Cinema Immagina di Firenze, curato da Giovanni Bogani, e il corso di sceneggiatura cinematografica della Scuola Holden di Torino, curato da Sara Benedetti. Ha collaborato con le riviste “BioEcoGeo”, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, “Mosca Oggi” e con i siti eniday.com/eni.com; ha tradotto dal francese, per Curcio Editore, La “Bella e la Bestia”, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Appassionata di cinema e letteratura per l’infanzia, collabora anche con “Meer”. Ha fatto parte della giuria professionale e popolare di vari festival italiani di cortometraggi (Sedicicorto International Film Festival, Ferrara Film Corto Festival, Roma Film Corto Festival). Coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Belgio, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma.

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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