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9 Giugno 2014

Dato per scontato

Tempo di lettura: 4 minuti


Dato per scontato, n° 1. Durante lo scorso anno scolastico, chiesi ai bambini della mia classe di disegnare una scena del capitolo iniziale della “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”.
Dopo qualche giorno una bambina, che qui chiamerò Elisa, mi riconsegnò un bellissimo disegno colorato in cui si vedevano molti gabbiani in volo, un bel sole tutto raggiante sopra un mare mosso e, in mezzo alle onde, un banco di scuola galleggiante con sopra dei pesci. 
Quando le chiesi perché avesse disegnato un banco nel mare, lei mi rispose che aveva illustrato la parte del capitolo che inizia con l’esclamazione del gabbiano di vedetta: “Banco di aringhe a sinistra!”
Elisa aveva immaginato che un banco di aringhe fosse un gruppo di pesci che nuotano sopra ad un banco di scuola.
Di solito quando leggiamo mi preoccupo di chiedere se tutti i bambini hanno capito e mi fermo a spiegare le parti che hanno termini difficili ma, quella volta ho dato per scontato che tutti avessero colto quell’espressione solo per il fatto che conteneva termini comprensibili.
Non mi sono preoccupato di spiegare il significato del termine “banco” perché per me era semplice in quel contesto.
Ho sbagliato perché ho dato per scontato qualcosa che invece per gli altri non lo era… però ci siamo divertiti insieme.

Dato per scontato, n° 2. Nella mia classe c’è un bambino che sbaglia in una maniera stupenda.
Quel bambino, che qui chiamerò Gianni, non si accorge di sbagliare ma, nell’esposizione orale o scritta, se ne esce spesso con degli errori così perfetti che fa venire voglia di immaginare nuove situazioni.
Un giorno Gianni ci ha raccontato che, una sera, lui e la sua famiglia avrebbero dovuto uscire per andare in pizzeria ma erano così stanchi che, alla fine, hanno deciso di ordinare “una pizza ad omicidio”.
Gianni ha confuso involontariamente “pizza a domicilio” con “pizza ad omicidio”.
Come potevo insegnargli la parola corretta se non partendo prima dall’inventare insieme una storia thriller-umoristica con assassinio finale (tranquilli, la pizza era caricata a… salve!!! Insomma era una pizza che saluta prima di sparare).
Un’altra volta Gianni ha scritto che, insieme ai genitori, ha avuto la fortuna di andare in un albergo talmente bello che, in camera, c’era addirittura la “vasca libromassaggio”.
Quella volta aveva usato la sua straordinaria espressione al posto di “vasca idromassaggio” e noi ci siamo tuffati ad inventare una storia ambientata in una vasca da bagno, immersi in letture così rilassanti che abbiamo dovuto stare attenti a non metter nella vasca anche i libri con la copertina rigida perché altrimenti gli angoli avrebbero punto la pelle.
Gianni non si è preoccupato di spiegare il significato dei termini “pizza ad omicidio” e “vasca libromassaggio” perché per lui erano espressioni chiare nel suo contesto.
Ha sbagliato perché ha dato per scontato qualcosa che invece per gli altri non lo era… però ci siamo divertiti insieme.

Dato per scontato, n° 3. L’8 ottobre 2013 Matteo Renzi proponeva una “campagna a tappeto con i protagonisti del mondo della scuola”.
Il 6 febbraio, nella sua relazione introduttiva alla Direzione nazionale del Pd, Matteo Renzi indicava nei primi giorni di marzo l’inizio della “campagna d’ascolto degli insegnanti”.
Il 9 aprile, il Presidente del Consiglio ha dichiarato, nella stessa sede, che la campagna sarebbe partita tra la fine di aprile e l’inizio di maggio.

A tutt’oggi Matteo Renzi non è ancora partito per la “campagna” di ascolto; evidentemente ha preferito coltivare a tappeto la “campagna” elettorale per le elezioni europee.
Il presidente del Consiglio non si è preoccupato di spiegare il significato del termine “campagna” perché per lui evidentemente è un’espressione con un solo significato nel suo contesto.
Non posso dire se ha sbagliato chi ha dato per scontato il suo ascolto nei confronti della scuola oppure chi lo sta criticando… però non trovo divertente che si prendano in giro “i protagonisti del mondo della scuola”, promettendo campagne di ascolto che, per ora, rimangono aride.

Ad esempio per me il termine “campagna” è importante perché ha anche il significato di “campagna” per il rilancio e la ripresentazione in Parlamento della “Proposta di Legge popolare per una buona scuola della Repubblica”.
Infatti il 15 marzo scorso, nel corso del Convegno nazionale “Le parole chiave per capire il presente e progettare il futuro della nostra scuola”, è stato riconosciuto che la legge popolare è ancora attualissima; per questo le associazioni che la ripropongono hanno creato la campagna “Adotta la Lip”, strutturando un sito dove la Legge, oltre che essere letta, può essere  adottata, scegliendone e colorandone i termini più significativi
Giovedì 12 giugno, presso la sala stampa di Montecitorio, è stata organizzata una conferenza stampa in cui, chi crede in una buona scuola, si appellerà ai parlamentari della Repubblica affinché sottoscrivano e ripresentino a loro nome la proposta di legge.

Per informazioni:
http://adotta.lipscuola.it/
https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2014/04/28/vivalascuola-170/
https://www.facebook.com/adottalalipscuola?ref=ts&fref=ts
Comunque crediate in una buona scuola della Repubblica, buona adozione.

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Mauro Presini

È maestro elementare; dalla metà degli anni settanta si occupa di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Dal 1992 coordina il giornalino dei bambini “La Gazzetta del Cocomero“. È impegnato nella difesa della scuola pubblica. Dal 2016 cura “Astrolabio”, il giornale del carcere di Ferrara.

Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

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Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

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Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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