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Musica in carcere? Si può fare

Le voci da dentro /
Musica in carcere? Si può fare

di Maria Chiara Marchesini

Maria Chiara Marchesini è una volontaria nel carcere di Ferrara, referente del laboratorio di chitarra e coro. Ha già organizzato diversi concerti all’interno della Casa Circondariale e ne ha in preparazione altri molto interessanti.
Diverse sono le persone che partecipano ai suoi appuntamenti con impegno e passione.
Il coro che dirige è formato soprattutto da personale volontario esterno ma si completa sia con detenuti che con personale interno.
È bello quando ti riferiscono che, durante questi incontri, “la detenzione diventa tutta un’altra musica”.
(Mauro Presini)

Ogni mercoledì mattina, entrando nella Casa Circondariale di Ferrara insieme all’amico Patrizio, sappiamo che cosa abbiamo in mente di proporre…ma non sappiamo mai quale musica ne verrà fuori! Ormai è il terzo anno che, in qualità di volontaria, sono responsabile del Laboratorio musicale… il primo anno corso di chitarra facile, secondo anno formazione del coro con esterni, e in questo terzo anno nasce una vera “fucina musicale”! Ogni settimana penso a quali canti proporre e come rielaborarli per insegnarli a chi sta imparando a suonare la chitarra, da un lato, e al gruppo dei Coristi esterni ed interni.

Ma ogni mercoledì accadono cose nuove: mentre Patrizio si occupa dei chitarristi alle prime armi, io coordino il gruppo dei musicisti più esperti; dalle ore 10:00 in poi entra il gruppo dei volontari coristi esterni (circa 20 persone) e l’atmosfera si amplia. Una musica tira l’altra, gli accompagnamenti strumentali si improvvisano e nascono nuove versioni e arrangiamenti delle canzoni proposte, vengono in mente altre canzoni, ricordi lontani o brani di oggi, proposte di popoli, culture ed epoche diverse, e chi canta trova nuove intonazioni, nuovi modi per suonarle, rivelando le proprie doti inaspettate sempre armonizzandosi col gruppo. Sono musiche che si rincorrono, che si ascoltano e si comprendono, testi e parole che rimandano a situazioni ed esperienze personali, in un mixer di suoni e voci spesso imperfette e insicure, ma che cercano di comunicare e di esprimere ciò che ciascuno di noi ha dentro….

Concerto in carcere a Ferrara (20/5/2026)

Concerto in carcere a Ferrara (20/5/2026)

Tra i detenuti partecipanti e anche tra i volontari, c’è chi ama la musica da sempre, chi sta imparando a suonare in questi anni, chi sa già suonare uno strumento, c’è chi sa cantare ed usa bene la voce e c’è chi vuole cantare nonostante le inconsapevoli incertezze su note e ritmi, c’è chi desidera imparare e migliorarsi. Persone molto diverse tra loro, ma che nella musica trovano un terreno comune, un linguaggio che permette di comunicare aldilà della formazione personale e delle rispettive culture. Difficile, quasi impossibile utilizzare un metodo di insegnamento musicale tradizionale, e per questo fin dall’inizio ho pensato ad attività molto semplici e schematiche per l’apprendimento della chitarra, ricordando le mie varie esperienze con bambini e ragazzi a scuola.
Ma anche per il canto corale, ho lasciato spazio alle voci con canzoni che ciascuno di noi può proporre al gruppo, poi all’interno di queste, trovare andamenti, linee melodiche e armonizzazioni a più voci per sperimentare la polifonia. E così ognuno dei partecipanti a questo Laboratorio può indicare al gruppo una o più canzoni che gli stanno a cuore, e il gruppo, improvvisando, lo accompagna con coro e strumenti. Inaspettatamente nascono delle “jam session” formidabili!
Questo dà a tutti molto entusiasmo e smuove tante emozioni, per cui ogni incontro diventa un momento di reale “ben-essere” di gruppo.
Ma facciamo una riflessione specifica per il CANTO e il CANTO CORALE.

Concerto in carcere a Ferrara (20/5/2026) – Maria Chiara Marchesini

Concerto in carcere a Ferrara (20/5/2026) – Patrizio Fergnani

Il canto come risorsa di integrazione culturale e sociale 
Funziona in tutte le culture? Un caso significativo dei benefici fisici, psicologici e sociali del cantare in un coro è costituito in Italia dall’esperienza Barolo Arti per la Comunità (BAC), progetto di public engagement seguito dall’Università di Torino, che ha avviato un programma di ricerca in tema. Una rassegna della letteratura sul coro come strumento di integrazione per persone straniere, 
pubblicata dal CELSI (Central European Labour Studies Institute), ha accompagnato la creazione del progetto Bread and Roses, un coro multietnico dedicato a donne di generazioni e culture diverse per sostenere il loro benessere, migliorare le loro life skills e lavorare sulla loro identità femminile e sul loro ruolo nella società attuale. Da questa indagine, è emerso che il coinvolgimento attivo in cori porta ben-essere psicologico, maggiore autostima e un senso di autoefficacia che spinge le persone ad affrontare in modo più costruttivo i problemi quotidiani e a migliorare il rapporto con gli altri. Cantare insieme provenendo da diverse culture permette inoltre di superare stereotipi condividendo un contenuto comune che unisce e permette di superare le differenze. Inoltre, la musica può contribuire al processo di acculturazione e alla promozione di un senso di appartenenza alla comunità.

Concerto in carcere a Ferrara (20/5/2026)

Concerto in carcere a Ferrara (20/5/2026)

Il nostro Coro non rientra nel concetto classico di “coro” qui i canti si imparano per imitazione, secondo la più classica tradizione del canto orale, e non essendoci una reale alfabetizzazione musicale, l’aiuto è dato dai gesti manuali di chi dirige (quasi come nel Canto gregoriano), si utilizzano partiture informali per chi canta e per chi suona (ad esempio per un detenuto che suona il violino imparato da autodidatta in carcere…). Essere intonati o stonati conta poco, l’allenamento vocale e il sostegno delle voci dei compagni aiutano ciascuno a correggere a poco a poco la propria emissione vocale, l’orecchio e l’intonazione.
Anche la capacità ritmica è importante, c’è chi fa più fatica e non attacca quasi mai al momento giusto, ma poi trova sostegno nella esecuzione in gruppo e gradatamente avviene un miglioramento…

Concerto in carcere a Ferrara (20/5/2026)

Concerto in carcere a Ferrara (20/5/2026)

Il reale obiettivo profondo è “divertirsi, fare gruppo, e attraverso la musica, rendere l’ambiente carcere un luogo di possibilità positive”.
La modalità di lavoro che si è attivata, aperta alle imprevedibili proposte dei partecipanti detenuti e volontari, che tiene conto delle diverse potenzialità dei singoli, disponibile a far tesoro degli errori trasformandoli in punti forza, accogliente verso tutti mediando tra le varie ottiche musicali, ha favorito la nascita di un buon senso di appartenenza al “gruppo”, tanto che i detenuti in modo spontaneo hanno creato quest’anno una vera e propria band denominataGLI ULTIMI” che, oltre all’incontro laboratoriale del mercoledì, si ritrova nelle ore d’aria in teatro per provare insieme i brani utilizzando una tastiera (Giulio), un violino (Dine), la batteria (Cristiano, Michele, Nicolaj), chitarre acustiche (Guido, Mauro, Jendari, Davide), chitarra elettrica e basso (Antonio). I cantanti solisti della Band sono Guido (melodico napoletano), Mauro, Ivan, Massimiliano, Sonny e Giulio (musica pop), Ugo (rapper). Alcuni detenuti come Costante e Yuri cantano nel Coro. Qualcuno dei detenuti ha dimostrato anche capacità di composizione soprattutto di testi, e così sono nate alcune canzoni “Il Rap di Ugo” e “M’immagino”, il cui testo è composto da Ivan mentre la musica l’ho ideata io per lui. L’entusiasmo poi è contagioso! Infatti… Dopo aver assistito al primo concerto della Band tenutosi il 20 marzo scorso (che ha visto una foltissima partecipazione dei detenuti venuti ad applaudire i loro compagni, nonché di vari volontari e personale interno) un paio di dottoresse dell’area medica interna al Carcere si sono unite al Laboratorio ed ora partecipano attivamente agli incontri del mercoledì, fuori orario di servizio.
Una bellissima novità che rende questa esperienza ancora più interessante, poiché unisce detenuti, volontari esterni e personale interno.

Concerto in carcere a Ferrara (20/5/2026)

Concerto in carcere a Ferrara (20/5/2026)

Ed ecco che il 24 aprile 2026, grazie alla disponibilità concessa dalla Direttrice del carcere su richiesta dei detenuti, si realizza la REPLICA del primo concerto. Una scaletta di brani scelti e preparati dai componenti della Band con il supporto delle voci del Coro
I just called – di Stevie Wonder, cantano Mauro e Guido (strofe in italiano)
Perdere l’amore – di M. Ranieri, canta Massimiliano
Shallow – di Lady Gaga, cantano Mauro e Chiara
L’italiano – di Toto Cutugno, canta Guido
La mia storia tra le dita – di Grignani, canta Giulio
Caruso – di Lucio Dalla, canta Sonny
M’immagino – autori Ivan e Chiara, cantano Ivan e Chiara
Imagine – di John Lennon, canta Giulio
L’ultima poesia – di Ultimo e Geolier, cantano Ugo e Mauro
Bella ciao – canto popolare, canta Sonny
Country roads – di John Denver, cantano Ugo e Mauro (barre rap di Ugo)
Che sarà – di Josè Feliciano, canta Guido
Generale – di De Gregori, canta Ivan
Let it be – dei Beatles, canta Giulio

Mercoledì 20 maggio, alle ore 14:00 altro Concerto in cui Coro e Band hanno proposto brani di cantautori italiani e stranieri, ma anche un pezzo scritto da Patrizio Fergnani (“Il blues del fungo velenoso”) che ha permesso a tutti di assaporare il ritmo blues e di cantare coinvolgendo il pubblico, e poi il brano “L’uomo di Cromagnon”, una canzone scherzosa in cui si canta accompagnandosi con gesti. Il coro ha anche eseguito a tre voci “Yamma”, un canto popolare palestinese di resistenza e speranza e ha concluso con un travolgente “Bella ciao” cantata da Sonny, validissimo giovane tenore. Ci attendono altri due appuntamenti un concerto riservato alle famiglie dei detenuti della Band e un concerto in collaborazione con Concordanze Bologna, un ensamble di archi.
Perciò… la musica non finisce qui! Riusciranno i nostri eroi a divertire ed emozionare le loro famiglie?
E riusciranno a suonare con musicisti classici professionisti?
La speranza è tanta, ma ve lo racconteremo nel prossimo articolo.
BUONA MUSICA SEMPRE

Concerto in carcere a Ferrara (20/5/2026)

Foto di: Mauro Presini

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Mauro Presini

È stato maestro elementare; dalla metà degli anni settanta si è occupato di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Dal 1992 al 2025 ha coordinato il giornalino dei bambini “La Gazzetta del Cocomero”. Dal 2016 cura “Astrolabio”, il giornale del carcere di Ferrara, insieme ad una redazione composta da persone detenute.

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