26 Marzo 2020

CITTA’ VUOTA:
E il mio esame di maturità? E il test all’università? Eppure sono convinta…

Alice Miraglia

Tempo di lettura: 2 minuti

Non avevamo tempo e adesso ne abbiamo troppo.
Quando penso a Ferrara, alla mia città, non riesco a fare a meno di immaginarmi le vie del centro brulicanti di persone in bicicletta, di fretta. Piazza Ariostea superata quest’anno da piazza Verdi, rumorosa e piena di giovani universitari che non si fanno fermare neanche dalle rigide temperature invernali.
Eppure adesso è tutto fermo, grigio, surreale.
La mia città sì è trasformata in una nuova Pripyat, dove il suono più assordante è il silenzio.
Eppure, basterebbe entrare in una qualunque casa italiana dal primo giorno di quarantena a questa parte, per rendersi conto di quanto rumore ci sia invece tra quattro mura. Quando mai ci è capitato di essere costretti a stare in casa fermi con la nostra famiglia? Da quanto era che non passavo del vero tempo con mia madre?

La vita va avanti ma si è fermata.
Nel mio caso avrei dovuto avere il test d’ingresso per l’università il 24 marzo, ma come potete immaginare è stato annullato con largo anticipo e posticipato a data da destinarsi. È strano pensare come un evento così estraneo a tutti noi, proveniente dall’altro capo del mondo sia riuscito a giungere fino a qui e a monopolizzare le nostre vite. Vivo in un costante stato di incertezza, cosa ne sarà del mio futuro? E del mio esame di maturità? E dell’Università? Sono consapevole della collettività di questo momento: siamo tutti sulla stessa barca, immobili e attoniti. La gente muore e noi possiamo solo aspettare in casa per non essere i prossimi.
Eppure io sono convinta che in fondo, anche questo virus ci lascerà qualcosa.
Se non la consapevolezza che non tutto dipende da noi, la capacità di fermarci e preoccuparci per il prossimo. È un periodo paradossale dove la nostra consapevolezza è altruismo, la nostra inattività aiuta i medici, il nostro rimanere a casa ci aiuterà ad uscire il prima possibile.
Dopo ogni disastro, guerra o pestilenza che sia, c’è sempre stata una rinascita ed io mi auguro che il mondo post-covid19 possa essere un punto di partenza per molti di noi. E quando finalmente potremo riprendere a camminare per i nostri vicoli, fermiamoci un attimo a respirare e a vedere quanta bellezza abbiamo intorno a noi.
È questa la nostra vera casa.



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Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

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Alice Miraglia

Studentessa, idealista e donna. Scrivo di quello che amo e odio nella vana speranza di poter cambiare qualcosa.
Alice Miraglia

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