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Parole e figure / L’universo delicato di Yael Frankel in “Care piccole muse”

Uscito in libreria il 30 marzo, con Kite edizioni, “Care piccole muse”, dell’argentina Yael Frankel, ci porta nel mondo della creatività che vuole essere libero e leggero

Stile iconico, fatto di linee essenziali, testi brevi, palette cromatiche ridotte e molto spazio chiaro puntellinato per esplorare un tema astratto come l’ispirazione, “Care piccole muse” ci porta nel mondo magico e silenzioso di Lia. O almeno che lei vorrebbe silenzioso.

care piccole muse

Lia disegna. È completamente assorta in ciò che sta facendo e non parla mai. A parlare sono invece le muse. Non divinità classiche ma piccoli momenti, silenzi, animaletti, oggetti che possono nascondersi in una tazza di tè, in un filo d’erba o nel modo in cui cade la luce. Petulanti, invadenti, sempre lì a suggerire, a dare pareri non richiesti su foglie o nuvolette da aggiungere, colori da integrare, radici da inserire, forme da rimodellare.

Osservano, commentano, interpretano. Avanzano ipotesi su ciò che Lia starebbe cercando di fare, su dove il disegno la stia portando, su quale “ispirazione” la stia guidando. Le loro voci si sovrappongono, costruiscono narrazioni, attribuiscono significati. Ma sbagliano. Perché Lia sta facendo qualcos’altro. Sta semplicemente disegnando.

Un albo che mette in discussione l’idea stessa di ispirazione come forza esterna, mitizzata e necessaria, che parla di fiducia nel processo creativo.

Un cammino dove si è liberi, e che rende liberi, dove non si tollerano consigli e interferenze. Dove le piccole muse sono gentilmente invitate a restare fuori dalla porta.

Un libro perfetto per chiunque stia cercando qualcosa, un’idea, una soluzione, una parola, e si sente bloccato: ricorda che la bellezza è già lì, va solo riconosciuta. Spesso da soli.

care piccole muse

Yael Frankel vive a Buenos Aires in Argentina, dove lavora come grafica e illustratrice. Nel 2013, è stata selezionata per il catalogo “México Iberoamerican Illustration”. Nel 2014, è stata selezionata per il “Sharjah Children’s reading festival exhibition”, per il “Ukranie Cow Design festival” e il “Portugal Illustration Festival”. Nel 2016, è stata selezionata al Bologna children’s book fair, Italia. Vince il “Premio de Ilustración Fundación SM Argentina” 2015.

Yael Frankel, Care piccole muse, Kite edizioni, Padova, 2026, 40 p.

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Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Giornalista pubblicista dal 2016, ha conseguito il Master di Giornalismo presso l’Ecole Supérieure de Journalisme de Paris, frequentato il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di Cinema Immagina di Firenze, curato da Giovanni Bogani, e il corso di sceneggiatura cinematografica della Scuola Holden di Torino, curato da Sara Benedetti. Ha collaborato con le riviste “BioEcoGeo”, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, “Mosca Oggi” e con i siti eniday.com/eni.com; ha tradotto dal francese, per Curcio Editore, La “Bella e la Bestia”, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Appassionata di cinema e letteratura per l’infanzia, collabora anche con “Meer”. Ha fatto parte della giuria professionale e popolare di vari festival italiani di cortometraggi (Sedicicorto International Film Festival, Ferrara Film Corto Festival ‘Ambiente è Musica’, Roma Film Corto Festival), è vicepresidente di Ferrara Film Commission e segue la comunicazione del Ferrara Film Corto Festival ‘Ambiente è Musica’. Coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Congo, Belgio, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma.

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