Passa al contenuto principale

Palazzo Barbantini Koch: non c’era nessun bisogno di un nuovo museo

Tempo di lettura: 2 minuti

Ascolta l'articolo
02:42
00:00 02:42

L’enfasi per l’inaugurazione di Palazzo Barbantini Koch. Ferrara non aveva bisogno di un nuovo museo, ma di una seria politica culturale al servizio dei suoi cittadini.   

L’apertura, come sede museale, della ex sede della Cassa di Risparmio, Palazzo Barbantini Koch, è stata ampiamente enfatizzata: ricordo solamente le due pagine dedicate dalla ‘Lettura’ del Corriere della Sera e le due pagine della Domenica del Sole 24Ore. Sono state ricordate le raccolte di dipinti, le iniziative. E’ mancato, mi verrebbe da dire ‘naturalmente’, il riferimento al contesto cittadino, alla sua non partecipazione a scelte che condizionano pesantemente Ferrara. .

Mi viene in mente quanto accadde nel 1608, in occasione della costruzione della Fortezza pontificia: al Giudice dei Savi (l’equivalente dell’attuale sindaco) Scipione Giglioli, che protestava a nome del Maestrato per le demolizioni di chiese, palazzi, abitazioni e botteghe,  rispose il Vicelegato monsignor Innocenzo Massimi che ‘se i Ferraresi pretendevano di non esser sudditi, ma liberi compagni, o fratelli del Papa s’ingannavano ‘.

Da cittadino credo di poter dire che non vi era alcun bisogno di un nuovo museo. La, ahimè disciolta, Cassa di Risparmio aveva preso l’intelligente decisione di potenziare la Pinacoteca facendovi confluire acquisti ed opere. Offrire un concreto sostegno alle attuali istituzioni depositando opere sia presso la Pinacoteca che presso i Musei Civici e presso l’Archivio di Stato o Comunale sarebbe stato un modo reale di arricchire la città e di offrire ulteriori strumenti di partecipazione ai suoi abitanti.

Dovrebbe essere superfluo, purtroppo non lo è, ricordare che la ‘cultura’ non può essere monocultura.
E’ costituita dal concorrere di varie discipline ed esperienze: i risultati debbono potere ricadere sulla quotidianità del vivere. Non solo mostre ma attenzione alla economia, ai fermenti sociali, alla religione, al commercio e al mercato.

Molto più giustificabile sarebbe stato, a mio parere, costituire presso la ex sede della Cassa un centro di studi che avesse come tema il tessuto economico e sociale di Ferrara, nel corso della sua lunga storia. Una convenzione con l’Università avrebbe testimoniato la volontà di lavorare in collegamento con i momenti organizzati esistenti.

Nulla di tutto questo. L’assessorato alla Cultura che dovrebbe saper organizzare una immagine complessa, complicata , articolata e problematica di Ferrara è assente e continua ad inquinare una situazione che era già debolissima.

 

In copertina: Palazzo Barbantini Koch ex Carife , corso della Giovecca, Ferrara- Foto Wikimedia Commons

Per leggere tutti gli articoli di Ranieri Varese su Periscopio clicca sul nome dell’autore.  

sostieni periscopio

Sostieni periscopio!

Tutti i tag di questo articolo:

Ranieri Varese


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *