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Aspettando la primavera con un delicato albo illustrato di Davide Calì e Richolly Rosazza, “E’ primavera, signor Alce”, di Kite edizioni.

Torna il signor Alce, con un libro che ci fa sognare la primavera, quella stagione fatta di novità e voglia di rinascita.

Davide Calì e Richolly Rosazza riportano in libreria le avventure di questo magnifico personaggio, con l’albo dai colori tenui “E’ primavera, signor Alce”, edito da Kite edizioni.

La primavera è fatta di attese, di novità, di voglia di ricominciare, di continue riscoperte, di tenui profumi che avvolgono, quelli del miele e dei fiori che sbocciano. Oziando e giocherellando fra i prati, le colline, le montagne e le nuvole. Con tenerezza.

La neve è ormai sciolta, ne resta solo qualche mucchietto a testimonianza dell’inverno che fu. C’è voglia di nuovo nell’aria, desiderio di giocare, di perdersi fra le ali degli uccellini che fanno il nido, di vita che sboccia, che ritorna al felice tepore dei tiepidi raggi mattutini del sole. Ritorna la magia dei tramonti rosa-celesti che arrivano più tardi.

Come tutti gli esseri viventi, il signore Alce vuole partecipare a questa festa, in compagnia degli amici più cari. Ed ha pure appetito, voglia di patatine novelle fatte al forno. Un rimedio contro il raffreddore del suo amico Bruno, un simpatico orso. O meglio, il simpatico orso che aveva conosciuto ne “Il signor Alce”, degli stessi autori, sempre di Kite (2021).

Alce, all’arrivo della primavera, sente il bisogno di novità: pulire la casa, mettere fiori sul davanzale o in giardino, comprare nuovi oggetti, lavare le tende, togliere la polvere. Mi viene in mente un bellissimo libro di Marie Kondo sul magico potere del riordino.

Eccolo allora pronto ad uscire di casa per acquistare narcisi e tulipani, presine e strofinacci. E poi, ora che ha un amico, gli serve una padella più grande per una gustosa frittata da preparare con erbe gustose. Anche se la primavera si avvicina, la sera, in casa è fresco. Con il suo amico Bruno eccoli allora pronti ad una bella cenetta davanti al camino acceso scoppiettante. L’indomani si può anche andare al lago a pescare, le canne sono nel capanno degli attrezzi…Ma che terribile disordine!

Quante cose accatastate, Alce non butta via davvero nulla, tutto può servire prima o poi. L’occasione per riordinare un po’, insieme a Bruno, riparare la porta del capanno e sistemare. Panino, riposino e tuoni.

Imprevisti che portano altri imprevisti e sorprese, imprevisti che fanno cambiare i piani. Ogni gioco ricomincia, nuove idee. Un albo che celebra l’amicizia e la bellezza dello stare insieme anche quando le cose non vanno come si era immaginato.

 

Perché la vita è meravigliosa, tutta una sorpresa. Basta essere fra amici.

Davide Calì, Richolly Rosazza, È primavera, signor Alce, Kite, Padova, 2024, 32 p.

Libri per bambini, per crescere e per restare bambini, anche da adulti.
Rubrica a cura di Simonetta Sandri in collaborazione con la libreria Testaperaria di Ferrara

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Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Giornalista pubblicista dal 2016, ha conseguito il Master di Giornalismo presso l’Ecole Supérieure de Journalisme de Paris, frequentato il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di Cinema Immagina di Firenze, curato da Giovanni Bogani, e il corso di sceneggiatura cinematografica della Scuola Holden di Torino, curato da Sara Benedetti. Ha collaborato con le riviste “BioEcoGeo”, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, “Mosca Oggi” e con i siti eniday.com/eni.com; ha tradotto dal francese, per Curcio Editore, La “Bella e la Bestia”, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Appassionata di cinema e letteratura per l’infanzia, collabora anche con “Meer”. Ha fatto parte della giuria professionale e popolare di vari festival italiani di cortometraggi (Sedicicorto International Film Festival, Ferrara Film Corto Festival, Roma Film Corto Festival). Coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Belgio, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

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