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BASTA DAVVERO POCO

Basta Davvero Poco,
per comprendere una persona,
Basta una spalla su cui piangere,
Basta una persona che ti ascolti,
senza giudicare,
Basta Davvero Poco,
Basta un aiuto,
Basta saper ascoltare,
Basta Davvero Poco,
Basta saper vivere la situazione,
Basta Davvero Poco.

(di Alberto Vuocolo 3^G)


BLOWING IN THE MIND

Quanti millenni vivrà il sole
Prima di scomparire?
Quante burrasche deve subire una scogliera
Prima di scalfirsi?
Quanto ancora dovrò imparare
Prima di considerarmi acculturato?
La risposta amico mio, vola nel vento
La risposta, vola nel vento
Quanto peso dovrò ancora portare sulle spalle
Prima di poter dormire?
Quanto dovrà essere ripulito il mare
Prima che i pesci possano vivere in tranquillità
Quanto dobbiamo lottare
Prima che ci consideriamo uguali?

(di Fabio Vanini 3^G)

 

LA COLOMBA BIANCA

E quanti mari deve superare una colomba bianca prima che si addormenti sulla spiaggia?
Una colomba bianca come le nuvole
Attraversa molti mari
Per superare le sue paure
Vola da una parte all’altra
Da una spiaggia all’altra
E sempre sola
Non si stanca mai di volare.
Come una donna
Piena di coraggio
Forza e umiltà.
Arriva sempre al suo obiettivo
Superando tutti gli ostacoli
Che le impediscono di volare.

(di Francesca Bini 3^G)

 

LE DONNE E GLI UOMINI

Un uomo percorre molte strade
prima di diventare un uomo colto
capace di capire
di provare emozioni
di amare.
Una donna percorre molte strade
prima di diventare una donna
deve affrontare più difficoltà
perché verrà sempre sminuita,
i suoi passi
la portano lontano
ma la via è lunga e tortuosa.
Le persone giudicano sempre
sminuendoci per quello che siamo
insultandoci
e questo può abbattere
ma non bisogna cadere nella tentazione:
per nessun motivo
arrendersi.
Bisogna credere in se stessi
in quello che si è
e come si è
ma mai credere a quello che dicono gli altri.
Prima bisogna amare se stessi .

(di Andrada Hojda 3^G)

 

MAESTRA DI VITA

L’esperienza
è il secondo nome che diamo ai nostri errori,
non la si può avere gratis ma
è la migliore maestra di vita,
perché ci aiuta a crescere.
Di conseguenza,
non ci serve solo
il coraggio
per diventare ciò che siamo
e per maturare
anche gli errori servono,
poiché una persona non va giudicata
per gli sbagli che compie,
ma per la sua volontà di rimediare
e imparare.

(di Sara Biondi 3G)

 

GUARDO CON GLI OCCHI CHIUSI

Guardo con gli occhi chiusi.
Riflessione, tristezza, inconsapevolezza.
Le persone vedono quello che vogliono vedere
non come stanno realmente le cose.
L’inquinamento crea un velo sugli occhi della gente
non riescono a vedere la bellezza del mondo che le circonda.
Più il tempo passa, più abbassiamo lo sguardo.
E’ triste quando ti accorgi che non ti stai godendo la natura.
Come con la natura così con le persone:
guardiamo oltre l’apparenza
per sentire quanto possono essere belle e interessanti.

(Martina Lo Basso 3G)

 

L’UOMO CON GLI ALTRI

Quante guerre ci dovranno essere prima che l’uomo capisca
Quanti pianti ci dovranno essere prima che l’uomo capisca
Quante volte dovremmo ignorarli prima che l’uomo capisca
Capisca che la gente ha bisogno di pace
Capisca che la gente ha bisogno di essere ascoltata
Capisca che la gente ha bisogno di speranza
Quante persone saranno ancora tristi prima che l’uomo capisca
Quante volte dovremo fingere che va tutto bene prima che l’uomo capisca
Quante volte dovranno soffrire prima che l’uomo
Capisca che la gente deve fare ciò che crede meglio
Capisca che la gente ha bisogno di essere aiutata
capisca che la vita è questa

(Matteo Minelli 3G)

 

LA GENTE

La gente che piange esprime tristezza
La gente che piange esprime solitudine
La gente
La gente che ascolta esprime pazienza
La gente che ascolta esprime aiuto
La gente
La gente che piange esprime paura
La gente che ascolta esprime gratitudine
La gente

(di Rouadi Mohammad 3^G)

 

LA GUERRA NON DOVREBBE ESISTERE

quanto tempo serve ad un uomo
prima di capire di aver spento
troppe vite ?
quanto dovrà soffrire un popolo
prima di trovare
la pace ?
quanto sangue dovrà ancora essere versato
prima che lui capisca
che è troppo tardi?
quanti bambini dovranno nascondersi
e avere paura
prima di poter uscire
ed essere felici?
quante madri dovranno
vedere le vite dei propri figli spegnersi
tra le proprie mani ?
quanto tempo servirà ancora
prima che l’uomo impari a fare la pace
invece che la guerra?
queste domande non hanno risposta
perché in fondo
la guerra non dovrebbe esistere.

(di Nezar Mahboul 3^G)

 

LA GUERRA

un film horror, con un orrore reale
una politica propensa solo all’espansione
un terrore vicino, reale

nel silenzio riecheggia il fischio della distruzione
nell’aria solo rumori detriti e un gran polverone
con città di cui è rimasta solo la devastazione

campi in cui non cresceranno più fiori
dove l’unico suono udibile è quello di
astio, odio e discriminazione

 (di Jacopo Palazzi 3^G 2022/23)

 

LE DOMANDE DI UNA VITA

Quante onde devono infrangersi sulle scogliere
prima di scomparire.

Quanto dovrà soffrire un uomo
prima di trovare se stesso.

La risposta, amico mio sta soffiando nel vento
La risposta, sta soffiando nel vento.

Per quanto tempo un uomo deve soffrire
prima di trovare la sua via.

Quante volte un uomo deve cadere
prima di trovare il suo equilibrio.

E quante volte un essere umano dovrà guardare avanti
lasciandosi il passato alle spalle

La risposta, amico mio, sta soffiando nel tempo
La risposta sta soffiando nel vento.

(di Francesco Pennetta 3^G)

 

LE SFIDE DELLA VITA

Quante sfide dovremo affrontare,
quanti problemi dovremo superare nella vita.
Dove sono le persone disposte ad aiutarmi in questo brutto periodo?
Chi mi darà momenti di pace
e di tranquillità?

Quanto tempo possiamo vivere senza poter prendere una decisione
ed essendo sempre controllati dagli altri?
Quanto tempo possiamo restare chiusi in una bolla
prima che scoppi?

La risposta, amico mio, sta nel cambiare se stessi in meglio,
sta nell’essere se stessi.
La risposta, amico mio, sta nelle persone a te care,
sta nelle persone che tengono a te.

(Martina Caselli 3G)

Per alcuni giorni, pubblicheremo le poesie lette a Ferrara l’8 ottobre scorso al Reading di poesia nell’ambito della Seconda Edizione di Ultimo Rosso.
I ragazzi e le ragazze della 3 G dell’Istituto Tecnico Luigi Einaudi – indirizzo Grafica e Comunicazione hanno lavorato in classe ispirandosi al testo “Blowin’ in the wind” di Bob Dylan, coordinati dalla professoressa di Lettere Cecilia Bolzani (anche lei componente del Collettivo P0etico Ultimo Rosso).
Buona poesia a tutti.

In copertina: Le ragazze e i ragazzi della Einaudi al Reading di piazza Municipale (foto Valerio Pazzi)

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Pierluigi Guerrini

Pier Luigi Guerrini è nato in una terra di confine e nel suo DNA ha molte affinità romagnole. Sperimenta percorsi poetici dalla metà degli anni ’70. Ha lavorato nelle professioni d’aiuto. La politica e l’impegno sono amori non ancora sopiti. E’ presidente della Associazione Culturale Ultimo Rosso. Dal 2020 cura su Periscopio la rubrica di poesia “Parole a capo”.

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PAESE REALE

di Piermaria Romani

PROVE TECNICHE DI IMPAGINAZIONE

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05.12.2023 – La manovra del governo Meloni toglie un altro pezzo a una Sanità Pubblica già in emergenza, ma lo sciopero di medici e infermieri non basterà a salvare il SSN

16.11.2023 – Lettera aperta: “L’invito a tacere del Sindaco di Ferrara al Vescovo sui Cpr è un atto grossolano e intollerabile”

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14.11.2023 – Ferrara, la città dei fantasmi

07.12.2023 – Un altro miracolo italiano: San Giuliano ha salvato Venezia

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Pescando un pesce d’oro
5 titoli evergreen dall’archivio di 50.000 titoli  di Periscopio

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
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Francesco Monini
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