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Sono uno spirito libero

Tempo di lettura: 2 minuti

Sono uno spirito libero

MEET THE VENDORS

di Emmanuel Lucky Chukwuka

Avevo appena iniziato gli studi quando ho dovuto fuggire. Dieci anni dopo vivo in Alto Adige e penso a Lagos, ai sogni spezzati e alla speranza di una Nigeria migliore, senza divisioni e violenza.

Nigeria, Libia, gommone, Mediterraneo, nave di soccorso, Italia. Un amico aveva organizzato la traversata, senza che io sapessi davvero a cosa sarei andato incontro. Non volevo partire e avrei voluto tornare indietro, ma mio padre era perseguitato politicamente e la situazione era diventata pericolosa anche per me. Oggi so che lo hanno ucciso perché aveva un cuore troppo grande, perché era una brava persona. E quando un uomo viene braccato da un sistema corrotto, anche la sua famiglia finisce inevitabilmente nel mirino.

Per proteggerci ci portò a Lagos. Lì sono cresciuto, tra quasi venti milioni di persone provenienti da ogni parte del mondo. Lagos è rumorosa, vivace e piena di vita. Appena arrivato in Italia, mi colpiva molto il silenzio delle strade, ma col tempo mi ci sono abituato. Quando ero piccolo, in Nigeria, i bambini sognavano in grande. E lo fanno ancora oggi: diventare calciatori o entrare nel mondo della musica è il desiderio di molti. Ma non tutti i sogni si realizzano. Allora alcuni provano a cercare fortuna in Europa, ma quando arrivano qui da adulti, abbandonano i loro sogni e devono arrangiarsi per sopravvivere. Molte persone hanno un grande potenziale, ma il tempo gioca contro di loro.

Quando si parla della Nigeria è inevitabile parlare anche di religione, che ha avuto un ruolo centrale nella grave crisi del Paese. Le religioni dovrebbero aiutare i poveri, ma hanno perso di vista questo compito. Le chiese raccolgono denaro dai fedeli o diventano strumenti dei potenti, che le utilizzano per dividere il popolo: musulmani contro cristiani, violenza invece di collaborazione. Così si vota in base all’appartenenza, non alla competenza. Per questo mi sono allontanato dalla religione. Sono uno spirito libero e ho trovato un legame personale e diretto con Dio. Dio non è musulmano, hindu o cristiano: non appartiene a nessuno. Se le persone lo capissero, il mio Paese potrebbe risollevarsi molto più in fretta.

Per il futuro sogno di avere una moglie e dei figli, ma per costruire una famiglia servono soldi, e il tempo scorre veloce. Vivo in Alto Adige da due anni e mi piace stare qui; rispetto l’Italia per avermi accolto. Oggi lavoro in una lavanderia, ma sono curioso e desideroso di imparare cose nuove: tinteggiare, fare il parrucchiere, saldare… E magari, un giorno, riprendere gli studi e completare quel percorso che la fuga dalla Nigeria ha interrotto troppo presto.

Dio non è musulmano, hindu o cristiano: non appartiene a nessuno.

In Copertina:  Emmanuel Lucky Chukwuka, Foto oben (C) Matthias Fleischmann

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Redazione Zebra

Samia Kaffouf, Responsabile di Redazione

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