Giorno: 22 Novembre 2015

Martedì 24 novembre a Palazzo Bonacossi presentazione del libro “La politica dei beni culturali in Italia” di Simone Verde

da: Amici dei musei e monumenti ferraresi

Si comunica che Martedì 24 novembre 2015 alle ore 17,00 a Palazzo Bonacossi, per il ciclo Il Museo. Dentro e intorno, il professor Simone Verde presenterà il suo libro La politica dei beni culturali in Italia. Attualità e storia. Dialogherà con l’autore il professor Andrea Emiliani.
Vi aspettiamo numerosi. L’ingresso come di consueto sarà gratuito.
Amici dei Musei e Monumenti Ferraresi
Via Boccaleone, 19 – 44121 Ferrara
Mail: amicimuseiferrara@libero.it
Tel. 39.229.20.889 — 335-83.77.211
Orari: martedì e giovedì 10,30-12,00
** La nostra pagina sul sito del comune di Ferrara
www.comune.fe.it / Associazioni online / culturali
** Seguite la nostra pagina su Facebook
Amici Musei Monumenti Ferraresi

Martedì 24 novembre a Palazzo dei Diamanti l’avvio del progetto dell’Istituto Alda Costa “Volti e mani parlanti”

da: organizzatori

Volti e mani parlanti: l’interiorità dell’uomo attraverso i dipinti conservati nella Pinacoteca Nazionale del Palazzo dei Diamanti. E’ il titolo del progetto dell’Istituto Comprensivo Alda Costa che ha vinto la V edizione del concorso regionale Io Amo i Beni Culturali.e che unisce gli intenti formativi dell’Istituzione scolastica capofila con quelli divulgativi dell’Istituzione culturale Pinacoteca di Ferrara. Sotto la guida dei loro insegnanti, i ragazzi ideeranno e realizzano campagne di comunicazione, organizzando mostre ed eventi e partecipando attivamente alla vita locale. Gli alunni di Ferrara coinvolti avranno tutto quest’anno scolastico per essere protagonisti di azioni mirate alla riscoperta della Pinacoteca e alla sua promozione. L’idea progettuale prevede che la loro attenzione sia stimolata a partire dalle sensazioni suscitate da un aspetto particolare dei dipinti: le mani e i volti dei soggetti raffigurati.
Martedì 24 novembre, si darà avvio al progetto con una riunione plenaria di tutti i partner presso la Pinacoteca a Palazzo Diamanti. L’incontro fra l’Istituto capofila “Alda Costa” e la Pinacoteca è coordinato dall’insegnante Susanna Losciale ideatrice del progetto con la direttrice Anna Stanzani che condurrà una guida nelle sale del museo, evidenziando al gruppo di lavoro le opere più significative al tema proposto. Prendono parte al programma dell’Istituto Comprensivo “Alda Costa” la scuola secondaria di primo grado “M.M. Boiardo” con le insegnanti Speranza Cataldo, Lina Marchetti e Erminia Sannini; le scuole primarie dell’Istituto comprensivo statale capofila , “Alda Costa”, “Alessandro Manzoni” e “Giovanni Battista Guarini” con le insegnanti Susanna Losciale, Claudia Titi e Patrizia Sgarbi. La scuola partner Liceo classico “Ludovico Ariosto” è presente con le insegnanti Caterina Pieri e Angela Pampolini. Intervengono nelle classi: l’ Archivio storico comunale con Beatrice Morsiani e Corinna Mezzetti; la Biblioteca comunale Ariostea con Angela Poli; “ARCH’è” Associazione culturale “Nereo Alfieri” con Silvana Onofri, la Home Gallery “MLB di Maria Livia Brunelli, l’Associazione “Autori Diari di viaggio” con Roberto Cariani, il gruppo “Musicoterapia” con Matide Pirazzini, Natashja Mazza e Giulia Murgia; cura la documentazione Maria Bonora; contribuiscono allo studio preselezionando i documenti fotografici utili L’Archivio del Liceo “L. Ariosto” con Alessandra Guidorzi e l’Archivio dei Musei di arte antica e storico-scientifici del Comune di Ferrara con Giovanni Sassu. Protagonisti principali saranno però tutti gli studenti coinvolti, investiti del ruolo di animatori culturali, testimoni e futuri custodi dei beni nella nostra città.

Ricostruzione, torna a Solara di Bomporto (Mo) la scuola elementare distrutta dal sisma

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia Romagna

Bonaccini: “Investire nella scuola vuol dire investire sul nostro bene più prezioso: i nostri figli e nipoti. Anche questa realizzazione dimostra che c’è una Italia che funziona”

E’ stata inaugurata oggi la nuova scuola elementare a Solara, frazione del Comune di Bomporto nel modenese, gravemente danneggiata dal sisma del 20 e 29 maggio 2012.
“Questa è una giornata importante – ha detto il presidente della Regione Stefano Bonaccini, intervenuto alla inaugurazione – perché investire sulla scuola significa investire sul bene più prezioso che abbiamo: i nostri figli e i nostri nipoti. Questo bellissimo edificio, costruito grazie a fondi regionali, parte delle donazioni degli sms solidali e contributi da aziende e associazioni, è la dimostrazione di come il territorio abbia reagito unito alla tragedia di tre anni fa”.
“Oggi, partecipando con voi a questa cerimonia – ha proseguito il presidente della Regione – voglio dare una ulteriore buona notizia: dalla Commissione bilancio del Senato via libera ad ulteriori 160 milioni di euro per la ricostruzione del patrimonio pubblico danneggiato dal sisma”.
“Il lavoro fatto, le risorse che concretamente sono state rese disponibili e, non da ultimo, l’inaugurazione di questa scuola, che segue una dozzina di altre già inaugurate nei mesi scorsi nell’area del cratere – ha concluso il presidente – sono la dimostrazione che c’è un Italia che funziona, che è determinata a raggiungere quegli obiettivi ambiziosi che sono la miglior garanzia per tutelare la qualità della vita e del lavoro che ogni cittadino di questo Paese può e ha il diritto di desiderare”.

La ricostruzione del nuovo edificio scolastico di Solara – per un costo di oltre 770 mila euro – è stata realizzata anche grazie alle risorse raccolte con gli Sms e le donazioni dell’azienda farmaceutica Sanofi e di Croce Rossa Italiana.
I finanziamenti concessi dal Commissario delegato alla ricostruzione – che ha messo a disposizione oltre 280 mila euro – rientrano in quelli previsti con l’ordinanza 20 del 19 febbraio 2013, che consente ai Comuni di riorganizzare la rete scolastica anche attraverso la costruzione di edifici in sedi diverse da quelle originarie.
Per Solara, il Comune di Bomporto ha scelto questa opportunità per realizzare un nuovo edificio al posto della scuola primaria “Sorelle Luppi”, gravemente danneggiata dal terremoto.

Le caratteristiche della nuova scuola
L’edificio scolastico – completamente antisismico – è dotato di cinque aule, due laboratori, una sala insegnanti e una mensa, e potrà ospitare fino a 125 alunni. La struttura portante è completamento in legno con soluzioni tecnologiche e impiantistiche avanzate (sia per l’isolamento termico che dell’areazione) rendendo l’edificio di classe “A” per quanto attiene il consumo energetico. Un impianto fotovoltaico copre il 50% del consumo elettrico. Un collegamento coperto unisce la struttura scolastica con la vicina palestra interamente ricostruita grazie ai fondi regionali per un milione e 100 mila euro circa (struttura versatile per diverse attività, dal mini-volley, al basket, calcetto, fino al pattinaggio ma anche per corsi di psicomotricità dei bambini di 4-5 anni e ginnastica per adulti). Un nuovo campo da calcio – la cui realizzazione è prevista entro il primo semestre dell’anno prossimo -completerà il polo scolastico.

Il temp(i)o delle erbacce

outer green4Oggi parliamo di erbacce. Sì, avete capito bene, di erbacce. Non siamo impazziti o particolarmente stravaganti ma solo molto curiosi. E girovaghi. D’altra parte, in questi giorni difficili per tutto il mondo, dobbiamo provare a distrarci un po’, per quanto possibile.

Avete presente quelle erbe selvagge che spesso notiamo sbucare fra le fessure che separano i passi di antiche pietre di pavimentazioni millenarie o che occhieggiano dalla semplici piastrelle di garage o di piazzette periferiche abbandonate? Quelle fronde fastidiose che crescono come se nulla fosse, incuranti di tutto e di tutti, che spesso definiamo infestanti e che disturbano qualche occhio delicato ed elegante? Ecco, proprio loro, con l’invadenza tipica di chi se ne frega di ogni giudizio, di chi, noncurante, svetta verso il cielo alla ricerca solamente di aria fresca e di luce intensa. Quelle signorine sfrontate passeggiano per gli spazi urbani, occupano ambienti che spesso nessuno vuole. Come non farci caso.

Alcuni giovani moscoviti ci hanno prestato particolare attenzione e ne hanno fatto un progetto. Sono i ragazzi di Urban Fauna Lab (urbanfaunalab.org), Aleksey Buldakov e Anastasia Potemkina. E all’esposizione della Fondazione V-A-C presentano l’interessante “Tempio delle erbacce” (“Weed temple”). Molte erbacce crescono in siti urbani abbandonati, luoghi di nessuno, nelle zone ruderali, lungo i marciapiedi delle stazioni ferroviarie, i lati delle strade o sui muri e negli spazi solitari accanto a edifici in disuso. La loro distribuzione nella varie aree della città riflette i cambiamenti nello sviluppo della stessa e delle sue infrastrutture. Riflettono dunque, come uno specchio, i cambiamenti sociali ed economici di una metropoli (ma non solo). Assenzio (artemisia absinthium, piccola pianta erbacea), bardana (arctium iappa, pianta dermopatica dai fiori viola), ortica (urtica dioica, pianta erbacea perenna, con proprietà medicinale e uso nel tessile), cardo (carduus, erbe alte, in genere spinose con fiori simili al carciofo), dente di leone (o tarassaco, taraxacum officinale, dal fiore giallo, usato sia dalla cucina che dalla farmacopea popolare e importante in apicoltura, in quanto fornisce alle api sia polline che nettare) e piantaggine (plantago lanceolata, pianta erbacea medicinale spontanea) sono tutte piccole piante erbacee spontanee che polano terreni e natura spesso feriti dalle mani dell’uomo. Il gruppo di artisti di Urban Fauna Lab ricerca la relazione simbiotica e “parassitica” fra la gente, gli animali e le piante che spuntano nell’ambiente urbano e si interrogano sullo status sociale e culturale delle piante.

Weed Temple, Mosca
Weed Temple, Mosca

Non è la prima volta che si interessano del fenomeno della “flora ruderale”, lo avevano già fatto con il progetto “outer green” (http://urbanfaunalab.org/outer-green), presentando le piante che lottano contro gli edifici abbandonati, la loro forza e voglia di sopravvivere al degrado. Qui i pezzi di mattone, la sabbia, i detriti di costruzione incitano le piante a una rapida crescita, offrono loro spazio da ricoprire e da abbracciare. Vuoti da colmare. Oggi propongono la creazione di parchi e giardini di flora ruderale nei posti già occupati da queste piante senza chiedere permesso. Questi spazi dovrebbero essere concepiti come veri parchi, un luogo di divertimento dove passare tempo prezioso e sereno con amici e bambini. I parchi servirebbero poi anche da punti di osservazione per studiare le modalità con le quali appaiono nello spazio urbano e come le piante si adattano, da sole, a tali condizioni. Gli studi potrebbero contribuire a creare una strategia diversa dell’“urban landscape gardening”, un’alternativa a quella che viene, da alcuni, definita una politica irresponsabile della città di Mosca in tal campo (come i giardini e i parchi che vengono ripopolati di bellissimi ma costosissimi fiori ogni anno, verso maggio). Nella mostra il progetto e l’idea sono rappresentati da una struttura da una casa estiva-struttura modulare costruita utilizzando foglie e gambi secchi di pànace (heracleum sphondylium o spondillo, pianta erbacea perenne, con proprietà digestive). Dentro la casa si trova un erbario con vari tipologie di piante cittadine e piccoli giardini mobili.

Outer green, Urban Fauna Lab
Outer green, Urban Fauna Lab
Outer green, Urban Fauna Lab
Outer green, Urban Fauna Lab

Perché le crepe nelle costruzioni, nei terreni e negli spazi abbandonati non sono solo simbolo di degrado urbano, sono vuoti per alcuni, aria per altri, radici e semi che si prendono quello spazio. Ogni seme è una piccola pianta potenziale. Spargiamone allora, o lasciamolo fare alle piantine stesse, aiutandole magari un po’, perché si installino in vuoti che si colmano, che si possono riempire di verde. Per quanto selvaggio. Nel tempio delle erbacce, al tempo delle erbacce.

Urban Fauna Lab, pagina facebook : https://www.facebook.com/urbanfaunalab/

 

Per voi [cliccando qua] un’altra bella e interessante storia, ancora sostenuta dalla Fondazione V-A-C (pubblicata qualche giorno fa su Ferraraitalia), un altro esempio di creatività giovanile che cerca un respiro dalla realtà, nei suoi legami fra arte e spazio urbano.

creativita

LA RIFLESSIONE
Alleanza generazionale contro la tirannia del pensiero unico

Questi sono tempi di grande cambiamento, di effervescenza e di rischio. Tuttavia non si possono cogliere i segni dei tempi, quelli che ci mostrano una direzione e un senso profondo, se ci si ostina a inquadrare il mondo con categorie inadeguate, a osservarlo con vecchi occhiali, a considerarlo alla luce di tendenze che non sono più tali. Gli attori stessi di questo cambiamento potrebbero rivelarsi assai diversi da quelli che vorrebbe il pensiero unico dominante.

1. Marcel Proust affermò che “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. Ceteris paribus, la cosa più importante per vedere ciò che è essenziale è avere il coraggio di guardare il mondo con occhi nuovi. La vera scoperta consiste nel guardare le cose date per scontate con altri occhiali, osservarle attraverso il filtro di buone teorie anziché attraverso lo schermo del pregiudizio dato per scontato.
Cose ed eventi parlano in modo nuovo a chi ha l’ardire di lasciarsi sorprendere. Per assumere questa nuova prospettiva bisogna avere testa libera e piedi ben appoggiati al terreno; urge vivere l’adesso e ricercare al di la del senso comune e della comune opinione la tradizione che ci lega al passato e la visione che ci connette al futuro. Bisogna accettare la sfida della creatività che fa l’uomo degno di chiamarsi uomo.

2. La creatività, che sembra rappresentare una caratteristica così spiccata dell’indole italica, si esercita in mille modi e in ogni contesto: ci aiuta a costruire un mondo nuovo, ma anche a pensare e a valutare quello in cui viviamo.
La cosa più importante per vivere bene in questo mondo non è l’accesso al consumo, ma al senso e al significato. Un mondo sempre più dominato dalla tecnologia che sembra produrre certezze e dare risposte si fonda su una scienza che sempre più interroga e pone domande. Se il destino dell’uomo è vivere in un ambiente tecnologico intelligente, popolato di oggetti intelligenti in costante evoluzione, impiantato in un ambiente naturale sempre meno naturale, sono la sua natura e la sua identità a dover essere profondamente ripensate. Per far questo però serve assoluta consapevolezza circa la natura del sistema sociale: bisogna essere spietati nel comprendere le forze che spingono, tirano, manipolano e influenzano. Non si può continuare a pensare l’uomo come un consumatore e la società come un sottoprodotto dell’economia, pena la distruzione del sistema stesso.

3. Il nuovo mondo tecnologico si mostra dominato da terribili tensioni demografiche. A fronte di una popolazione complessiva tendenzialmente stabile intorno ai 60 milioni, con stati poveri in costante e drammatica crescita demografica, i dati Istat ci dicono che in Italia la popolazione over 65 è oggi pari al 20,3% (con una stima per il 2043 del 32%). E’ un dato che, insieme al bassissimo tasso di natalità (circa 1,4 figli per donna a fronte del 2,1 necessario per mantenere costante la popolazione) e all’aumento della durata media della vita, spaventa molti, che vedono in questo processo demografico i più svariati pericoli: dalla crisi delle pensioni alla perdita dell’identità culturale, travolta dall’immigrazione. Questi numeri devono far molto riflettere, anche se una interpretazione puramente negativa non è né unica né necessaria.

4. I quasi 13 milioni di italiani over 65, pensionati che troppo frettolosamente si definiscono anziani, sono numericamente essenziali per il presente e per il futuro del Paese, ma sono riconosciuti raramente come veri protagonisti sociali attivi di questo cambiamento epocale. Più spesso – ovvero quando non sono ricchi e potenti – sono descritti come obsoleti (sorte che tocca anche agli over 50 espulsi dai processi produttivi), ridotti allo stereotipo del/la nonno/a, eletti a sostegno economico delle famiglie dei figli. Raramente l’enorme patrimonio di conoscenze, relazioni, competenze, motivazioni e storie raccolto durante un intero percorso di vita viene riconosciuto e valorizzato.
Chi esce integro da una vita di lavoro ha oggi davanti a sé una lunga speranza di vita, un periodo potenzialmente creativo dove recuperare la dimensione del gioco e della gratuità. Un periodo nel quale l’adulto che ha lavorato può permettersi di tornare ad essere bambino in una misura che, ai bambini di oggi, totalmente manipolati fin dalla più tenera età per diventare i consumatori di domani, riesce paradossalmente molto difficile. Ma non solo: gli anziani che dispongono di una pensione dignitosa, non più implicati nei meccanismi di carriera e nei faticosi processi sociali indispensabili per mantenere la reputazione lavorativa, sono potenzialmente liberi da molte delle pressioni che obbligano ad atteggiamenti e comportamenti fortemente stereotipati: chi se non queste persone potrà ancora affermare che “il re è nudo”?
Proprio gli anziani possono fornire quei servizi ad alto valore sociale e culturale che il welfare spolpato non è più in grado di garantire. Loro possono essere gli attori fondamentali per difendere, creare e ri-creare i beni comuni e la fiducia indispensabile al funzionamento della società.

5. L’impegno e la responsabilità personale e collettiva di tutti gli umani viventi, ovvero di tutte le generazioni, sono la chiave di volta di un cambiamento che, in Italia, deve essere innanzitutto consapevole. Questo impegno è necessario per ricostruire costantemente quel capitale sociale che un’economia selvaggia implacabilmente distrugge. Questa responsabilità è necessaria in un mondo che deve essere concepito come un sistema complesso in cui tutto è connesso, anche le vecchie e le nuove generazioni. In questo mondo ogni piano e ogni progetto che partono con giuste pretese di razionalità, generano con grande probabilità effetti inattesi, esternalità ed effetti perversi; producono apprendimenti e benedizioni, conseguenze che a volte superano o vanno in altra direzione rispetto agli obiettivi inizialmente definiti.
Per agire bene in questo mondo, che ha la delicatezza e l’eleganza di un sistema biologico piuttosto che la forza cieca e il determinismo di un dispositivo meccanico, serve una consapevolezza profonda e diffusa, ancora lontana dal senso comune che premia il conformismo e il dato di fatto, che tutela l’opinione autorevole a discapito dell’argomentazione fondata.

6. Oggi più che mai c’è bisogno di lanciare una sfida creativa che sappia coinvolgere anche le vecchie generazioni, in una nuova creazione collettiva di senso, fondata su assunti diversi da quelli promossi dal cosiddetto pensiero unico dominante. Per far questo bisogna saper riconoscere l’arte e la poesia presente in ogni cosa, come bisogna ammettere ed accettare la parte d’ombra che è in noi e nella società.

A Palazzo Re Enzo, vino, cucina e mito

Mito, rito e simbolo sono connaturati con qualunque forma di civiltà, nascono con essa e con essa si sviluppano. (Franco Cardini)

Il 21, 22 e 23 novembre ha luogo a Palazzo Re Enzo il Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia-Romagna; oltre al prodotto dedicato, il vino, e alle circa 120 cantine selezionate, è stata allestita un’area dedicata ai prodotti gastronomici in collaborazione con Piacere Modena, sono poi in programma le esibizioni di cuochi rinomati che cucineranno sul tema di questa edizione: la pasta ripiena. In questo contesto non potevano mancare i tarocchi, inventati a Bologna da un principe all’inizio del ‘400 e diventati presto popolari, i tarocchi sono un meraviglioso contenitore dove la nostra cultura ha nel tempo riposto i significati che erano al centro della nostra vita: rima una grande biblia pauperum, poi via via la rappresentazione delle nostre paure, delle ambizioni, del pensiero simbolico, della morale, ed anche dell’immaginazione.

Date: 21-22-23 novembre
Luogo: Bologna – Palazzo Re Enzo

orari per il pubblico:
sabato 21 Novembre: 11.00 – 20.00
domenica 22 Novembre: 11.00 – 20.00
lunedì 23 Novembre: 11.00 – 20.00

Per Informazioni: commerciale@enotecaemiliaromagna.it
Telefono (+39) 0542 367 700
Portatile (+39) 347 512 536 5 (durante la manifestazione)

Per maggiori informazioni clicca qui

Sport

Pietro_Paolo_Mennea
Pietro Paolo Mennea

Lo sport insegna che per la vittoria non basta il talento, ci vuole il lavoro e il sacrificio quotidiano. Nello sport come nella vita. (Pietro Paolo Mennea)

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la giornata…

Jack

Oggi è il 22 novembre e visto che in questi giorni qualcuno parla di “far fare la fine di Kennedy” a qualcuno io ne approfitto e torno alla mia ossessione per i presidenti americani.
Il 22 novembre 1963 infatti, JFK, sulla sua Lincoln presidenziale, su quella strada a Dallas e niente, lo sappiamo tutti.
Confesso che non c’ho mai capito niente.
Mi sono sciroppato persino quel pallosissimo film di Oliver Stone.
Ma vabbè, non che mi aspettassi molto da Oliver Stone, fessacchione io a dargli fiducia.
Probabilmente questa storia resterà per sempre parecchio nebulosa e tralasciando il sondaggio del 1966, pare che ancora adesso, una percentuale davvero ridicola di americani si sia bevuto “la versione ufficiale”.
Tralasciando la versione ufficiale le cose più interessanti e divertenti sono le varie teorie complottare fiorite sulla cosa.
La più pesa: Kennedy ucciso da Elvis.
SUPER.
R-1375313-1214130243.jpegAndatevela a cercare perché davvero merita.
Io non ho mai avuto un’altissima opinione su JFK.
Ma mi ha sempre colpito molto il suo ascendente sull’immaginario americano e, insospettabilmente anche sul punk rock.
Da quel pezzo dei Misfits che diede il nome ai Texas Is The Reason ai ricordi del 22 novembre raccontati in “Please Kill Me”, vera e proprio Bibbia del punk americano.
Il mio – scusate l’espressione – libro da cesso preferito.
Mi ricordo un Warhol in lacrime che si limona non mi ricordo chi.
Ma la cosa che mi ha sempre colpito è l’ossessione di Ron Asheton, chitarra e vera mente degli Stooges, per JFK.
Il vecchio Ronnie, infatti, al di là delle sue amate svastiche, c’era davvero sotto con JFK.
Pare che sia stato anche uno dei bimbi in prima fila durante una visita di Kennedy nel Michigan.
Mai capito perché ci fosse così sotto.
Ma in fondo quello era un periodo parecchio strano e proprio in quel 22 novembre uscì in America With The Beatles.
Quindi, buon divertimento a tutti i piccoli robertogiacobbo che leggono perché il 22 novembre 1968 uscì pure l’album bianco dei Beatles, quello che fece sbiellare Charlie Manson.
Ma chi se ne frega.
Ho voluto strumentalizzare questa storia così strumentalizzata al fine di usarla come scusa solo per infliggere a tutti questo pezzo dei Destroy All Monsters a chiusura della pappardella.
Band nata da un incrocio fra futuri artisti affermanti di Ann Arbor, Michigan, con l’ingresso di Ron Asheton alla chitarra si trasformarono in un gruppo rock, abbandonando la loro auto-proclamazione di band anti-rock.
Un bel po’ prima dei più “acclamati” Throbbing Gristle.

Ogni giorno un brano intonato alla cronaca selezionato e commentato dalla redazione di Radio Strike.

Selezione e commento di Andrea Pavanello, ex DoAs TheBirds, musicista, dj, pasticcione, capo della Seitan! Records e autore di “Carta Bianca” in onda su Radio Strike a orari reperibili in giorni reperibili SOLO consultando il calendario patafisico. xoxo <3

Radio Strike è un progetto per una radio web libera, aperta ed autogestita che dia voce a chi ne ha meno. La web radio, nel nostro mondo sempre più mediatizzato, diventa uno strumento di grande potenza espressiva, raggiungendo immediatamente chiunque abbia una connessione internet.
Un ulteriore punto di forza, forse meno evidente ma non meno importante, è la capacità di far convergere e partecipare ad un progetto le eterogenee singolarità che compongono il tessuto cittadino di Ferrara: lavoratori e precari, studenti universitari e medi, migranti, potranno trovare nella radio uno spazio vivo dove portare le proprie istanze e farsi contaminare da quelle degli altri. Non un contenitore da riempire, ma uno spazio sociale che prende vita a partire dalle energie che si autorganizzano attorno ad esso.

radio@radiostrike.info
www.radiostrike.org

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013