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Il leggendario supplizio sulla graticola di San Lorenzo ed i fenomeni astronomici delle Perseidi nel periodo estivo hanno ispirato artisti e letterati. Molto noti, ad esempio, sono la poesia X agosto di Giovanni Pascoli e il dipinto San Lorenzo di Francisco de Zurbaràn all’Ermitage di San Pietroburgo.
Anche alcuni nostri autori, rievocando le piaghe del santo, le stelle cadenti, i desideri da esprimere in silenzio, hanno rappresentato in dialetto le loro emozioni.

Ecco l’accenno devozionale di Alessandro Corazza (Portomaggiore 1932) in:

Saη Luréηz da la calùra
….
Strisci luśénti ach vóla… sparpajà,
e ch’il sparìs int uη suspìr struzà;
bruśadur fréschi fréschi su pèll viva:
il piàgh ad Saη Luréηz, ech il s’arvìva!
…..
Striscie lucenti che volano… sparpagliate, / e che scompaiono in un sospiro strozzato; / bruciature fresche fresche su pelle viva: / le piaghe di San Lorenzo (le stelle cadenti), ecco si ravvivano!

Ancora, la dimensione affettiva di Alberto Ridolfi (Ferrara 1931- 2012) in;
Saη Luréηz
….
Stasìra
l’è la nòt ad Saη Luréηz.
A sén vanzà alvà
a guardàr in su,
zarcànd ad cójar
na vìrgula, int al ziél,
in mèź a tuti chi puntìn.
…..
Stasera / è la notte di San Lorenzo. / Siamo rimasti alzati / a guardare in su, / cercando di cogliere / una virgola, nel cielo, / in mezzo a tutti quei puntini.

Infine, la sfera intimista di Liana Pagnanelli Medici (Copparo 1930 – 1992)

La not ad Saη Luréηz
Mo che scuηvulzimént iη ziél stasìra,
as a scumbìna tut al firmamént,
squaśi ho paura e a sént la testa ‘ch źira
par stal spetàcul màgich e impunént.

Tut j ann aspèt sta not ad Saη Luréηz
int uη mié nić segrèt fra l’erba spagna
e, par la mié racòlta d’esperiéηz,
a guard, a guard, stand ztésa int la campagna!

Il viàźa il stél in tgnùda da graη sira
con di vestì brilànt e risplendént
la cóa luηga a luηgh al ziél is tira
cumè dil dam, ad quéli dal zinchzént.

Mo cusa pagarésia pr’èsar là
tra cal brilór ad pólvar sideràl
vulàr iηsiém a lor iη libartà
seηza cascàr e seηza fàram mal!

Qualcdùη lasù l’ha vist e l’ha capì
tuta sta vója ach gh’éa ad cal luśór
e una briśulìna al m’n’ha spedì:
una bacióśla ‘ch’m’è vulà in s’al cuór!

La notte di San Lorenzo
Ma che sconvolgimento in cielo stasera, / si scombina tutto il firmamento, / quasi ho paura e sento la testa che gira / per questo spettacolo magico e imponente. /
Tutti gli anni aspetto questa notte di San Lorenzo / in una mia nicchia segreta fra l’erba medica / e, per la mia raccolta di esperienze, / guardo, guardo, stando distesa nella campagna. /
Viaggiano le stelle in abbigliamento da gran sera / con vestiti brillanti e risplendenti / la lunga coda lungo il cielo si tiran dietro / come delle dame, di quelle del ‘500. /
Ma cosa pagherei per esser là / tra quel brillìo di polvere siderale / volare insieme a loro in libertà / senza cadere e senza farmi male. /
Qualcuno lassù ha visto e ha capito / tutta questa voglia che avevo di quel lucore / e una briciolina me ne ha spedito: / una lucciola che mi è volata sul cuore!

Tratta da: Liana Medici Pagnanelli ; Bruno Veronesi, Atmosfera padana, Copparo : Lions Club, Copparo, 1990.
(Altre notizie biografiche su Liana Medici Pagnanelli nel Cantóη Fraréś del 5 giugno 2020)

 

Per concludere un detto popolare:

“Par Saη Luréηz na graη calùra, par Saη Vizéηz na gran fardùra: l’un e l’àltar póch i dura.”
Per San Lorenzo (10 agosto) una gran calura, per San Vincenzo (22 gennaio) un gran freddo: l’uno e l’altro poco durano.

 

Al cantóη fraréś: testi di ieri e di oggi in dialetto ferrarese, la rubrica curata da Ciarin per Ferraraitalia, esce al venerdì mattina.
Per leggere le puntate precedenti clicca [Qui]

Cover:  Canonica della chiesa di S. Lorenzo, Ducentola (Fe). Foto di M. Chiarini, 2016.

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Ciarin


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

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Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

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