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Parole e figure / Dire di no

Appena uscito in libreria con Kite, “NO”, di Paula Carbonell e Isidro Ferrer, ci mette di fronte a quei no che sono indispensabili

Curioso come mi sia ritrovata a rientrare dal Moscerine Film Festival, un bellissimo Festival che da cinque edizioni si tiene a Roma per registi under 12, dove uno dei cortometraggi premiati si intitolava “No, non ancora”. Se, però, in quel caso, tutta una serie di no non rappresentavano rifiuti ma solo una tappa per riprendersi, nell’attesa dell’occasione e del momento giusti, l’albo “NO”, scritto da Paula Carbonell e illustrato da Isidro Ferrer, da poco in libreria con Kite, è ben altro. Ma pur sempre una negazione.

Sembra che il mondo mi stia dicendo no, non arrenderti, non demordere, non andare, non fare, non dire, non precipitare, non lasciare andare; sembra che l’universo mi stia urlando no e ancora no, mi stia suggerendo che tanti sono i no che ci ritroviamo ad affrontare, che tanti sono i no che ci troviamo a dover dire. A volte accettare. Anche se preferisco dirli.

No alla guerra, No alla violenza, No alla cattiveria, No alle atrocità, No alla sofferenza, No al dolore, No all’insistenza, No all’indifferenza, No all’intolleranza, No all’ignoranza.

No ai botti, no alla fame e alla sete, no alla paura, no alle insidie, no alle sopraffazioni, no al giocare a nascondino, no ai treni che non fanno salire a bordo, no ai buchi neri.

“NO” affronta il tema della guerra attraverso gli occhi dell’infanzia, con una narrazione essenziale e un linguaggio visivo simbolico e potente, capaci di renderne l’assurdità. Senza mani, senza sogni, senza fine.

“NO” è un rifiuto viscerale dell’orrore della guerra nato da un senso di impotenza, dolore, paura e rabbia. Un’opera disturbante, che non ci offre consolazioni facili, ma che ci dice chiaramente che guardare altrove non è un’opzione. Mai.

E allora, NO. Stiamo dalla parte del NO.

Le due parole più brevi e più antiche, sì e no, sono quelle che richiedono maggior riflessione. Pitagora

Paula Carbonell, Isidro Ferrer (illustratore), NO, Kite edizioni, Padova, 2026, 48 p.

Sito web Paula Carbonell

Sito web Isidro Ferrer

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Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Giornalista pubblicista dal 2016, ha conseguito il Master di Giornalismo presso l’Ecole Supérieure de Journalisme de Paris, frequentato il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di Cinema Immagina di Firenze, i corsi di sceneggiatura cinematografica e di storytelling sociale della Scuola Holden di Torino e il Master Executive in Sponsoring e Fundraising per arte e spettacolo dell’Accademia Teatro alla Scala. Ha collaborato con le riviste “BioEcoGeo”, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, “Mosca Oggi” e con i siti eniday.com/eni.com; ha tradotto dal francese, per Curcio Editore, La “Bella e la Bestia”, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Appassionata di cinema e letteratura per l’infanzia, oggi collabora anche con “VITA”, “Meer” e “Taxidrivers”. Ha fatto parte della giuria professionale e popolare di vari festival italiani di cortometraggi (Sedicicorto International Film Festival, Ferrara Film Corto Festival ‘Ambiente è Musica’, Roma Film Corto Festival, The 48 Hour Film Project Roma), è Presidente di Ferrara Film Corto aps e segue la comunicazione del Ferrara Film Corto Festival ‘Ambiente è Musica’. Coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Congo, Belgio, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma.

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